Adriana risponde

Sos: il bebè si addormenta solo in braccio

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06 Ottobre 2011
"Mio figlio fino a due mesi fa si addormentava da solo nel lettino. Ora che ha sette mesi vuole essere cullato, altrimenti piange e si dispera". "Mio figlio vuole essere tenuto in braccio per addormentarsi. Se lo accontento lo vizio?" Due mamme con un problema simile chiedono consiglio a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.
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Cara tata Adriana,mio figlio ha sette mesi. Fino a due mesi fa si addormentava nel suo lettino da solo. Adesso invece si addormenta solo se lo cullo in braccio; se invece cerco di farlo addormentare da solo nel lettino piange, urla e si dimena. Durante il giorno si addormenta con i nonni nella carrozzina o nel letto senza alcun problema. Come posso riuscire a farlo addormentare da solo? grazie Mymma

Cara tata Adriana, anche io comincio ad avere lo stesso problema di Mymma. Nicola ha quasi sette mesi e finora sono stata fortunata: ho abituato il mio bimbo ad addormentarsi da solo nel suo lettino fin da neonato.

Alla sera crolla nel lettino. Il problema si pone con il pisolino della mattina e del pomeriggio: vuole giocare e dondolare, anche se ha tanto sonno e vorrebbe sempre compagnia ... e io che ho fatto tanto per cercare di renderlo non dipendente da noi! Quando lo lascio - dopo averlo rasserenato e carezzato un po' - piange disperato, come non aveva mai fatto.

In genere, lo lascio a letto, per non cedere al suo pianto, ma ultimamente, in verità, ho dovuto calmarlo un po' stringendolo in braccio, per poi metterlo nel lettino. Io non capisco se così lo sto viziando oppure se ho fatto bene a calmarlo. Che confuse queste mamme! Non voglio abituarlo proprio adesso ad addormentarsi in braccio, ma non so semi sto comportando nel modo giusto per tornare alle vecchie abitudini. Mi aiuti? :-) Grazie. Nicoluccia

Care mamme,

so che non è facile e che la stanchezza si fa sentire: per prima cosa quindi bisogna anche ricordarsi di riposare e di chiedere aiuto quando è necessario!

Detto questo, che cioè è fondamentale per mantenere pazienza e calma, prima di tutto ricordiamoci che si tratta di bambini ancora lattanti e che quindi non si può parlare di vizi o di capricci: per il neonato il pianto è l’unica comunicazione e con il pianto comunica un vero e proprio bisogno che sia di contatto o di altro. Si può trattare del bisogno di trovare conforto tra le braccia della mamma. E’ importante trovare equilibrio e serenità, sia per la mamma che per il bimbo….

Questo quindi non significa arrivare con la schiena a pezzi….ci si può trovare una bella poltrona comoda o si può usare una bella fascia portabebè, che dia supporto alla schiena e che consenta di aver anche le mani libere e di poter passeggiare tranquillamente (per casa o fuori)!

Dare conforto e affetto non vuol dire solo prendere in braccio, si può infatti anche dare le carezze, parlare con dolcezza, fino a sentire il bambino più tranquillo ed il suo respiro più calmo.

Partendo comunque dal presupposto che non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo, è molto importante anche cercare di evitare di addormentare in braccio il bambino, perché al risveglio nel proprio lettino potrebbe rimanere “smarrito” e non capire cosa sia successo (immaginiamoci qualcosa del tipo “come, prima ero in braccio alla mamma, come ci sono finito qui??!!”).

Meglio quindi cullarlo, tenerlo in braccio fino a che non si è QUASI addormentato, in modo da metterlo nel lettino, continuando ad accarezzarlo delicatamente, cantando la ninnananna, o comunque evitando di sovra-eccitarlo con faccine o discorsi vari.

Puoi anche sdraiarti di fianco al lettino e rimanere al suo fianco per un po’….ogni cosa avrà il suo tempo e la vostra routine è importante.

Non c’è fretta..il distacco e l’autonomia verranno gradualmente con la crescita e anticipare i tempi non significa raggiungere il traguardo.

Un abbraccio,

adri

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