Ambienti della casa

4 attività montessoriane per favorire l'autonomia in casa

Di Sara De Giorgi
casa
24 Settembre 2018
La casa è il luogo più importante per i bambini: è punto costante di riferimento ed è anche l'ambiente dove si fanno le esperienze più significative di conoscenza degli oggetti e, in generale, del mondo. Abbiamo intervistato la pedagogista montessoriana e scrittrice Annalisa Perino, che ha realizzato il libro "Qui abita un bambino", nel quale è spiegato come aiutare i bambini a raggiungere l'autonomia in casa, educandoli così anche alla scelta, al pensiero critico, alla gestione delle emozioni e degli errori. Qualche esempio? Fare la pizza e raccogliere le foglie in giardino.
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La casa è il luogo del ritrovo: è l'ambiente di riferimento dei bambini e in essa i piccoli compiono le prime esperienze della loro vita. Attraverso un percorso di conoscenza dell'ambiente domestico, che passa da alcune attività che prevedono l'esperienza diretta dell’errore e dalla conquista tramite la concentrazione, ogni bambino può diventare un esperto conoscitore della casa e delle sue regole, essere al corrente delle posizioni di tutti gli oggetti e sapere in quali luoghi può svolgere determinate attività, raggiungendo così un'importante traguardo: l'indipendenza nell'ambiente casalingo. E non solo.

 

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Parola della pedagogista montessoriana e scrittrice Annalisa Perino, che ha realizzato il libro Qui abita un bambino (Uppa, 25 Euro), nel quale spiega come aiutare i bambini a raggiungere l'autonomia in casa, educandoli così anche alla scelta, al pensiero critico, alla gestione delle emozioni e degli errori. L'abbiamo intervistata chiedendole di raccontarci di più sul suo libro e sulle soluzioni pratiche per organizzare nelle case spazi e materiali che rispettino i bisogni di tutti, adulti e bambini. Annalisa è anche referente pedagogica del sito Associazionediidee.eu

 

"Qui abita un bambino": un libro per gestire gli ambienti della casa in funzione dei bambini

 

Annalisa è una mamma e formatrice montessoriana e l'idea del libro è nata dalla volontà di confrontarsi con i genitori sulle dinamiche educative di ogni giorno attraverso un dialogo semplice che vuole rassicurare mamme e papà sul difficile ruolo di genitori. «Infatti, i nostri bambini sono una risorsa e sono i migliori maestri che possediamo. Lasciandosi guidare da loro, non si può sbagliare! L’ambiente di vita gioca un ruolo chiave nell’educazione e pertanto lo dobbiamo governare perché diventi un alleato».

 

Protagoniste del libro della Perino sono le quattro famiglie immaginarie di "Via Dei Ciliegi", che, attraverso le loro vicende quotidiane, accompagnano i lettori nell'avvenutura del volume Qui abita un bambino.

 

«Le famiglie di Via dei Ciliegi vivono situazioni comuni a tutti noi, bimbi piccoli, bimbi un po' più grandi alle prese con addormentamento, stanchezza, uscita di casa, gioco libero, il giardino, igiene personale. Queste famiglie ci mostrano alcune possibili soluzioni che sono a favore del benessere e del rispetto dell’autonomia di tutta la famiglia».

 

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Creazione di una casa a misura di famiglia: ambienti dinamici e adatti alle necessità di tutti

 

Nel libro sono spiegate, per ogni stanza della casa, quasi sono le soluzioni pratiche migliori per le necessità di tutta la famiglia, in linea con la pedagogia montessoriana.

 

Secondo Annalisa «La casa va pensata a misura di famiglia, più che di bambino. I bisogni di grandi e piccini hanno uguale importanza. Il rispetto della libertà e del benessere altrui è un insegnamento importante che deve essere trasmesso e coltivato dall’inizio della vita».

 

«Ciascuno di noi cresce e modifica interessi e bisogni, i bambini lo fanno alla velocità della luce. L’ambiente di casa deve rispondere a questi cambiamenti mutando e rispondendo man mano alle varie necessità. Gli ambienti non sono statici, ma dinamici: ciò che andava bene sino a qualche mese fa, non è detto che ora sia funzionale. Ecco allora il momento giusto per i genitori di ripensare gli spazi».

