Mamme che si inventano un lavoro

Divento tagesmutter e apro un nido in casa

Di Marta Pizzocaro
tagesmutter
17 Febbraio 2010
La storia di Donatella Soverino, 38 anni, una laurea in lingue, che circa quattro anni e mezzo fa ha deciso lasciare il lavoro in azienda per diventare ‘mamma di giorno’ nella sua casa di Milano e avere così più tempo per stare accanto ai suoi tre figli.
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Lanciate per la prima volta dieci anni fa con il progetto Domus, grazie all'esperienza della cooperativa “Il Sorriso” di Trento, le tagesmutter si stanno diffondendo in tutta Italia. Accudiscono i bambini nelle loro case, con orari flessibili e dove arrivano le convenzioni con gli enti pubblici, i costi sono contenuti.

Questa è la storia di una di loro. Lei si chiama Donatella Soverino, ha 38 anni e vive a Milano, circa quattro anni e mezzo fa la svolta: ha lasciato il lavoro in azienda dove era la segretaria del direttore marketing di un’importante multinazionale e ha iniziato l’avventura di ‘mamma di giorno’.

 

 

Come mai sei diventata tagesmutter? Quando ho ottenuto il mio primo posto fisso ero una ragazza con un sogno nel cassetto: trovare un lavoro che mi garantisse uno stipendio dignitoso per potermi sposare con il mio ragazzo e avere una famiglia. E così è stato: mi sono sposata quasi subito e ho avuto tre figli a distanza di pochissimo tempo.

 

Nel giro di cinque anni mi sono trovata con tre bambini piccoli che assorbivano tutte le mie energie e il lavoro in azienda era un incubo. Nel frattempo si faceva dentro di me sempre più strada il desiderio di trovare una professione qualificata che mi permettesse di occuparmi di bambini.

E qui arriva l’idea … Sì, un’amica mi segnalò un corso di formazione per tagesmutter di 250 ore, che poi ho frequentato, organizzato da una cooperativa di Milano che si chiamava “La Casa Tagesmutter”. La cooperativa fa parte del network ‘Domus’, l’associazione che nel 1999 ha dato vita nel Trentino al primo progetto tagesmutter in Italia.

Come funziona il servizio tagesmutter

La tagesmutter può ospitare nella propria casa al massimo cinque bambini contemporaneamente (compresi i propri figli), in fascia d’età stabilita dai bandi regionali: 0-3 anni per la Lombardia, 0-6 anni per l’Emilia Romagna e il Lazio, 0-13 anni per il Trentino.

L'aspetto peculiare del servizio è la cura che si dedica a ogni singolo bambino, nel rispetto dei suoi tempi e delle sue abitudini, continuando la linea educativa del genitore grazie a uno scambio continuo di informazioni. Inoltre, i genitori hanno il vantaggio di orari flessibili e di pagare solo le ore utilizzate.

 

Che garanzie di qualità hanno i genitori?

La tagesmutter non opera mai isolata, ma in accordo con una cooperativa tramite un contratto che garantisce diritti e doveri. I controlli della coordinatrice sono a sorpresa (la pulizia, gli alimenti) e gli interventi della psicopedagogista sono mensili: vengono suggerite e monitorate le attività, elaborati dei percorsi educativi individualizzati.

 

Quanto costa il servizio? 

I genitori pagano da 3,50 a 6,50 euro all’ora. L’importo dipende dall’esistenza o meno di convenzioni stipulate con gli enti locali, che possono decidere di accollarsi parte del costo del servizio.

Quanto guadagna una tagesmutter? Dipende dal numero dei bambini accolti e dall’orario che si è disposti a fare. In media una tagesmutter può guadagnare da 600 e 1200 euro al mese.

Una tagesmutter che accudisce due bimbi per una media di cinque ore al giorno, per esempio, arriverà a guadagnare circa 700 euro, mentre una collega che si presta per il servizio a tempo pieno (otto ore al giorno) e gestisce cinque bambini può arrivare anche a 1200/1300 euro al mese.

 

Come gestisci la tua giornata? Oggi sono la "mamma di giorno" di Marta (11 mesi), Sara (14 mesi), Thanh (15 mesi) e Alfredo (18 mesi). Tra poco arriverà un altro bambino di 9 mesi. Ogni giorno alle 8.00 la porta di casa mia si apre ai bambini, poi, tra momenti di gioco e riposino arriva l’ora di pranzo.

 

Per me il pasto è un momento fondamentale, perché incoraggio i bambini a toccare, annusare e assaggiare sapori diversi, anche questo fa parte del progetto educativo. Dopo pranzo ci sono bimbi che vanno a casa e altri che rimangono anche per la nanna del pomeriggio. Alle 15.30 gli ultimi bambini vanno via e il resto della giornata è a disposizione dei miei figli che rientrano da scuola.

Consiglieresti a una mamma di intraprendere questa strada? Io sono molto soddisfatta, se dovessi tornare indietro lo rifarei, senza dubbio. In generale posso dire che è un mestiere dove si può conciliare bene maternità e lavoro visto che puoi addirittura includere i tuoi figli nel servizio e che puoi decidere tu quale fascia oraria della tua giornata destinare al lavoro.

 

Vuoi diventare tagesmutter? Qui puoi chiedere informazioni

Ecco l’elenco delle cooperative in Italia che si ispirano al modello trentino di Domus, da nord a sud:

Alto Adige: Cooperativa “Casa Bimbo”, Bolzano, web: www.casabimbo.it

Trentino: Cooperativa “Il Sorriso”, Trento, www.tagesmutter-ilsorriso.it

Veneto: Cooperativa “Le isole di Peter Pan”, Verona, tel: 045/8307802

Lombardia: Milano, infobaby360@gmail.com, www.baby360.it; Tel: 3883060060

Cooperativa “Altana”, Cremona (tagesmutter di Crema e Lodi), www.altanacooperativa.com

Emilia Romagna: Cooperativa “Sei da me”, Parma, tel: 347/0005743; Cooperativa “Mani nelle Mani”, Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), tel: 349/6805188

Lazio: Cooperativa SS. Pietro e Paolo”, Roma, www.santipietroepaolo.it.

 

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