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20 consigli serissimi da un bambino ai suoi genitori

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25 Luglio 2017 | Aggiornato il 12 Marzo 2018
Sono alcuni dei consigli che emergono dal libro “I miei genitori crescono bene” (ed Mondadori € 14) scritto da Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli, psicologi e psicoterapeuti impegnati da anni nella terapia e prevenzione del disagio infantile e giovanile. Consigli che si immaginano scritti da un bambino e dal suo punto di vista dapprima di feto, poi di neonato, di bambino e infine di ragazzino.  Simpatici, ironici ma rigorosamente scientifici!

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Cari mamma e papà, sappiate che:

  1. Il mio carattere non è genetico, non è ereditario e non è presente alla nascita: il mio carattere si formerà soprattutto in base alla quantità e alla qualità degli scambi affettivi ed emotivi con le mie figure di riferimento, e cioè principalmente con voi. In una parola, in base all’educazione che mi darete.
  2. Cara mamma, non stressarti mentre sono nella tua pancia. Gli studi dicono infatti che quando sei stressata produci tanto cortisolo, che influiscono sulla mia crescita e sul mio sviluppo e possono darmi vari problemi, da una minor capacità di attenzione ad una minor sopportazione delle frustrazioni. Sappi che è soprattutto l’instabilità del tuo stato emotivo a farmi male.
  3. Se piango, non significa che ho chissà quali malesseri preoccupanti: posso piangere per fame, caldo, freddo, pannolino pieno, stanchezza o… per noia! Non ne fate un dramma, se no piango ancora di più.
  4. Mi rilasso se vi vedo rilassati: se percepisco che siete preoccupati, nervosi, agitati, mi agito anche io! Sappiate che io mi specchio in voi: se mi fate capire che è tutto ok, mi sento ok! La vostra ansia mi dà insicurezza e mi innervosisce, mentre un vostro atteggiamento sicuro e tranquillo mi fa produrre tante sostanze benefiche che fanno sviluppare meglio il mio cervello.
  5. Lasciatemi imparare, senza intervenire ogni volta al mio posto. Se mi vedete intento a raggiungere un giocattolo, non vi affrettate ad aiutarmi. Capisco che si fa prima, ma se fate tutto voi, io quando imparo e raggiungo l'autonomia? Lasciatemi fare e poi, mi raccomando, congratulatevi con me!
  6. Datemi limiti e confini. Ebbene sì, ho bisogno di regole, sin da quando sono piccino: muovermi entro parametri chiari e stabiliti genera in me un senso di protezione e sicurezza, perché sento che avete il controllo della situazione. Se mi concedete tutto e mi assecondate in tutto e per tutto, mi sento completamente abbandonato al mio destino. Datemi regole e soprattutto fatemele capire: io proverò a protestare e fare i capricci, ma non vi preoccupate, fa parte del gioco. Non mollate!
  7. Rispettatemi. Se ho paura del buio, se sbaglio qualcosa, non mi prendete in giro e non andate a spiattellarlo ai quattro venti per farvi due risate: aiutatemi piuttosto a capire e tranquillizzatemi, altrimenti divento timido e insicuro.
  8. Fatemi addormentare nella mia cameretta. Non ho bisogno di dormire in mezzo a voi, quel che mi serve davvero è la routine: fatemi le coccole, ripetetemi ogni sera lo stesso rituale, siate regolari negli orari e lasciatemi stare nel mio lettino: sapete, noi bambini siamo terribilmente abitudinari e la ritualità ci dà tanta sicurezza e serenità.
  9. Non accontentate ogni mio capriccio. Se assecondate ogni mio capriccio, finirò con il convincermi di avere un potere assoluto su di voi, di essere un tiranno onnipotente a cui tutto è dovuto e nulla può essere negato. Né da voi né da altri. Pensate che bello quando dovrò fare i conti con le sconfitte della vita!
  10. Non mi parlate in bambinese. Se volete aiutarmi a sviluppare il linguaggio, parlatemi lentamente, evitando parole e discorsi troppo complicati, ma non mi parlate in bambinese. E non mi mettete il ciuccio a tempo pieno, se no come faccio a parlare?
  11. Se litigate, litigate bene. Non vi mettete a urlare davanti a me e a lanciarvi improperi di ogni genere: io mi spavento, mi sento perso, perché voi siete l’unico mondo che ho. Se proprio dovete litigare e non potete farlo in disparte, moderate i toni e tranquillizzatemi che può capitare ma presto tornerà il sereno. Però poi fatelo tornare presto, mi raccomando!
  12. Non mi mollate davanti al televisore per ore. Mi rende passivo e riduce l’attività del mio pensiero creativo. Però cercate di spegnerla anche voi ogni tanto, soprattutto quando siamo tutti riuniti a tavola, perché mi piacerebbe parlare con voi.
  13. Giocate con me. Lo sapete che il mio gioco preferito è giocare con voi e sentirmi dire “bravo” per i progressi che faccio attraverso il gioco? Non mi dite che non avete mai tempo, non immaginate quanto vi state perdendo, perché poi cresco…
  14. Fatemi fare sport, ma senza stress. Ho capito che fare sport fa bene, che un po’ di agonismo fa parte del gioco, ma non mi mettete addosso troppe pressioni, se no rischio di montarmi la testa o di sentirmi crollare il mondo addosso se non divento un campione. In fondo a me piace solo divertirmi.
  15. Non mi criticate le maestre. Per me sono un punto di riferimento importante e, se contestate davanti a me il loro operato, finirò per non riconoscere la loro autorità… e a non rispettare le istituzioni che loro rappresentano. Se voi non vi fidate delle mie maestre, come posso fidarmi io? E poi, se mi difendete sempre a spada tratta, pure quando ho torto, come posso aver voglia di impegnarmi e studiare?
  16. Non fate i compiti insieme a me (o al posto mio). Mamma, perché mi dici “oggi abbiamo tanti compiti da fare”? I compiti sono miei, le maestre dicono che dobbiamo farli da soli. E poi, se me li fai tu, io quando imparo? Quasi quasi mi viene anche meno voglia di impegnarmi, tanto ci sei tu…
  17. Non mi mettete sempre fretta. Se mi fate correre a destra e sinistra tutto il giorno, programmandomi tutta la giornata senza avere un minuto di relax, quando poi sto finalmente fermo mi viene l’ansia e non so come farmela passare. Poi non dite che noi bimbi di oggi siamo tutti  iperattivi!
  18. Sostenetemi se a scuola c’è qualche prepotente. Mi è capitato di essere vittima di bullismo. In un primo momento mi vergognavo a parlare con voi, poi mi avete fatto capire che comprendevate come mi sentivo, mi avete spiegato che non ho nulla di cui vergognarmi, siete andati a parlare con la dirigente scolastica. E in classe (e dentro di me) è tornata la serenità.
  19. Quando sarò adolescente, statemi sempre vicino. Anche se mi chiuderò a riccio, anche se qualche volta risponderò male, la mia in realtà è paura di crescere. Non vi spaventate di me o delle mie reazioni, continuate a starmi vicino, a farmi domande, a fare i genitori insomma. Non mi lasciate in balia delle mie emozioni, anche da adolescente ho ancora bisogno del vostro contenimento affettivo!
  20. Quando uscirò da solo, vi  prometto che sarò all’altezza della vostra fiducia. Se vi chiedo di uscire con gli amici, ho solo voglia di stare con loro. Rispetterò l’orario di rientro e le altre regole che mi darete, perché ho capito che in cambio avrò il premio più grande, cioè la vostra fiducia. E perché siete stati bravi ad ascoltare i miei consigli e mi avete cresciuto bene!