LA TATA

Come mettere in regola la baby-sitter

Di Alice Dutto
comemettereinregolababysitter
15 Febbraio 2019
Contratto nazionale di lavoro domestico a tempo determinato o indeterminato, libretto di famiglia o pagamento "indiretto". Ecco le soluzioni per mettere in regola la tata (e perché conviene farlo)
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«Ci sono molti più vantaggi a mettere in regola la baby-sitter piuttosto che pagarla in nero. Solo che spesso mamme e papà conoscono poco la legislazione in merito al lavoro domestico e pensano che sia più semplice non regolarizzare il rapporto di lavoro» specifica Monica Archibugi, Chief Executive Officer de Le Cicogne, l'app per trovare (e retribuire) una tata.

Ma pagare una baby-sitter in nero espone le famiglie a numerosi rischi: dalla possibilità di una vertenza (con l'obbligo conseguente di pagare gli arretrati) alla gestione di eventuali infortuni sul lavoro.
 


L'errore nasce dal fatto di equiparare il lavoro in azienda con quello domestico: «I genitori pensano di dover pagare il 40-50% in più e che non ci sia possibilità di licenziamento del lavoratore, quindi le resistenze sono molto alte. La legge italiana, invece, tutela i datori di lavoro ed è molto flessibile, rendendo ideale un'assunzione a tempo indeterminato per questa tipologia di lavoro».

I vantaggi di mettere in regola la baby-sitter


Un lavoratore in regola ha la copertura assicurativa in caso di infortunio: «Con un contratto si gode anche dell'assicurazione Inail che copre la baby-sitter sia durante lo svolgimento delle sue mansioni, sia nel tragitto lavoro-casa e viceversa. Con il libretto di famiglia, invece, la copertura è solo nello svolgimento delle sue mansioni».

In più, i genitori che sono i datori di lavoro della tata possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi 
i contributi previdenziali e assistenziali versati per le baby-sitter per la parte a carico del datore di lavoro fino a un massimo di 1.549,37 euro.

 

Mettere in regola la baby-sitter: le possibilità


Il genitore che decide di assumere la tata ha di fronte a sé diverse possibilità: 

- il contratto di lavoro domestico a tempo determinato o indeterminato
- il libretto di famiglia
- il pagamento indiretto attraverso agenzie o app


1. Il CCNL sulla disciplina del lavoro domestico


Le baby-sitter rientrano nel contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico e si può decidere se assumerle a tempo determinato o indeterminato. Lo si può fare direttamente tramite il portale dell'Inps (qui la guida completa) o farsi aiutare da appositi enti come il Caf o Digitfam.

I vantaggi del contratto a tempo indeterminato


«Sembrerà strano, ma è più vantaggioso assumere una tata a tempo indeterminato» spiega Monica Archibugi. Come si legge sul sito webcolf, «I contratti a tempo determinato sono preferibili solo in caso di sostituzione di collaboratori il cui periodo di assenza è già stabilito (per es. ferie, aspettativa, maternità».

I vantaggi del contratto a tempo indeterminato rispetto a quello determinato per la famiglia che assume sono:
 

  • Flessibilità nel licenziamento. “Indeterminato” non significa che non si può licenziare, ma semplicemente che non è prestabilita la data di fine rapporto. «Questo vuol dire che se ci sono dei problemi il contratto si può rescindere in qualsiasi momento, senza motivo, dando regolare preavviso o pagando l'indennità sostitutiva».
    Con il contratto a tempo determinato, invece, non si può licenziare il lavoratore prima del termine stabilito e, nel caso di licenziamento illegittimo, il datore di lavoro deve pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prevista.
  • Importo più basso dei contributi.
  • Flessibilità nei periodi di ferie e malattia. Anche ferie e giorni di malattia sono flessibili e comunque hanno dei tetti massimi (per la malattia, ad esempio, si tratta di massimo otto giorni nell'arco di tutto l'anno per i lavoratori con meno di 6 mesi di esperienza).

Mettere in regola la baby-sitter con contratto di lavoro domestico: i costi



Per avere un'idea dei costi, potete utilizzare un apposito widget.
Per esempio, se volessimo assumere una baby-sitter non convivente per quattro ore settimanali, includendo rateo ferie, tredicesima e tfr, il costo netto mensile sarebbe di 137,10 euro (7,91 euro all'ora). Con le stesse condizioni, ma contratto a tempo determinato, il costo salirebbe a 138,83 euro mensili, 8,01 euro l'ora.

 

 

2. Il libretto di famiglia


Un'altra opportunità per regolarizzare una baby-sitter che magari lavora saltuariamente per la vostra famiglia è quella di utilizzare il libretto di famiglia dell'Inps previsto per i rapporti di lavoro occasionale.


Lo possono utilizzare solo persone fisiche, che non esercitano attività professionale o d’impresa, e che si registrano alla piattaforma dell'Inps tramite il servizio online dedicato.

Chi ne usufruisce acquista via F24 o tramite il “Portale dei pagamenti” dell'istituto, dei titoli di pagamento del valore nominale di 10 euro per ogni ora lavorativa. Di questi 10 euro, 8 vanno al lavoratore e 2 in contributi (assicurazione Inail e finanziamento di oneri gestionali). Si comunica poi all'Inps il giorno e l'ora in cui il lavoratore ha prestato la sua opera e in quale luogo e gli si destina il corrispettivo in titoli di pagamento, che gli vengono poi accreditati dall'Inps stesso sul conto o sulla carta.

Sono previsti dei limiti economici relativi all'anno di svolgimento della prestazione lavorativa: ogni prestatore non può ricevere più di 5mila euro attraverso questa forma di pagamento (al netto dei contributi, premi assicurativi e costi di gestione); allo stesso modo l'utilizzatore non può dare compensi per più di 5mila euro con il libretto di famiglia. Se il prestatore e l'utilizzatore sono sempre gli stessi, il limite di compenso è di 2.500 euro.

 


3. Pagamento indiretto

 

Una terza opportunità per mettere in regola la baby-sitter è quella di affidarsi ad agenzie specializzate. La famiglia paga direttamente le suddette agenzie, che assumono personalmente la baby-sitter.


«Noi abbiamo ideato un altro metodo via app – continua Monica Archibugi de Le Cicogne –. Il primo passo è collegare la carta di credito o il conto di genitore e baby-sitter all'applicazione Le Cicogne. Poi, ogni volta che il lavoratore inizia a tenere il bambino fa un “check in” attraverso lo smartphone, inserendo il compenso orario o forfait che dovrà ricevere per quelle ore di lavoro. Alla fine, farà il “check out” e l'app calcolerà automaticamente il compenso preciso e procederà al pagamento. Il genitore riceve un'email di controllo e se dovessero esserci dei problemi si può bloccare immediatamente il pagamento. Oltre alla copertura Inail, con questa forma di pagamento è inclusa anche un'ulteriore assicurazione relativa ai danni che potrebbero verificarsi durante il lavoro della baby-sitter (ad esempio, il costo di un vetro rotto)».