I SEGNALI DI DISAGIO

Come capire se un bimbo sta bene al nido

Di Alice Dutto
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22 agosto 2018 | Aggiornato il 9 ottobre 2018
Anche se non parla ancora, i bambini sanno comunicare bene il loro disagio. Ecco i segnali da osservare e come è meglio intervenire se ci accorgiamo che ha dei problemi ad andare al nido

Il piccolo è irascibile, rifiuta il cibo, piange anche solo al sentir parlare del nido, ma soprattutto il nostro sesto senso ci dice che qualcosa non va. Sono solo alcuni dei segnali che ci possono far capire che il bambino non sta bene al nido.

 

Ma come fare a esserne sicuri? Lo abbiamo chiesto a Pamela Fragale, pedagogista esperta di prima infanzia, dello studio Consulenza Genitori.

 

 

1. Se piange in modo diverso dal solito

 


«La premessa da fare è che il pianto al mattino, nel momento del distacco, è normale: comunica semplicemente la fatica che i bimbi stanno facendo per adattarsi al nuovo ambiente e alla nuova situazione. Quindi, di per sé, se il bimbo si mette a piangere quando lo lasciate al nido, non dovete allarmarvi. Tuttavia, se il pianto diventa inconsolabile, diverso dal solito e soprattutto perdura nel tempo, bisogna accoglierlo come il segnale che qualcosa non va».

 

 

 


 

 

2. Il bambino è particolarmente nervoso

 

molto nervoso e irascibile

 

 

4. Ha difficoltà a dormire

 

cambiamenti particolari

 

risvegli insoliti

 

 

5. Rifiuta il nido

 

come si rapporta il bambino all'asilo

 

 

COME INTERVENIRE SE IL BIMBO NON STA BENE AL NIDO

 

 

 

 

1. Non prendete decisioni avventate

 


«Se vedete che qualcosa non va, datevi il beneficio del dubbio e aspettate un po'. L'inserimento dura circa due settimane, ma poi c'è tutto il periodo dell'ambientamento che è più lungo. Se dopo due o tre mesi la situazione non cambia e il disagio del bambino permane, allora è bene riflettere sulle alternative».

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Lo stesso si deve fare se il bambino frequenta già da un po' il nido, ma di punto in bianco cambia atteggiamento comunicando il suo malessere: potrebbe essere un comportamento legato ai fattori esterni, come un problema familiare, oppure legato direttamente al nido».

 

 

3. Confrontatevi con gli altri genitori

 


All'entrata o all'uscita dal nido (ma anche via WhatsApp, o tramite i gruppi su Facebook), «contattate le altre mamme che portano i loro figli al nido per parlare delle difficoltà di vostro figlio e confrontarvi sull'argomento. Sarà un modo utile per avere un quadro più completo della situazione».

 

 

4. Osservate gli altri bambini

 


«Allo stesso modo, è importante osservare come stanno anche gli altri bambini che frequentano il nido. Chiedetevi se sono sereni o manifestano anche loro dei disagi (e da quanto li manifestano)».

 

 

5. Assecondate il vostro intuito

 


«Ascoltate ciò che vi dice la “pancia”. Spesso le sensazioni che si hanno ci indirizzano verso la scelta giusta. Certo, bisogna cercare di farlo in modo equilibrato, perché altrimenti si rischia di fare di una sensazione personale una verità che, magari, non è aderente alla realtà. Confrontatevi con il partner, con persone care e con gli altri genitori del nido in modo da razionalizzare ciò che sentite e capire meglio se è il caso di intervenire».

 

 

6. Trovate delle alternative

 

non abbiate paura di trovare delle altre soluzioni