Adriana risponde

Sos: il bimbo non vuole andare alla materna

adriana-cantisani-estate
30 Settembre 2010
Una mamma in ansia per l'inserimento del figlio di tre anni alla scuola materna. Non vuole che lei se ne vada. E' importante andare alla scuola materna? Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata, risponde ai quesiti dei lettori di Nostrofiglio.it!
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Cara Adriana,

come tante mamme in questi giorni sono molto in ansia per mio figlio di tre anni che ha iniziato ad andare alla scuola materna. Non è mai andato al nido, ma anche negli anni scorsi l'ho lasciato spesso dai nonni con i quali rimane volentieri e non chiede di me. Ora invece non vuole rimanere da solo all'asilo senza di me. Cosa devo fare? E soprattutto, è importante per un bambino di tre anni andare all'asilo o sarebbe meglio evitare di mandarcelo? Ti ringrazio in anticipo Cordiali salutiLaura

Cara Laura,

perché viverlo con ansia? La scuola materna sarà un'esperienza bellissima, dove potrà fare tanti amichetti e imparare tante cose. Certo, avrà anche la necessità di ambientarsi un po', di inserirsi: a volte è facile, a volte non lo è meno, ma tuo figlio sarà in grado di affrontarlo, come tutti gli altri bambini. E’ importante non trasmettergli le tue ansie ed accompagnarlo in questa nuova esperienza con serenità.

Chi è Adriana Cantisani

E' normale che all’inizio si incontrino maggiori resistenze: parlane con le maestre e chiedi a loro quale strategia usano per l'inserimento (se già non te l'hanno detto). Alcuni asili permettono al genitore di entrare in classe per metà mattinata la prima settimana. Altri permettono un'uscita anticipata durante il giorno.

Altri ti danno un abbraccione e ti dicono "Signora, stia tranquilla. Starà benissimo." E il più delle volte è proprio così. Trova un orario (anche temporaneo) che possa andare bene sia a lui che a te come mamma.

La cosa fondamentale è che tu per prima devi viverla in modo sereno, convinta della tua scelta. Non è facile staccarsi dai figli, ma valuta bene e con serenità quello che stai facendo: non lo stai lasciando da solo in un parco giochi, lo stai lasciando in un ambiente sicuro, dove una volta superato la paura iniziale dell'ignoto, si divertirà tantissimo.

E' giusto per lui rapportarsi con altri bambini e con altri adulti, che non siano solo i suoi genitori. E' un primo passo verso l'autonomia. Non mi fraintendere: autonomo non vuol dire che è già pronto per scendere e comprare il latte da solo! E’ un concetto che va inserito nel giusto contesto, ovviamente adeguato alla sua età e al momento del suo sviluppo.

Mentre il bambino dell’età del nido non ha ancora raggiunto una fase dello sviluppo in cui lui stesso cerca la compagnia di altri bambini, i bimbi in età prescolare hanno invece bisogno di socializzare, ed è per questo che sono "pro-scuola materna": forse perché lavorando con i bambini di questa età vedo le cose che possono fare e di cui sono capaci.

Il bambino in età prescolare non è più il piccolino del nido (pur essendo sempre un cucciolino!). Le attenzioni esclusive della mamma certo che gli piacciono ancora, ma non sono sufficienti: ha anche bisogno di saltare, correre, relazionarsi con altri, imparando a condividere gli spazi del gioco ed a rispettarli.

Alla materna si imparano tante regole, che ci aiutano a vivere bene insieme. Si imparano tanti concetti, si scoprono tante cose, che difficilmente una mamma è in grado di fare da sola. Dico così perché le attività proposte dalle maestre dell'infanzia – che si sono specializzate - sono appositamente create per loro ed appropriate al loro sviluppo: dietro alle attività proposte c'è un percorso formativo che aiuta proprio a crescere, sviluppando le naturali abilità di apprendimento dei bambini.

A casa questo compito non è facile e poi, dove sono gli altri bambini con cui giocare? Sono tutti alla materna!

Io ricordo quando i miei figli andavano all'asilo e, quando si ammalavano, dovevano rimanere a casa. Una volta passata la febbre e tornata l'energia, girovagavano annoiati per casa, eppure io conoscevo i giochi da proporre! La verità è che siamo esseri sociali e il bambino che cresce è sempre meno mamma-dipendente e più libero di muoversi negli spazi da solo (spazi adatti a lui, naturalmente).

Non esiste una risposta unica alla tua domanda, se è meglio o no che vadano alla materna. Conosco bambini che hanno pianto i primi tempi alla materna e altri che non vedevano l'ora di andarci ogni mattina. Conosco anche bambini che non hanno frequentato la materna, che però hanno pianto aggrappati alla gamba della mamma il primo giorno di scuola primaria. Allo stesso tempo, a volte lo fanno anche quei bambini che erano abituati ad andare alla materna.

La verità è che sono cuccioli anche alle elementari. Certo, un po' più grandicelli, ma sempre cuccioli e davanti alle situazioni nuove potrebbero anche avere bisogno di noi. Se desideri approfondire l’argomento, puoi andare a leggere le mie regole d'oro riguardo alla paura.

Non è detto che tenendolo a casa lo aiuterai. Non è posticipando un'emozione che lo proteggerai o lo aiuterai a crescere. Il miglior modo per farlo crescere e credere in se stesso è dandogli fiducia. Vedrai che ti stupirà.

Un abbraccio!

adri

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