 

Gli ambienti della casa preferiti dai bimbi e quelli più pericolosi

 

«Al primo posto, naturalmente, c’è il bagno con acqua, schiuma, sapone e specchi. Poi la cucina. Il "perché" è facile da intuire: si tratta degli ambienti più ricchi di oggetti d'uso quotidiano con cui travasare, separare, mescolare e poter fare come mamma e papà».

 

«Non esistono ambienti e oggetti pericolosi di per sé, il pericolo nasce da un cattivo o inappropriato uso di spazi e di cose. Un coltello non è pericoloso perché tagliente, ma diventa un pericolo tenuto in mano da un bambino stanco, arrabbiato, troppo piccolo o che sta correndo per la stanza!»

 

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Attività che i bimbi possono fare nelle varie stanze

 

Come sostenne Montessori, è il bambino che agisce liberamente ad indicarci e mostrarci quali siano le cose che gli piace fare.

 

«Di loro iniziativa i bambini imitano gli adulti nelle attività della cosiddetta "vita pratica": cura dell'ambiente e di se stessi. Quindi eccoli desiderosi di pulire, tagliare, lavare, cambiare… quando il bimbo è molto piccolo, intorno all’anno il suo bisogno più grande e quello di "educare" la sua manina a rispondere alla volontà. Permettergli di travasare oggetti da un contenitore all’altro non può che renderlo felice, così come spostare, infilare o sfilare».

 

«Crescendo, i suoi progetti si arricchiscono e complicano: a tre anni vorrà lavare e vestire la bambola, a cinque cucinare una torta tutta da solo, a sette andare a fare la spesa in completa autonomia».

 

Qualche esempio di attività utile che i genitori possono mettere in atto in casa da subito

 

1) In cucina si può "fare la pizza“ (dai 7 anni): l'attività si propone di favorire l'autonomia e l'esecuzione di una procedura completa e di educare alla socialità e alla responsabilità in ambito alimentare. Ecco quali sono le varie fasi:

  •  scrivete insieme su un foglio la ricetta con i passaggi e le dosi;
  •  fate indossare il grembiule al bambino;
  •  disponete gli ingredienti e l'occorrente sul tavolo;
  •  permettete al bambino di seguire in autonomia la ricetta.

 

2) In bagno si possono fare "travasi semplici con acqua" (dai 18 mesi):

l’attività si propone di incentivare l’esplorazione di un materiale attraverso la scoperta del suo potenziale e delle sue caratteristiche, di favorire la concentrazione e affinare il coordinamento oculo-manuale. Di seguito le diverse fasi:

  •  srotolate un tappetino;
  •  ponete sopra due bacinelle e aggiungete acqua in una delle due;
  •  disponete un mestolo, un bicchiere e una ciotola accanto alla bacinella colma d'acqua;
  •  lasciate libero il bimbo di giocare e di sperimentare.

 

3) In giardino, invece, si possono "raccogliere le foglie" (dai 30 mesi): l'attività si propone di favorire il coordinamento tra arti inferiori e superiori, la concentrazione e l’esecuzione di un compito complesso, ponendo le basi dell’educazione ambientale. Le varie fasi:

  •  ponete un cesto (o un secchiello o una carriola) in un punto del giardino;
  •  con il rastrello avvicinate le foglie a un punto di raccolta;
  •  sollevate con il bimbo le foglie con due mani;
  •  mettetele dentro il contenitore.

 

4) Nel soggiorno si possono fare i "bicchieri sonori" (dai due anni): l'attività si propone di affinare il senso dell'udito. i vari passaggi:

  •  riempite una brocca con acqua;
  •  usate del colorante alimentare per tingere l'acqua della brocca;
  •  mettete su un vassoio la brocchetta e alcuni bicchieri (4 o 5);
  •  versate l'acqua nei bicchieri mettendo in ognuno differente quantitià di liquido;
  •  con il cucchiaino fate suonare i bicchieri dando leggeri colpi;
  •  suonate così una "scala" (dal bicchiere meno pieno a quello più pieno) e producete diverse melodie.

 

Infine, secondo Annalisa Perino, la vera guida ed ispirazione per ciascun genitore è il proprio figlio. «Solo lui può mostrare bisogni, desideri, paure e abilità. Il genitore può collaborare il tal senso costruendo "una casa", un ambiente di vita, adatto al proprio bambino. Montessori chiedeva all'adulto di farsi umile, ovvero di non credere d'aver risposte certe, ma un animo predisposto ad ascoltare ed accogliere l’unicità di ciascun bambino».

 

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