Adriana risponde

Sos: mio figlio non accetta le regole

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17 Novembre 2011
"Ho un bimbo di tre anni e ogni giorno è una lotta: per vestirlo, lavarlo, farlo mangiare. Inoltre è geloso del fratellino di 10 mesi. Come devo comportarmi?" Una mamma chiede consiglio a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.
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Cara Adriana,sono una mamma di 31 anni. Questa è la prima volta che scrivo dei miei problemi con il mio bambino più grande, Mattia, di tre anni. Mattia non parla ancora molto bene, è un bambino che non ha regole, non perché non gli siano state imposte ma perché non le accetta. Ogni giorno è una lotta per tutto: vestirlo, lavarlo, mangiare ecc.ogni volta è un lamento o un pianto.

Mattia ha un fratellino di 10 mesi e da subito si è mostrato geloso nei confronti del fratello. Per quel motivo, cerco di passare la maggior parte del tempo con lui, dimenticando a volte che esiste anche il piccolino. Tutto per cercare di non fargli pesare la mia lontananza. Ma non basta.

A Mattia piace giocare con le macchinine, ma gioca tranquillo per poco tempo. Ad un certo punto inizia a tirare e a sbattere i giocattoli ovunque, nonostante i nostri rimproveri che non servono a niente.

Anche con i suoi amichetti è aggressivo: lui non parla molto bene e loro non lo capiscono. Lui allora si innervosisce e comincia a lanciare i loro giochi.

Sicuramente anche il modo, a volte nervoso, di rispondergli presa come sono da mille cose non aiuta a far di lui un bambino sereno.

Spero di ricevere una sua risposta perché sono davvero molto turbata. Amo troppo mio figlio per vederlo così insodisfatto, a volte nei suoi occhi così celesti leggo la sua solitudine. Questa è la sensazione che provo e penso che una mamma difficilmente sbagli.

Ti ringrazio anticipatamente, con affetto Maria

Cara Maria,

la prima cosa su cui lavorare è il senso di colpa che si legge nella tua lettera, che non aiuta né te né i tuoi figli. Meglio concentrarsi a cercare degli strumenti che possano aiutare te come mamma e il tuo rapporto con il tuo bambino.

Essere la mamma di due bimbi, e non più di uno solo, cambia molto le cose: è così e c’è poco da fare! Il tempo è dimezzato e la fatica raddoppiata.

E’ importante dedicare del tempo esclusivo a entrambi i figli, ma anche dare limiti e regole: un NO dato con serenità non è un mancato amore. A questa età le regole sono fondamentali, perché infondono sicurezza.

A volte è il senso di colpa a farti dire sempre sì, più che la voglia (o la possibilità) di giocare insieme. Quando arriva l'ora di smettere di giocare, perché ad esempio si deve preparare da mangiare, al bambino potrà anche dispiacere, ma fa anche parte delle prime regole.

Non si può fare tutto ciò che si vuole. Le arrabbiature sono normali: le esprimerà a suo modo e quello che puoi fare è aiutarlo a capire questa sua rabbia, delimitarla e contenerla, ma toglierla non è possibile.

Bisogna solo (e dici poco anche per noi adulti!) imparare a gestirle. Non esistono emozioni umane negative, ma esistono diversi modi per affrontarle: rabbia, tristezza e dolore sono tutte emozioni che vanno vissute a tutte le età, ovviamente dosate "a misura" di ogni età.

Il comportamento che descrivi è abbastanza comune nei primi tre anni di vita dei bambini: le capacità linguistiche sono ancora limitate. E’ difficile esprimere la propria frustrazione a parole, quindi spesso i bambini si affidano alla fisicità. In genere le cose migliorano man mano che il linguaggio migliora. Sui capricci leggi anche Sos capricci a tre anni , mentre sul linguaggio leggi Mio figlio parla poco e male

E’ importante mantenere sempre la calma: rispondere con aggressività non farebbe che rendere lecito l’uso di certi modi.

Meglio quindi fermarsi (con calma e pazienza!), abbassarsi all'altezza del bambino, avvicinare il viso, guardarlo negli occhi e con la faccia seria dire un bel NO secco, usando frasi come "Non si buttano le macchinine, ci si può far male. Non farlo più."

Dilungarsi in altre spiegazioni o dare punizioni a questa età non serve. E’ importante invitare il bambino a verbalizzare ciò che vuole, cercare di dare voce ad un suo comportamento.

Osservalo con serenità: quando si comporta così? Quando c’è confusione o quando è stanco?

Non mettere nei suoi occhi delle tue proiezioni, i tuoi pensieri: i capricci o gli attacchi di rabbia, per non parlare della gelosia, sono sentimenti normali, che devono venire fuori.

Anzi, la gelosia è un sentimento che tenuto dentro rischia di diventare rancore crescendo: meglio poterne parlare per strutturare dei buoni rapporti in famiglia. Sul tema gelosia leggi anche Arriva un fratellino

E mi raccomando: chiedi aiuto al papà…è un valido modo per renderlo partecipe e per poterti “dividere” con serenità tra i bimbi ( e casomai riposarti un po’!...risposati si vede tutto con più serenità).

Un abbraccio,

adri

Leggi anche: I 100 consigli di tata Adriana ai genitori