Adriana risponde

Sos: a tre anni vuole solo la mamma

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10 Marzo 2011
"Mio figlio di tre anni non si stacca mai da me. Non gioca mai e dico mai, neanche cinque minuti da solo. Non so come fare. non so se è normale, non so come comportarmi". Una mamma chiede consiglio a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.
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Cara Adriana,

mio figlio di tre anni non si stacca mai da me. Non gioca mai e dico mai, neanche cinque minuti da solo nella sua cameretta o da nessun altra parte. E' un bambino gioioso, pieno di fantasia, di voglia di fare, di energia, ama inventare, disegnare ... ma ci devo essere sempre io. Quando andiamo in posti "nuovi" ( feste di compleanni di altri bimbi, parchi giochi, a casa di amichetti ecc ...), è ancora peggio. Non mi lascia mai, non si allontana da me neanche per giocare o correre, saltare, andare sui gonfiabili, in piscina ecc ecc). Io cerco in tutti i modi di dargli coraggio, gli permetto qualsisi tipo di gioco, lo sprono, lo incito, mi arrabbio, gli spiego ... ma niente funziona. Che devo fare? ps: Oltretutto va all'asilo gia da un anno ... quindi dovrebbe essere abituato a stare senza di me!

Cara mamma,

non è tanto il fatto che sia attaccato a te, ma piuttosto che non sia ancora pronto a interagire con gli altri bambini. Spesso i genitori vedono i loro figli più grandi di quello che sono in realtà. Normalmente a tre anni i bambini condividono lo spazio gioco con altri bambini, ma in realtà giocano ancora per conto proprio. Ad esempio nella cameretta, uno gioca con i soldatini e l'altro con le costruzioni. A quattro anni iniziano a condividere il gioco, ma non giocano insieme: ognuno gioca con il battello e i pirati, ma uno voltato da una parte e l'altro dall'altra.

Solo verso i cinque anni iniziano a condividere il gioco anche a livello simbolico: entrambi giocano con il battello e i pirati, ma stavolta i pirati di uno fanno la guerra contro i pirati dell'altro. Inizia così il dialogo vero e proprio.

Gli atteggiamenti che descrivi nella tua lettera sono del tutto normali in questa fase dello sviluppo psicofisico del bambino: si tratta del famoso complesso di Edipo, che riguarda soprattutto i bambini dai tre ai sei anni. Il bambino maschio dai tre ai sei anni sviluppa infatti verso la mamma, in quanto genitore di sesso opposto e riferimento principale nella sfera degli affetti, un’attrazione, che non è solamente affettiva in termini di attaccamento, bensì appunto fisica.

Potresti cercare tu per prima la sua compagnia, le sue attenzioni, dei giochi condivisi, quando siete voi due ed è possibile avere un momento esclusivo.

Bisogna anche capire la tua reazione alle sue richieste. Se ti senti in obbligo di giocarci, allora altro non fai che rinforzare con il tuo atteggiamento il fatto che il bambino può trovare in te un compagno di gioco. Questo non vuol dire che non bisogna giocare insieme, anzi (come ho già detto, trovare del tempo esclusivo di gioco e affetto è fondamentale), ma significa poter essere in grado di comunicare che "adesso non posso" e se piange e strilla, piange e strilla. L'importante è che tu non abbia sensi di colpa, perché non puoi giocare sempre.

Se invece stare "insieme alla mamma" vuol dire anche stare accanto a lei (del tipo lui gioca mentre tu cucini), allora non vedo il problema. Goditi la sua compagnia, perché a 12 anni sarà lui a non voler stare più lì con te!

Un abbraccio,

adri

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