Adriana risponde

Sos: mio figlio escluso dal gruppo!

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11 Febbraio 2011
Una mamma è preoccupata perché vede il figlio molto insicuro, soprattutto a scuola con i compagni. Chiede aiuto a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.
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Cara Adriana,

sono la mamma di due bimbi. Il maggiore ha sei anni, è molto insicuro, soprattutto a scuola con i compagni. Questo mi preoccupa perché viene un po' escluso dal gruppo. Lui poi si ritiene sempre meno bravo dei suoi compagni e meno forte. Non reagisce agli insulti né quando arrivano alle mani. Che cosa posso fare? Colpa dell'insicurezza? Vorrei fargli frequentare un corso di karate per farlo diventare un po' più sicuro di se stesso e per fargli imparare a difendersi. Lui è un bambino buono e calmo.

Grazie per il suo consiglio

Ornella

Cara Ornella,

Dalla tua lettera non mi è chiaro come sei arrivata a questa conclusione, se è basata solo sulle tue supposizioni oppure è qualcosa che hanno notato le maestre. Ricorda che nessuno nasce insicuro (o pigro, lento, svogliato o qualsiasi altro aggettivo, anche positivo, che vogliamo dare alle persone.) Sono solo etichette che spesso condizionano non solo come vediamo le persone ma anche le persone stesse che sentono che si devono adeguare all'etichetta.

Già dalla prima frase bolli tuo figlio "un insicuro." Vorrei che tu non lo facessi, magari assumendo un altro punto di vista che può essere quello che in questo determinato momento della sua vita si sente insicuro.

E poi, ammesso che sia così, lui come si sente? Tu sei preoccupata dal fatto che lui venga escluso dal gruppo e lui? In una classe di venti bambini ci deve essere più di un gruppo … non ha amici? Coltiva l'amico o gli amici che ha e incoraggialo nell'invitarlo/i a casa a giocare, a cena da solo o anche con la sua famiglia. Mostrati interessata a quello che HA piuttosto che quello che NON HA.

Mi dici che si sente meno bravo e meno forte dei compagni. Forse perché percepisce l'aria di paragone e non si sente all'altezza. Evita di esprimerti davanti a lui. Spesso i bimbi reagiscono nel modo in cui pensano che i genitori vorrebbero che reagiscano.

Forse tuo figlio non si sente sufficientemente aggredito. Forse non ama litigare. Forse non vuole passare per lo "spione" che dice tutto alla maestra. (Anche questa strategia può essere per lui una strategia per "farcela da solo"). I forse possono essere tanti ma la cosa principale da fare è:

  • Far sì che si senta che può confidarsi con voi genitori e con le maestre se qualcuno gli famale

  • Far sì che capisca che non è tenuto a subire le azioni, verbali o fisiche, che non vuole.

  • Far sì che sappia che non perderà la stima dell'"aggressore" (e uso la parola veramente fra virgolette) se non si sottomette a lui ma avrà la sua stima.

  • Fare in modo che le insegnanti prendano atto dell'accaduto e si discuta in classe (prima) e nel caso non si risolva, si discuta con i genitori (in un secondo momento)

  • Parla con le insegnanti di tuo figlio in modo di essere sempre coinvolta nella faccenda ma indirettamente in modo che lui impari a farsi le ossa da solo. Non aiuta avere la "mammina" sempre dietro (anche se carica di ottime intenzioni!)

Le dinamiche di gruppo sono a volte complicate, con bimbi che si cercano e si respingono in continuazione per cercare l'accettazione dell'altro e l'appartenenza al gruppo. Il bambino inizia a socializzare e nella giungla della scuola elementare è il più piccolo, lo sa e deve farsi le ossa.

Non avere troppa paura, siamo stati tutti "aggressori" e tutti "vittime" a un certo momento. Fa parte del gioco della sopravvivenza. Non etichettare i bambini "aggressori" come CATTIVI o BULLI. Non è di questo che si tratta.

Se li consideri loro "cattivi" e tuo figlio "troppo buono e calmo" (per usare le tue parole) può darsi che lui non voglia reagire per non cambiare ai tuoi occhi.

Non servono corsi di karatè o quant'altro. La cosa migliore che puoi fare per lui è credere in lui e nelle sue capacità di cavarsela.

So che sei preoccupata perché gli vuoi bene, infondo sei una normalissima… mamma!

Coraggio, vedrai che ce la farà!

Un abbraccio,

adri

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