I CONSIGLI

Come preparare un bambino a stare in casa da solo

Di Alice Dutto
comeprepararebambinocasasolo
13 Febbraio 2019
Rimanere a casa da soli è una tappa evolutiva importantissima, che i genitori devono favorire. Ecco come aiutare il proprio figlio ad affrontare questo momento nel migliore dei modi. Da ricordare che secondo la legge, lasciare i figli in casa da soli è un reato se l'età dei bambini è inferiore a 14 anni. 
Facebook Twitter More

La capacità di stare da soli è, per il bambino, una conquista evolutiva importantissima, uno dei segni più importanti dello sviluppo emotivo.

Da quando nasce, pian piano, compie un lungo e complesso percorso verso l'autonomia.


Un percorso graduale


«Alla nascita il bambino è completamente dipendente dalla madre – commenta Silvia Lepore, psicoanalista SPI del Centro Milanese di Psicoanalisi –. Con il tempo, se le condizioni lo permettono, sperimenta la capacità di rimanere da solo con se stesso in maniera protetta: inizialmente il bambino può tollerare la solitudine solo con l’aiuto della madre che, vicino a lui e in modo silenzioso, gli dà conforto e lo sostiene. Così man mano, in presenza della madre o di chi si occupa di lui in modo sufficientemente assiduo e affettivo, il bambino riesce ad interiorizzare la figura della madre e di un ambiente protettivo grazie al quale potrà iniziare a tollerare di rimanere solo senza provare angoscia».

 


Da una dipendenza totale iniziale, con il tempo il bambino comincia a tollerare la non presenza dei genitori in diversi momenti del suo sviluppo, fino poi all'indipendenza. «È un po' come imparare a camminare: prima si sostiene il bambino, poi gli si lascia fare i primi passi stando con lui e tollerando che possa cadere, attenti a che non si faccia male, fino a che poi non diventa abile e riesce a farlo da solo senza aiuti».

 

Consigli per preparare il bambino a rimanere da solo in casa

La legge prevede che non si possano lasciare da soli a casa bambini di età inferiore ai 14 anni, anche se non è raro che si inizi anche prima. Ci sono però dei consigli che mamme e papà possono seguire per affrontare al meglio questo passaggio.
 

1. Valutate le capacità di vostro figlio


Ogni genitore conosce i propri figli. Al di là dell'età, prima di lasciare a casa da solo un bambino, bisogna considerare le sue capacità di autonomia. «Se un bambino ha molta paura di stare da solo e entra in uno stato di ansia significa che è ancora troppo presto, che non è ancora in grado di affrontare il momento: allora è meglio non forzarlo ma aiutarlo a riuscire a farlo».

2. Dategli fiducia


Lasciare un ragazzo da solo a casa è una tappa fondamentale per il suo percorso di crescita. È importante quindi che, quando è il momento, gli si proponga di farlo. «È possibile che a 14 anni siano gli stessi ragazzi a chiederlo – commenta la psicoanalista – e in questo caso è bene assecondare la loro domanda».

3. Procedete per gradi


All'inizio, si possono fare delle prove: una buona idea può essere quella di lasciarlo da solo per un breve lasso di tempo, ad esempio una decina di minuti, e poi via via aumentare la durata dell'assenza.

4. Date delle regole chiare


È bene stabilire insieme al bambino che cosa potrà fare in vostra assenza e che cosa gli è vietato. Ad esempio, se può o meno utilizzare determinati elettrodomestici o che cosa deve fare nel caso in cui ci sia un'emergenza, oppure se dovesse suonare il citofono o il telefono (è sempre bene dirgli di evitare di far sapere che in quel momento è da solo).

5. Rispettate ciò che dite


«Il rispetto delle regole vale anche per i genitori: se dite che sarete di ritorno in 10 minuti, non dovete ritardare, altrimenti il bambino può impaurirsi».

 


6. Siate sempre reperibili


Un elemento che tranquillizzerà di sicuro i vostri figli è quello di sapere che, se ci fosse qualsiasi problema, possono contattarvi. Lasciategli quindi il vostro numero, ma anche quello dell'altro genitore e dei nonni, o degli amici, che possono intervenire in caso di problemi, in modo da farvi chiamare per qualunque necessità.

7. Fategli uno squillo


Quando siete fuori, chiamate il piccolo per assicurarvi che tutto vada bene. Se non vi risponde, riprovate e, nel caso, ritornate a casa per verificare che sia tutto a posto.

8. Non siate ansiosi

Il fatto di rimanere solo in casa può essere un distacco importante per il ragazzo, ma anche per il genitore. L'ansia è il modo peggiore per vivere questo momento: «Bisogna tollerare che il bambino abbia un'autonomia propria».

9. Gratificateli


«Fate passare il messaggio che siete fieri di loro e incoraggiateli nel loro percorso verso l'autonomia. In questo modo sapranno che voi li sostenete e avranno maggiore fiducia nelle loro capacità».

 

Come affrontare eventuali problemi


Per alcuni bambini rimanere a casa da soli è un sogno, per altri un incubo. «Se il processo non è fluido e ci sono delle tappe d'arresto – prosegue la terapeuta – è bene che i genitori si interroghino sulle proprie paure e ansie che possono venir proiettate sul bambino. In questi casi è importante il percorso mentale del genitore che si sforza di comprendere le proprie paure e difficoltà, oltre a quelle del proprio figlio. Un aiuto può essere quello di chiedere come si comporta il bambino anche in altri contesti, ad esempio la scuola, se si evidenziano simili criticità».


Infine, uno degli errori da non fare mai è quello di prendere in giro il piccolo per le sue paure. «Se in quel momento è angosciato per qualcosa, vuol dire che non lo riesce a sostenere; sminuire ciò che sente il bambino può peggiorare la situazione, ferirlo profondamente e fargli provare vergogna, oltre a lasciarlo solo a dover gestire le sue fragilità».
 

Che cosa dice la legge: quando un bambino può stare a casa da solo


Lasciare i figli in casa da soli è un reato se l'età dei bambini è inferiore a 14 anni. 

La norma e le relative penali sono previste dall'articolo 591 del Codice penale che recita: «Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni».