educazione

Bambini e nuove tecnologie: come stabilire le giuste regole

Di Sara Sirtori
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8 agosto 2019
I bambini dimostrano curiosità verso il mondo digitale , ma come si deve porre il genitore rispetto a questo tema? Abbiamo intervistato Paolo Ragusa che ci spiega come stabilire delle regole sull'utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei bambini.

Nell'era del digitale, il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei bambini assume una grande rilevanza.

 

PC, tablet e smartphone sono strumenti che regalano infinite possibilità di crescita: si può scoprire il mondo, acquisire conoscenza e anche divertirsi.

 

Dall’altro lato, possono anche portare i più giovani a isolarsi e a non interagire correttamente con i coetanei.

 

Il rischio delle nuove tecnologie infatti è quello di allontanare i bambini dalle esperienza condivise con gli altri bambini, disorientandoli e facendoli estraniare da tutto e da tutti.

 

Ci sono però anche delle opportunità legate alle tecnologie: se l’esperienza tecnologica è ben regolata, può rappresentare una possibilità di crescita, può portare ad acquisire nuove conoscenze sul mondo che ci circonda e può essere anche strumento di svago e di divertimento.

 

E’ importante ricordare però che i bambini molto piccoli al di sotto dei 3 anni non necessitano in alcun modo di questo tipo di stimolazione data dagli strumenti tecnologici. La regola principale in questi casi è sempre una: il buon senso.

 

 

 

Abbiamo sentito il parere di Paolo Ragusa, responsabile formazione del CPP, counselor e formatore.

 

 

 

"Il rischio è di allontanare i bambini dalla loro età. Questo significa allontanarli dalle esperienze sensoriali, dalla loro motricità, dalla socialità costruita insieme agli altri bambini". Il bambino ha bisogno di fare esperienze a 360 gradi insieme ai suoi coetanei: "Un bambino è motorio, è sensoriale ed è sociale. Queste caratteristiche vanno sviluppate, favorite e portate avanti. Con l’uso improprio delle nuove tecnologie si rischia di interrompere, disorientare, e privare i bambini di queste esperienze."

 

 

Quali sono le opportunità delle nuove tecnologie per i bambini?

 

"Le opportunità delle nuove tecnologie sono legate al fatto di sapersi regolare. Se questa esperienza è ben regolata, a partire dai 6 ai 9 anni, questo può costituire un ampliamento del campo di esperienza del bambino". Prima di questa età, per, secondo l'esperto non ci sono opportunità per i bambini: le tecnologie potrebbero interferire con il loro sviluppo evolutivo. "In età adolescenziale o pre-adolescenziale il ragazzo può di accedere a un mondo vario, smisurato e che va regolato. Quindi l’opportunità è nella possibilità di regolare un campo di esperienze."

 

 

Qual è la "dose giusta" di tecnologia in base all'età del bambino?

 

"Partiamo dai bisogni dei bambini: questa è la nostra misura. Se un bambino nella primissima parte della sua vita è prevalentemente senso-motorio non ha bisogno di tecnologia. Questo significa che sotto i 3 anni un bambino non ne ha necessità".
Dopo i tre anni è possibile aggiungere una leggera stimolazione a livello tecnologico. "Consideriamo però che la stimolazione delle nuove tecnologie è prevalentemente monotona, legata a un ritmo ipnotico: questo non aiuta i bambini. Quindi anche nella seconda fase, dai 3-6 anni, dobbiamo limitarla al massimo. Bisogna ricordarsi l'importanza di assecondare prima di tutto i bisogni del bambino che sono di socialità, non certo di esclusività tecnologica. La dose di tecnologia è collegata alle singole fasi ed è soprattutto collegata con i bisogni senso-motori, di socialità e di sviluppo emotivo.

 

 

 

 

Quali sono le regole da dare ai bambini?

 

"La prima regola è un divieto: sotto i 3 anni nessun utilizzo di tecnologie. Successivamente è importante dare una misura in termini di ore e di applicazione. La regola di buon senso è che il bambino possa accedere alle tecnologie come gioco insieme ad altri bambini. E’ importante che non ci sia un’interferenza con i momenti familiari."

 

Queste regole vanno imposte per evitare che in età adolescenziale e pre-adolescenziale ciò diventi un problema.

 

"Bisogna salvaguardare i momenti di socialità, i momenti affettivi, in cui le persone si ritrovano senza essere sotto l’interferenza delle tecnologie, che significa essere sempre da un’altra parte. Bisogna aiutare i bambini ad essere lì dove sono. Il maggior fattore protettivo e regolativo in fatto di tecnologie è evitare che il bambino possa estraniarsi dalla realtà: deve essere presente e desideroso di condividere i momenti con gli altri."

 

Guarda il video con le pillole di Paolo Ragusa: