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Salute

Mal d'orecchie dei bambini (otite)

Di Irma Levanti
campanelli_allarme

08 Luglio 2008 | Aggiornato il 29 Ottobre 2015
Cause, sintomi, rimedi e medicine, regole di prevenzione: ecco tutto quello che bisogna sapere sull'otite, cioè il mal d'orecchie dei bambini. 

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"Mamma, mi fanno tanto male le orecchie": purtroppo per i bambini non è raro soffrire per un'otite, un'infezione dell'orecchio che può essere di origine virale o batterica. Dopo il raffreddore e le infezioni all'apparato respiratorio, l'otite media è la malattia più frequente del bambino, in particolare nei primi tre anni di vita. Dopo i sei anni la malattia regredisce. Per quanto riguarda la stagione, l'otite è più frequente da gennaio a marzo.


La causa principale: il raffreddore
Il fattore scatenante è quasi sempre un raffreddore. Infatti i virus del raffreddore non si diffondono solo nella mucosa nasale, ma possono anche penetrare nella tromba d’Eustachio.

 

Le due trombe d’Eustachio costituiscono il collegamento tra la gola, il naso e l’orecchio medio destro e sinistro. Attraverso questi canali, l’aria scorre nella cassa del timpano e la pressione nell’orecchio medio si allinea a quella dell’aria all’esterno. Se una delle trombe è ostruita, questo meccanismo non funziona più. L’afflusso di aria nell’orecchio medio si interrompe e l’aria presente viene riassorbita, determinando così una riduzione della pressione.

 

Entrambi i fattori, cioè la chiusura della tromba d’Eustachio e la diminuzione di pressione nell’orecchio medio, provocano un accumulo di muco nella cassa del timpano. Questo è pericoloso, poiché il liquido costituisce un habitat ideale per i microbi, che spesso trasformano una “normale” otite dell’orecchio medio in un’infiammazione purulenta.


Perché capita spesso ai bambini?
Da un lato perché il loro sistema immunitario non è ancora completamente maturo, dall’altro perché nei bambini le trombe d’Eustachio sono più corte e piatte che negli adulti; ciò significa che virus e batteri presenti nell’area della gola e del naso raggiungono più facilmente l’orecchio medio. A partire dall’età scolare, questo problema si manifesta molto più raramente.


Alcuni bambini sono più a rischio di altri. Ecco perché:

  • Hanno una forma particolare delle trombe d’Eustachio: o sono molto corte e ampie e favoriscono la trasmissione dei microbi, o sono particolarmente strette e causano l’accumulo di muco nell’orecchio medio.
  • Le difese immunitarie sono deboli, per condizione congenita o acquisita: il sistema immunitario di alcuni bambini reagisce più lentamente e in modo meno incisivo all’azione degli agenti patogeni.
  • Soffrono di un'allergia: la diffusione di virus e batteri è particolarmente favorita dalla forte irritazione delle mucose dei bambini affetti da asma o raffreddori allergici.
  • Hanno la tonsilla faringea ingrossata: in alcuni bambini si tratta di una condizione congenita, in altri della conseguenza di infezioni.

Quali sono i principali campanelli di allarme dell'otite per i genitori?

  • Il bambino si tocca sempre un orecchio, lo stropiccia, lo tira.
  • Inizia a gridare o a piangere più forte quando viene messo giù, sulla schiena. Al contrario, si sente meglio quando viene preso in braccio o messo seduto.
  • Dall’orecchio fuoriesce del liquido (perché la membrana del timpano si è sollevata sotto la pressione del muco purulento). 

In tutti questi casi potrebbe essere un episodio di otite media acuta.

 

Che cosa fare se sono presenti i segnali di un'otite?
La prima cosa da fare è consultare il pediatra, che potrà fare una diagnosi precisa e indicare la terapia più adatta.

  • Se il bambino ha meno di un anno, presenta condizioni generali molto compromesse o c'è fuoriuscita di pus, di solito il medico prescrive subito un antibiotico.
  • In tutti gli altri casi, in genere si cerca di aspettare un paio di giorni per vedere come evolve la situazione. Solo dopo questo periodo il pediatra decide se serve l'antibiotico oppure no.

In genere viene anche indicata la somministrazione di un farmaco in grado di attenuare il dolore (paracetamolo o ibuprofene).

