Adriana risponde

Sos capricci

Di Nostrofiglio Redazione
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25 novembre 2011
"Sono la mamma di un bimbo di quasi tre anni vivace e un po' dispettoso. A scuola con le maestre è un amore, anche quando rimane con parenti sembra un angelo. Il problema, se così si può definire, è quando rientra a casa dalla scuola: inizia a voler toccare tutto e a fare scenate isteriche tanto da buttarsi per terra pur di ottenere ciò che vuole!" Una mamma chiede consiglio a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.

"Ciao tata Adriana,

sono la mamma di un bimbo di quasi tre anni abbastanza vivace e un po' dispettoso. Sa essere dolce e ubbidiente se solo la sua testolina lo vuole, a scuola con le maestre è un amore, anche quando rimane con parenti sembra un angelo. Il problema, se così si può definire, è quando rientra a casa dalla scuola: inizia a voler toccare tutto, con estrema velocità passa da oggetto a un altro anche se gli viene spiegato che non lo può fare, addirittura inizia a fare scenate isteriche tanto da buttarsi per terra e con lacrimoni agli occhi scalcia pur di ottenere ciò che vuole!

Cerco di essere ferma sulle mie decisioni, quindi se un azione è stata definita NO così rimane, con la speranza che la volta dopo non lo rifaccia .... e invece non è così, puntualmente ogni giorno stessa storia.

Anche per uscire da scuola non vuole darmi la mano perché vorrebbe camminare solo. Gli spiego il pericolo, a volte sembra aver capito si ferma a guardare se ci sono macchine, camminando al mio fianco. Magari per un paio di volte è tranquillo, mavil giorno dopo improvvisamente scappa e devo prenderlo per tempo. Il tutto lui lo risolve con una bella risata!

Per non parlare poi del rapporto che ha con il papà. Se magari con me ci prova a giorni alterni, con il papà è una lotta tutti i giorni. Se escono per andare al centro commerciale vedi il piccolo che corre avanti e il papà puntualmente che lo insegue ... mentre magari con me cammina tranquillamente e guardiamo le vetrine insieme.

Al cinema con me riesce a seguire i cartoni animati, mentre con i lpapà dopo cinque minuti sono fuori dalla sala! Poi è una lotta continua per la doccia (se gliela fa il papà) inizia a non stare fermo nemmeno mentre mangia a tavola, mentre prima non fiatava. Ormai trascorriamo tutta giornata richiamandolo quasi per ogni cosa (e a me questo non piace).

attività di gioco che svolgiamo (dalla plastilina, ai colori con le dita, chiodini etc etc) durano appena 5/10 minuti per attività ... dopo inizia a lanciare tutto in aria anche se io sono lì con lui e li facciamo insieme. da solo non vuole giocare difficilmente riesce a fare un gioco da solo! non so davvero cosa fare....guardo il vostro programma spesso cerco di mettere in atto i vostri consigli, ma non sempre è facile!

Aspetto un tuo giudizio/consiglio, grazie!"

 

Cara mamma,

 

il metodo che usi (il NO secco) è giusto, così come è giusto essere coerenti e non cedere: l’importante è che tutti in casa facciano la stessa cosa. Prendetevi del tempo, tu e tuo marito, per accordarvi sulla strada da seguire, per non dare messaggi contrastanti. Quando parlo di messaggi non intendo solo verbali, ma soprattutto quelli del linguaggio corporeo: a volte di dicono delle cose con la voce e se ne trasmettono altre con l’atteggiamento e con l’espressione del viso.

 

Quando si dice “No, questo no si fa” è importante avere un viso serio, non aggressivo, ma sicuro e tranquillo, mentre si guarda il bambino dritto negli occhi per un po’, mettendosi al livello del suo sguardo. Non importa inoltrarsi in spiegazioni lunghissime (la loro attenzione a tre anni non è molto lunga!!).

 

Evita reazioni eccessive di rabbia o frustrazione: è anche un modo per avere la tua attenzione, seppur negativa. Non tenere sempre il viso scuro o preoccupato o arrabbiato: passata la comunicazione del NO, riprendi un viso positivo e sereno. E’ importante avere una espressione anche felice, fare dei bei sorrisi: inizia a complimentarti e a premiarlo per le cose che fa bene e a dagli attenzione nei momenti sereni. Fate cose che sai gli piacciono e incoraggialo a provarne anche delle nuove.

 

L’attenzione nei giochi è comunque sempre breve nei bambini così piccoli e si sposta su altre cose velocemente: se organizzi del tempo con lui trova delle attività che vi impegnino per poco e poi pensa sempre ad un momento di relax, o di gioco fisico (la lotta tra i cuscini), a seconda del momento della giornata.

 

La stanchezza spesso può determinare alcuni comportamenti: prova a notare se certe sue reazioni avvengono quando è molto stanco o è in mezzo alla confusione! Evita di affrontare certe “avventure” (il supermercato) nei momenti di stanchezza e prediligi un momento di relax (una bella favola). Al supermercato prova a dargli dei compiti per tenerlo impegnato: lui è il tuo validissimo aiutante e deve cercare le cose da comprare, casomai con il suo carellino. Fallo sentire importante e necessario.

 

Per quanto riguarda le “fughe” fuori casa, il bambino di tre anni spesso vuole esplorare il mondo che lo circonda: non scappa per fare un torto. E’ importante insegnare a dare la mano, specie per strada, ma se vedi che è troppo il rischio, prova a considerare la possibilità di utilizzare le bretelline di sicurezza. Forse, senza l’ansia del pericolo, vi potreste godere la passeggiata. Continua ad insistere che ti dia la mano per attraversare la strada, perché si deve fare così. Spesso queste bretelline piacciono al bambino (così curioso del mondo!) perché si sente più autonomo nelle sue esplorazioni e meno costretto…e per assurdo gli passa la voglia di scappare. Ricorda che anche con le bretelle lo scopo è l’autonomia (imparare a guardare la strada ecc.).

 

Ricordati comunque di evitare il più possibile le etichette o rischi che le persone intorno a te diventino quello che tu ti aspetti da loro: il papà non riesce a tenerlo, il bambino è un angelo a scuola e vivace a casa. Il tuo bambino sta crescendo e sta provando a vedere fin dove può arrivare. Le scenate non fanno di te un cattivo genitore …tutti hanno vissuto i capricci e tutti sono contenti di uscirne!

 

Per maggiori suggerimenti sui capricci, leggi anche Fa i capricci, tu mantieni la calma e Sos, capricci a tre anni

 

Non conosco la vostra situazione o come procede la vostra giornata, ma ti ricordo solo che una routine (come a scuola) bene organizzata e “provata” insieme, ripetuta nel tempo, aiuta a dare sicurezza ai bambini.

 

Se il suo comportamento ti continua a sembrare eccessivo, parlane con il tua pediatra che ti potrà indicare, ovviamente solo se è il caso, se approfondire il tutto o focalizzare se vi sono disagi fisici, in modo da escludere, per fare un esempio, difficoltà di udito.

 

Un abbraccio,

 

adri

 

Leggi anche: I 100 consigli di tata Adriana ai genitori