libro o e-book?

Libri cartacei o e-book per bambini? Per la scienza è meglio la tradizione

Di Niccolò De Rosa
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28 Marzo 2019
Per uno studio americano la scelta del supporto di lettura cambia anche il tipo di relazione tra genitore e bambino: con l'e-book s'interagisce di meno.
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Leggere un libro o un e-book non è proprio la stessa cosa. Almeno per un bimbo.

 

Ad affermarlo è un articolo pubblicato su Pediatrics dal team di ricerca della University of Michigan C.S. Mott Children's Hospital e coordinato dalla Dott.ssa Tiffany Munzer: i libri cartacei tradizionali sarebbero da preferire perché stimolano maggiori relazioni tra adulti e bambini.

 

Lo studio è nato per capire se il tipo di supporto utilizzato nel corso della lettura condivisa - un'azione molto importante nei primi anni di vita dei piccoli per svilupparne le facoltà linguistiche e incrementare il legame con i genitori - potesse influire sul tipo d'interazione tra bambini (che ascoltano) e adulti (che leggono ad alta voce).

 

L'esperimento

Per rispondere a questo interrogativo i ricercatori hanno raccolto 37 coppie con i rispettivi figli - tra i 2 e i 3 anni d'età e hanno invitato i genitori ad utilizzare tre tipologie di libri differenti per leggere altrettante storie da cinque minuti ciascuna: la prima lettura doveva avvenire utilizzando un classico libro cartaceo, la seconda doveva avvalersi un normalissimo e-book, mentre la terza sarebbe stata effettuata con un e-book in grado di produrre immagini ed effetti sonori.

 

 

Al termine di tutti gli step, è apparso chiaro agli studiosi che il cambio di medium corrispondeva anche a un sensibile mutamento del tipo di relazione tra adulto e bambino.

 

E-book e bambini? Troppe distrazioni

Quando si usava l'e-book infatti, non solo i piccoli producevano meno verbalizzazioni - elementi che sottolineano collaborazione e un elevato coinvolgimento emotivo  - ma mostravano più interesse al device tecnologico che al contenuto del racconto. 

Di conseguenza anche il tipo di interazione intrattenuta dall'adulto mutava, concentrandosi maggiormente sul richiamare l'attenzione del bambino o sull'evitare che schiacciasse schermo o pulsanti.

 

 

Il libro tradizionale invece stimolava una lettura molto più "avvolgente" e interattiva, con entrambe le parti che diventavano dirette protagoniste dell'esperienza attraverso domande e risposte riferite alla storia appena raccontata (es: "Che verso fa la papera? Qua!") che venivano introiettate con facilità dai pargoli.

 

«La ricerca ci dice che la conversazione guidata dal genitore è molto importante per i bimbi - ha affermato Tiffany Munzer - perché attraverso l'interazione imparano e memorizzano molte più informazioni rispetto ai media digitali».

 

Gli e-book dunque rimangono una grande comodità sia per il risparmio di spazio che di denaro, ma per stimolare le facoltà intellettive nulla riesce ancora a battere il buon vecchio libro di carta!