Salute

La pertosse sotto i tre anni aumenta il rischio di epilessia

Di Valentina Murelli
anj256
03 Novembre 2015 | Aggiornato il 04 Novembre 2015
I bambini che hanno avuto la pertosse hanno un rischio di sviluppare epilessia un po' più alto rispetto alla popolazione generale. Lo dice uno studio danese, offrendo così una ragione in più per vaccinare i piccoli contro questa malattia.
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Ammalarsi di pertosse nei primi anni di vita aumenta leggermente il rischio di sviluppare epilessia negli anni successivi. Lo dicono i risultati di uno studio di popolazione condotto in Danimarca e pubblicato su JAMA, una delle principali riviste mediche del mondo.

 

"Lo studio sottolinea che il rischio complessivo di ammalarsi di epilessia dopo una pertosse è basso, ma c'è" commenta Renato Cutrera, responsabile del reparto di Broncopneumologia dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Per di più, si aggiunge agli altri rischi della pertosse, confermando che, oltre a essere estremamente fastidiosa, questa non è affatto una malattia così benigna come spesso viene presentata".

 

I dettagli dello studio


I ricercatori hanno analizzato i registri medici di tutti gli ospedali danesi, identificando 4700 persone, nate tra il 1978 e il 2011, che a un certo punto della loro infanzia erano state ricoverate con una diagnosi di pertosse. Gli studiosi hanno quindi confrontato la storia medica di questi pazienti con quella di un gruppo di controllo (persone con caratteristiche simili, ma mai ricoverate per pertosse), scoprendo che in questo gruppo i casi di epilessia diagnosticata entro i 10 anni di vita erano meno frequenti.

 

In particolare, il rischio di epilessia è risultato più alto per i bambini che avevano avuto la pertosse prima di tre anni, mentre non sono emerse differenze significative tra chi non aveva preso la malattia e chi l'aveva presa dopo i tre anni.

 

Questi risultati indicano chiaramente che esiste un'associazione tra pertosse ed epilessia, ma al momento non sono in grado di indicare un rapporto di causa ed effetto tra le due condizioni. Tuttavia è plausibile che questo rapporto esista: secondo i ricercatori danesi, il legame tra pertosse ed epilessia potrebbe dipendere da una riduzione dell'apporto di ossigeno al cervello che si può verificare durante le crisi di tosse. Come scrivono nell'articolo, "potrebbero essere coinvolte piccole emorragie del sistema nervoso centrale causate da un aumento della pressione a livello del torace e dell'addome".

 

Vale comunque la pena sottolineare che stiamo parlando di casi di malattia che hanno richiesto il ricovero in ospedale, dunque presumibilmente gravi. Non sappiamo se valga lo stesso per forme più lievi.

 

I rischi della pertosse

"Attenzione, quello che è emerso non è un rischio altissimo, ma solo un piccolo rischio in più" precisa Cutrera. Quindi, se avete un bambino che è stato ricoverato in ospedale con la pertosse non c'è ragione di allarmarsi: le possibilità che si ammali anche di epilessia sono comunque molto poche. "Però lo studio dice che potrebbe trattarsi di una complicazione in più, che si aggiunge ad altre già note, anche di natura neurologica come il rischio di convulsioni e di encefaliti. Non dimentichiamo che quanto più il bambino ammalato è piccolo, tanto più gravi possono essere le conseguenze, purtroppo fino alla morte".

 

L'importanza della vaccinazione

"Per questo - prosegue l'esperto - lo studio danese è un ulteriore invito a vaccinare i propri bambini contro questa malattia".

 

Ricordiamo che il vaccino per la pertosse è un vaccino acellulare che esiste in forma combinata, con quello per tetano e difterite (DPTa). Ce ne sono due formulazioni: una pediatrica, indicata fino a sei anni, e una per adulti, utilizzata dopo i sette anni, generalmente per i richiami. Per il lattante, la vaccinazione DPTa è contenuta nel vaccino esavalente, che protegge in tutto da sei malattie (pertosse, difterite, tetano, poliomielite, epatite B e infezioni da Haemophilus influenzae di tipo B).
 
L'attuale calendario vaccinale prevede tre dosi di DTPa (con esavalente) a tre mesi, cinque mesi e tra 11 e 13 mesi di vita. Sono inoltre previsti due richiami in età pediatrica con solo DTPa (eventualmente associato a vaccino per poliomielite) a sei anni e a 14 anni. Negli adulti si consiglia un richiamo per difterite-tetano-pertosse ogni 10 anni.