LEGGENDE METROPOLITANE

Bambini indaco: chi sono e come si riconoscono

Di Alice Dutto
bambiniindaco
01 Aprile 2019
Una leggenda New Age vorrebbe che nel mondo vivano bambini speciali con il compito di portare l'umanità a un'era di serenità e pace. Avrebbero un'aura diversa e alcune caratteristiche talmente generiche da essere valide per ogni bambino
Facebook Twitter More

Bambini speciali, con un'aura diversa e un preciso scopo: portare il mondo in una nuova fase evolutiva di serenità, pace e tranquillità. «Sono i “bambini indaco”, anche detti i “bambini delle stelle”, una teoria che non ha nulla di scientifico, ma che di sicuro può affascinare molte persone» afferma Lorenzo Montali, docente di psicologia sociale, esperto di leggende metropolitane e rappresentazione della scienza e della tecnologia dell'Università Milano-Bicocca e vicepresidente del Cicap, Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze.
 

La storia dei bambini indaco

Tutto ha origine con il movimento New Age, negli anni '70 e '80, e con l'idea che, dopo le terribili guerre e devastazioni del Novecento, il mondo debba essere ripensato e ricostruito in un modo totalmente diverso. Una nuova epoca che avrà origine grazie a persone dalle specifiche caratteristiche e che potremo riconoscere grazie al colore diverso della loro aura, l'indaco appunto (una tinta tra il blu e il viola). Il loro compito sarà quello di creare, attraverso l'amore, un nuovo mondo senza guerre né inquinamento.
 

A parlarne per la prima volta fu Nancy Ann Tappe nel libro “Understanding your life through color” (cioè “Capire la propria vita attraverso il colore”). «Si tratta di una di quelle teorie che modificano e arricchiscono credenze preesistenti. In questo caso, si attinge al concetto dell'aura, una sorta di alone luminoso intorno al corpo capace di riflettere l'anima di una persona, aggiungendo la possibilità dei diversi colori».
 

 

Alla fine degli anni '90 la teoria si è evoluta ulteriormente con il libro “The Indigo Children” di Lee Carroll e Jan Tober, «L'idea dei bambini indaco viene arricchita con l'aumento dei casi di bambini con la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività. La nuova teoria voleva che i bambini con ADHD non fossero diversi, ma fossero speciali e non riconosciuti nella loro eccezionalità».


Le caratteristiche dei bambini indaco


Bambini empatici, curiosi, con grade forza di volontà e una spiccata inclinazione spirituale. Intelligenti e intuitivi, avrebbero molte difficoltà a sottostare all'autorità proprio perché arrivati nel nostro Pianeta per scardinare i vecchi modelli. Una caratteristica che, secondo gli autori di queste teorie, sarebbe alla base dei loro problemi nel sistema scolastico tradizionale. 
 

Sono queste alcuni degli elementi che caratterizzano i bambini indaco, «Ma se si guarda come vengono descritti ci si può rendere conto che le definizioni sono talmente generiche per cui ciascuno, soprattutto se lo desidera, ci si può riconoscere almeno in parte. È un fenomeno che si chiama “effetto Barnum”: per cui se un genitore è predisposto a pensare che il proprio bambino sia speciale, è facile che in queste descrizioni ne trovi una conferma».
 

I bambini di cristallo



Un'ulteriore evoluzione della teoria parla dei "bambini di cristallo" o "bambini arcobaleno", che sarebbero i figli dei bambini indaco.

Questi bambini sono stati descritti da Doreen Virtue, un'altra new ager già fondatrice della “Terapia degli angeli”, una forma di terapia alternativa basata sull'interazione con gli angeli. 


I bambini di cristallo sono quelli che salveranno l'umanità costruendo un mondo fatto di amore e di pace. A loro volta, hanno un colore diverso dell'aura e sarebbero quelli a cui piacciono le rocce, hanno gli occhi grandi e sono più saggi della loro età.

Si tratta di caratteristiche talmente poco specifiche che, ovviamente, ciascuno può pensare che il proprio figlio sia un bambino di cristallo.


I rischi di queste teorie

Affidarsi troppo a queste fantasie può causare anche dei seri problemi: ad esempio, nel caso dei bambini con ADHD, può voler dire non riconoscere delle difficoltà reali e impedire ai propri figli di avere un vero aiuto. Oppure può spingere a idealizzare i propri bambini e rendere difficile un rapporto educativo con loro.

 

Stando alle teorie, infatti, per crescere i bambini indaco occorrerebbe riservare loro tanto amore e imparare ad accettarli per quello che sono, rispettando il loro essere senza imporre un metodo educativo, ma cercando di assecondarli il più possibile.
 

«Se si pensa che il proprio figlio sia un bambino indaco, il consiglio è quello di affidarsi e confrontarsi con le altre istituzioni educative e con la comunità scientifica. Quella che hanno i genitori, infatti, è solo una visione parziale del bambino: è sempre meglio fare uno sforzo per conoscere e capirlo in modo più completo anche attraverso gli sguardi degli altri. In questo modo, si può capire di più di lui e magari individuare specifici problemi e disagi da risolvere».