Salute della pelle

Il mollusco contagioso nei bambini: tutto quello che DEVI sapere

Di Valentina Murelli
mollusco_contagioso
11 Aprile 2016 | Aggiornato il 23 Luglio 2019
Una o più escrescenze tondeggianti di colore perlaceo, diffuse per esempio su collo e ascelle, ma anche in altre parti del corpo: sono i segni distintivi del mollusco contagioso, un'infezione benigna della pelle relativamente comune nei bambini. Ecco come riconoscerlo e come intervenire.
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Mollusco contagioso: un nome curioso per descrivere una comune infezione cutanea, di origine virale.

La buona notizia è che si tratta di un'infezione benigna, senza complicazioni e senza particolari conseguenze. La notizia meno buona è che è piuttosto comune e, pur non essendo fastidiosa (in genere), è piuttosto antipatica dal punto di vista estetico.

 

Come dice la parola, il mollusco contagioso tende a diffondersi velocemente tra le persone e in particolare tra i bambini, soprattutto se frequentano la piscina. Ecco come riconoscerlo e come intervenire. Sapendo però che può passare tranquillamente da solo, nel giro di un po' di mesi.

 

Indice

1. Che cos'è il mollusco contagioso


Il mollusco contagioso è un'infezione della pelle, benigna e relativamente comune, provocata da un virus della famiglia Poxvirus.

 

Può colpire a qualunque età, ma è più diffusa tra bambini e giovani adulti. Secondo uno studio epidemiologico pubblicato nel 2914 da ricercatori dell'Università di Cardiff, in Inghilterra, il mollusco contagioso interessa il 5-10% dei bambini tra 0 e 16 anni, con un picco tra 1 e 4 anni.

 

 

2. Come si manifesta il mollusco contagioso


Si manifesta con la comparsa di piccole escrescenze (papule) rotondeggianti di pochi millimetri, di colore perlaceo e leggermente schiacciate al centro. In genere queste papule non danno fastidio, ma a volte possono provocare un po' di prurito.

 

Nei bambini le parti del corpo più interessate sono di solito il viso, il collo, le ascelle, il collo e, a seguire, arti e tronco. Negli adulti, invece, è più coinvolta la zona genitale. Le escrescenze possono essere singole o multiple, in genere fino a un massimo di 20. In alcuni casi, però, ce ne possono essere anche 100 o più. Può succedere che venga coinvolta prima una certa area e che poi ci sia disseminazione delle papule verso il resto del corpo.

 

A un certo punto della loro vita le escrescenze possono anche infiammarsi, arrossandosi. Questo può accadere spontaneamente o in seguito a grattamento, ma non ha conseguenze negative. Anzi, è spesso una fase di passaggio verso la guarigione.  

 

 

3. Come si trasmette


Il mollusco contagioso si trasmette da persona a persona attraverso il contatto diretto pelle a pelle, oppure attraverso il contatto con oggetti contaminati, come asciugamani, lenzuola, maniglie, rubinetti. Per queste caratteristiche, il contagio è particolarmente frequente tra fratelli e tra bambini che vanno in piscina. Negli adulti, il contagio può avvenire anche per via sessuale o, sembra, attraverso la pratica dei tatuaggi.

 

I bambini che frequentano la piscina hanno un rischio doppio di presentare mollusco contagioso, rispetto a chi non  nuota

 

Se le papule vengono grattate o strofinate aumenta il rischio di diffusione nelle aree vicine.

 

Importante: essendo un''infezione benigna, i bambini colpiti da mollusco contagioso possono tranquillamente andare a scuola o all'asilo.

 

4. Fattori di rischio


Sembra che il mollusco contagioso sia più diffuso in bambini con un sistema immunitario compromesso o indebolito o che soffrono di dermatite atopica .

 

 

 

5. Come si fa la diagnosi


In genere, il medico specialista riesce a fare la diagnosi semplicemente osservando le caratteristiche delle escrescenze. Solo in casi particolari può servire qualche accertamento in più.

 

 

 

6. Come si interviene


Esistono varie strategie per il trattamento delle papule del mollusco contagioso, ma la prima cosa da dire è che l'infezione si risolve anche da sola, nel giro di qualche mese o di un anno.

 

 

Se il bambino non ha problemi particolari si può tranquillamente aspettare che le papule passino da sole, o comunque restare a vedere come evolve la situazione.

Specialmente se l'infezione è molto estesa, però, può esserci un peggioramento della qualità della vita, perché i bambini si sentono in imbarazzo o vengono presi in giro dai compagni. In questi casi è possibile intervenire sia con creme e prodotti da applicare direttamente sulle papule, sia con varie tecniche che permettono di "bruciarle" (crioterapia, laser) o di asportarle (curettage). Per questi trattamenti può essere necessaria l'applicazione  di un anestetico locale.

 

Ciascun metodo ha i propri vantaggi e i propri effetti collaterali: al momento nessuno è consigliato in modo assoluto, anche perché gli studi clinici condotti finora (non molti, per la verità) non hanno evidenziato strategie nettamente al di sopra delle altre. Se proprio necessaria, considerato che il mollusco contagioso passa tendenzialmente da solo, sarà il medico specialista a consigliare la strategia più adatta per ogni singolo bambino, in base alle manifestazioni dell'infezione e alle caratteristiche del piccolo paziente.


Fonti per questo articolo: Materiale informativo della Mayo Clinic americana; Articolo Trattare il mollusco contagioso: uno scenario clinico, pubblicato da Quaderni ACP; materiale informativo dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani; materiale informativo del Center for Diseases Control and Prevention americano; articolo Skin Infections, in "Primary Care: Clinics in Office Practice" (sett. 2018); articolo Molluscum Contagiosum: Review and Update on Management, in "Pediatric Dermatology" (sett. 2017).