Scelte importanti

Asilo nido, i requisiti da valutare

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09 Gennaio 2012
Quali requisiti deve avere l'asilo nido? Due psicologhe di fama e un'educatrice vi guidano nella scelta migliore per il vostro bambino. Scaricate anche la scheda di valutazione
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Scarica la scheda di valutazione dell’asilo nido

“Prima di tutto per accertarsi della qualità dei servizi che offre un asilo nido è indispensabile conoscere il personale e valutarne la professionalità, l’efficienza, verificarne la preparazione e l’esperienza, se fanno dei corsi di formazione perché il loro compito è anche quello di instaurare un rapporto di tipo individuale e affettivo con ciascun bambino - dice la psicologa Maria Rita Parsi. “Alcuni nidi sono strutturati proprio in modo da incoraggiare il più possibile l’instaurarsi di un rapporto stretto tra il bambino e l’educatore, rapporto possibile solo se c’è un educatore per non più di quattro bambini”.

“Per verificare che un asilo nido risponda alle nostre esigenze è necessario prestare attenzione a particolari di carattere pratico – continua la psicologa - come per esempio l’ambiente: è molto importante quindi controllare la pulizia, il grado di temperatura, la luminosità e l’ampiezza degli spazi”.

E ancora: “Bisogna anche tenere presente che le educatrici dovrebbero rispettare il più possibile l’individualità di ciascun bambino, per questo è importante che vi sia una certa flessibilità negli orari per la pappa o la nanna”.

Conclude Parsi: “Non è semplice scegliere fra tante strutture disponibili: ci si può far consigliare da altre mamme, scegliere attraverso organizzazioni che certificano i vari asili nido, ma soprattutto prepararsi per affrontare questa scelta. Un genitore non informato, infatti, non può avere gli strumenti per giudicare e scegliere”.

“Il passaparola è da sempre uno dei migliori sistemi per arrivare a una struttura affidabile: la mamma contenta di un asilo nido ne parlerà certamente bene all’amica o alla collega” aggiunge Oliverio Ferraris.

“La professionalità e la disponibilità delle puericultrici sono il primo elemento verso cui indirizzare la propria scelta, come anche livello qualitativo delle cure riservate al bambino che, al di là delle esigenze pratiche, dovrebbero includere anche un programma educativo per i bambini più piccoli che devono essere incoraggiati a partecipare a una vasta gamma di attività ludiche ed esplorative: i bambini che non giocano nell’infanzia, infatti, saranno adolescenti depressi, ansiosi e narcisisti. Molto importante inoltre accertarsi che le educatrici non cambino affinché il bambino non perda un punto fermo di riferimento”.

Conclude Oliverio Ferraris: “Fondamentale poi che non ci sia un televisore, perché in età prescolare essere spettatore passivo a lungo andare crea irritazione nel bambino, in quanto non può intervenire e interagire e lo priva del piacere di imparare a fare le cose da sé impegnano i cinque sensi”.

“Sarebbe importante anche verificare la presenza di spazi all’aperto per giocare perché una stanza, per quanto spaziosa, è comunque un ambiente limitato per un bambino che ha tutto un mondo da scoprire”.

Secondo l’educatrice Antonella Barile, inoltre, i genitori dovrebbero interessarsi “alla filosofia di crescita dell’asilo, sapere e capire perché svolgiamo questo lavoro, in cosa consistono i corsi di formazione che a turno frequentiamo (anche due all’anno per educatrice), come prepariamo i cibi e perché abbiamo scelto per esempio di non dare biscotti a merenda ma solo pane e frutta” aggiunge Antonella Barile dell’asilo nido “I 2 Leocorni.

“Spesso infatti, i genitori di limitano alle classiche domande tecniche sugli orari, i costi, quanti stranieri ci sono o se portiamo i bambini al parco, ma non si informano su questioni più importanti che riguardano proprio il personale. Talvolta invece io stessa chiedo se davvero sono convinti di iscrivere il bambino al nido e se credono in questa scelta, così come insisto nell’avere un’anamnesi completa del bambino, per capire bene i suoi ritmi e le sue abitudini e per aiutarlo quindi a inserirsi in questo percorso di crescita senza soffrire il distacco dall’ambiente familiare”.

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