Adriana risponde

Sos asilo nido

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22 Giugno 2011
"Mia figlia va all'asilo e non ha alcun problema. A volte però assisto a scene che non mi piacciono: le educatrici urlano per farsi rispettare. E' giusto? Come deve essere il mio atteggiamento?" Una mamma chiede consiglio a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.
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Buongiorno Adriana,

mia figlia va al nido e non ho nessun problema se non che ogni volta che vado a prenderla è l'ora in cui i bimbi vengono lavati dopo la pappa e per poi essere portati a far la nanna. In quel momento, ogni santo giorno, c'è un educatrice (che non è quella che si occupa direttamente di mia figlia) che strilla in modo a volte anche un po' isterico.

Questa cosa mi turba un po' perché, anche se anche a me capita di perdere la pazienza, i tuoi consigli sono sempre quelli di aver pazienza e non reagire con le urla perché si perde di autorità ecc. Ho parlato anche con la responsabile di questa educatrice e mi ha detto che probabilmente succede perché a volte certi bimbi sono davvero ingestibili e oltre a disubbidire mordono e picchiano gli altri.

Comunque dopo che gliene ho parlato, la cosa non è cambiata più di tanto. Vorrei chiederti: qual è l'atteggiamento che devo avere io a questo proposito e soprattutto è davvero normale che una persona che fa questo genere di lavoro possa avere un atteggiamento simile? Grazie Claudia

Cara Claudia,

urlare con i bambini non è mai la scelta migliore, però è vero anche che possono esistere diversi contesti, che possono assumere peso ed importanza diversi tra loro: la maestra che urla perché un bimbo sta mordendo il compagno, può essere più comprensibile (in quanto si tratta anche di una risposta istintiva), anche se, a freddo, è sempre meglio un atteggiamento diverso. Il fatto di perdere la pazienza, sempre nei limiti tollerabili, può avere diverse motivazioni.

Hai fatto bene a confrontarti con lo staff del nido per esprimere il tuo disappunto. Purtroppo non c’è molto che io possa fare, se non aiutarti a cercare una strategia da seguire con la bambina. Ricordati che è non è tanto l’evento che segna il bambino, quanto quello che il bambino elabora su quell’evento. Per esempio, se una mamma continua a ripetere tutti i giorni preoccupata che la maestra urla sempre e usa commenti come “che brutta cosa!”, questo può contribuire ad alimentare una elaborazione angosciante. Se invece la mamma riesce a darne una visione anche più leggera, del tipo “oggi la maestra ha mangiato del peperoncino!” (per buttarla sullo scherzo, senza sminuire la sua figura di educatrice), può contribuire ad una elaborazione meno ansiosa.

Questo non vuol dire che se vedi una situazione comunque dubbia, tu non debba insistere nel dimostrare con la direzione la tua insoddisfazione, per cercare di affrontare la questione e trovare una soluzione concreta tra adulti, per il bene dei bimbi stessi.

Un abbraccio,

adri

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