Adriana risponde

Sos: come aiutare i bambini a superare un passato 'pesante'

Di Nostrofiglio Redazione
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28 gennaio 2011
Il caso della settimana riguarda due bambini di otto e 12 anni che non sembrano mai contenti, nulla sembra divertirli, dicono bugie, sono chiusi. La famiglia ha vissuto dieci anni prima un dramma. Una zia chiede aiuto a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.

Cara Adriana,

 

premetto che non sono una mamma, ma solo una zia. Da qualche mese frequento due bimbi di otto e 12 anni figli di genitori separati ai quali 10 anni fa è morto il primogenito di otto anni. Questi bambini non sono mai contenti, non apprezzano sorprese e novità, la bimba più grande dice che lei è la più bella, che non vuole vedere altri posti oltre al suo paese. Il bimbo di otto anni non sa lavarsi la faccia da solo e si veste da solo solo se costretto, entrambi alle domande dirette non rispondono o se rispondono spesso mentono.

 

Le poche volte che si divertono non lo dicono subito ma solo nei giorni successivi. Cercano sempre il modo di avere le cose per se stessi, anche a danno degli altri. All'inizio pensavo fosse un problema di "passato traumatico" ma non hanno proprio nessun pregio e stare con loro, nonostante io adori i bambini, è veramente difficile. Può darmi un parere? claudianongenitore

 

Carissima,

 

il tema che proponi è molto delicato: cerchiamo di affrontarlo pensando a come sia possibile stare a fianco a questi bambini adesso. Oggi il fratello avrebbe 18 anni, questo significa che 10 anni fa il grande aveva due anni e il piccolo era appena neonato o non era neanche nato. Entrambi erano quindi troppo piccoli per aver vissuto direttamente questo dramma, causando un trauma.

 

Sicuramente il trauma subito dai genitori ha condizionato il modo in cui da quel momento in poi hanno visto il mondo, forse in quanto "depressi", delusi, pronti a "scaricare le ansie" sui bambini. E' una reazione purtroppo abbastanza comune. La tristezza dei bambini potrebbe essere quindi una diretta conseguenza della tristezza dei genitori.

 

A volte le "novità" irrompono nella vita dei bambini come un piccolo terremoto nel loro mondo, scuotendo le loro poche certezze e per questo non sono sempre così gradite da subito. Crescere con genitori tristi e pessimisti non aiuta di certo a credere in te stesso. Certo, sto solo ipotizzando la situazione in cui forse si sono trovati i genitori (non avendo gli strumenti e la conoscenza approfondita della situazione nello specifico). È possibile che non siano pessimisti affatto, che abbiano superato bene il lutto… ma anche questa è una supposizione.

 

Gli atteggiamenti della bambina più grande sono abbastanza normali nei bambini che hanno appunto bisogno di certezze. Mentre per il più piccolo, forse la mamma, in uno slancio di protezione, lo sta coccolando troppo, facendo molte cose per lui e per questo lui non sta imparando a farle da solo.

 

Riguardo alle domande e alle mancate risposte, di nuovo si ricade nel discorso del bisogno di certezze. Per le bugie invece, sono talmente comuni nei bambini che potrebbero non significare nulla.

 

Non vorrei che indirettamente si stiano colpevolizzando in qualche modo questi bambini per tutto quello che NON SONO, piuttosto che valorizzare quello che SONO. A volte si paragonano i figli sani …. figuriamoci come possono essere PESANTI e DOLOROSI i paragoni con il fratello che non c'è e che purtroppo gli occhi dei genitori tendono spesso a idealizzare di più.

 

Ribadisco, non so se sia il caso di questi genitori, ma faccio un discorso generale su cosa può succedere in casi simili. Sia ben chiaro, non è che avrebbero preferito uno o l'altro … niente del genere, ma spesso capita che i genitori non riescano a darsi una spiegazione del perché un figlio dovesse essere così sfortunato, mentre gli altri sono fortunatissimi (per il semplice fatto di essere in vita).

 

La cosa migliore da fare ora è di esaltare le qualità di questi bambini: prova a fare un elenco dei loro aspetti positivi o delle cose che sanno fare bene, piuttosto che soffermarsi solo su quelli negativi o sulle cose che non sanno fare bene. Forse capirai che loro non c'entrano affatto …

 

Nessuno può giudicare la reazione, più che comprensibile, di genitori che soffrono per un lutto così doloroso: spesso si trasmettono dei messaggi senza neanche saperlo e soprattutto volerlo. Bisogna solo trovare il modo di dare fiducia, autostima ed affetto, per ciò che si è, a tutti i bambini. Non è sempre facile, lo so, specie in situazioni così difficili. Di sicuro giudicare non aiuta; capire e cercare di trovare un percorso da seguire è già qualcosa.

 

Un abbraccio,

 

adri

 

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