Adriana risponde

E' giusto parlare in inglese?

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14 Aprile 2011
"Ho una bimba di 7 mesi. Ho studiato 6 mesi all'estero e conosco discretamente l'inglese. Se parlo alla mia bimba in inglese qualche volta per farla familiarizzare anche con questa lingua, rischio di farle confusione?" Una mamma chiede consiglio a Adriana, la nota tata del programma tv Sos tata.
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Ciao Adriana, ho una bimba di 7 mesi. Ho studiato 6 mesi all'estero e conosco discretamente l'inglese. Se parlo alla mia bimba in inglese qualche volta per farla familiarizzare anche con questa lingua, rischio di farle confusione? Non vorrei ritardarle o crearle problemi nell'apprendimento dell'italiano. E' forse meglio che aspetto che sia più grande? Mi puoi dare un consiglio visto che tu sei di madrelingua inglese?

Cara Mamma,

la cosa più importante da tenere sempre a mente è che il rapporto affettivo tra la mamma ed il suo bambino si basa anche sulla comunicazione, quindi è importante NON cambiare la lingua con cui si è stabilito il vostro rapporto.

Il vostro rapporto è già in italiano ed inoltre è importante che tu sia la prima a sentirsi spontanea nel parlare, in modo da essere sempre costante come FONTE della lingua madre. E’ importante parlare nella lingua che senti più TUA. Meglio quindi evitare cambi improvvisi, passando da una lingua all’altra, anche perché in età di acquisizione linguistica rischierebbe di confondere le due lingue. La confusione si potrebbe creare non nelle singole parole usate, ma nella sintassi della lingua stessa, provocando confusione e ritardo - inteso come freno e non come disabilità- nello sviluppo linguistico.

Forse quando sarà più grande, verso i 7 o 8 anni, sarà possibile trovare un accordo per affrontare questa nuova lingua in modo naturale: il bimbo deve essere però pronto ad accettarlo come gioco e non come forzatura.

La cosa importante è che le fonte linguistica rimanga costante, perché cambiando la lingua si rischia di interrompere il ponte di comunicazione che vi unisce e questo può risultare molto stressante per la bambina.

Questo non toglie che sia possibile trovare un’altra FONTE, che parli inglese SEMPRE con lei e che instauri con lei un rapporto di fiducia tale da consentire una interazione fra loro per consentire l’apprendimento: esistono asili bilingue, corsi creati ed adeguati per i piccoli dai 3 anni, basati appunto sul gioco.

Se desideri approfondire questo argomento, proprio su questo tipo di dubbi e sulle strategie da seguire nell’approcciare i propri figli all’inglese, è appena uscito il mio libro “Tata, help!” edito da Rizzoli.

Spero esserti stata di aiuto!

Un abbraccio,

adri

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