 

Che cosa vede il medico guardando nell’orecchio?

Quando guarda all'interno delle orecchie con l'otoscopio, il pediatra - o l’otorinolaringoiatra -controlla in particolare il canale uditivo, verificando se si presenta pallido o arrossato (segno di infiammazione) e la membrana del timpano.

 

In un bambino sano, questa membrana è una pellicina delicata e di colore chiaro, con un leggero infossamento al centro. È così liscia che riflette la luce usata per l’esame. Nel bambino con l'otite, la membrana del timpano è rivolta verso l’esterno e appare di colore giallastro-rosso.

 

Se nell’orecchio medio si accumula una quantità eccessiva di muco e pus può persino scoppiare. In questo caso, dalla lacerazione fuoriesce un liquido giallastro, a volte misto a sangue, che si riversa nel condotto uditivo.

 

Che cosa fare in caso di otite: cure e rimedi
L'otite, un'infezione dell'orecchio medio che può accompagnare o seguire un raffreddore, può essere molto dolorosa per il bambino. Per calmare il dolore si possono somministrare farmaci antidolorifici come paracetamolo o ibuprofene.

 

Esistono anche medicinali in gocce da inserire nell'orecchio, ma attenzione: non bisogna mai mettere gocce nell'orecchio senza il consenso del medico. Infatti, se c'è una perforazione della membrana del timpano, rilevabile solo con l'otoscopio, le gocce possono provocare ulteriori danni entrando a contatto con le strutture dell'orecchio medio.

 

A volte, l'otite si risolve da sola nel giro di pochi giorni. Altre volte è necessario utilizzare un antibiotico (la prima scelta è l'amoxicillina): è il medico a stabilire quando utilizzarlo, sulla base di varie considerazioni.

 

Le possibili complicazioni dell'otite
Nella grande maggioranza dei casi l'otite è un'infezione molto fastidiosa, ma senza conseguenze. A volte può esserci una riduzione temporanea dell'udito: se questa dura più di qualche settimana, è il caso di consultare un otorinolaringoiatra.

 

In casi molto rari si possono avere conseguenze più gravi, come infiammazione delle meningi, mastoidite (infezione di un osso che si trova dietro l'orecchio), sordità, che può verificarsi se l'infezione è molto forte e non viene riconosciuta e dunque trattata in tempo.

 

La cipolla come rimedio naturale. Funziona davvero?
Gli impacchi di cipolle sono un rimedio casalingo tradizionale per il mal d’orecchio. Si preparano tritando finemente le cipolle e avvolgendole in un fazzoletto per fare un impacco sull’orecchio infiammato.

 

Molte persone sostengono di trarre beneficio da questo rimedio, che ridurrebbe l'infiammazione, alleviando il dolore.  Va detto però che, secondo un documento prodotto dal servizio della Biblioteca nazionale americana di medicina che si occupa di prove di efficacia, al momento non ci sono dati scientifici sufficienti per dire se il rimedio funziona davvero oppure no.

 

L'otite si può prevenire?
Le Linee guida della Società italiana di pediatra (SIP) sull'otite media acuta indicano alcune semplici strategie che possono aiutare a prevenire l'infezione:

  • Preferire l'allattamento al seno, esclusivo per almeno tre mesi. Secondo la Guida Rapida Emilia Romagna 2015 sull'otite, l'allattamento dovrebbe essere esclusivo per almeno sei mesi.
  • Limitare l'uso del ciuccio.
  • Evitare l'esposizione al fumo passivo.
  • Promuovere un frequente lavaggio delle mani, anche nelle comunità come asili nido e scuole materne.

Le linee guida sottolineano inoltre che la vaccinazione pneumococcica sembra ridurre il rischio di andare incontro a un primo episodio di otite media acuta. In questo senso, si tratterebbe di un "effetto collaterale" positivo della vaccinazione. Al momento, invece, non ci sono prove che lavaccinazione antinfluenzale possa dare una mano anche contro le otiti.

 

Fonti per questo articolo: Articolo di PubMedHealth sui trattamenti per le otiti medie acute; Linee guida della Società italiana di pediatra (SIP) sull'otite media acuta; Guida Rapida Emilia Romagna 2015 sull'Otite media acuta in età pediatrica; Articolo sui Quaderni dell'Associazione culturale pediatri.

 

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