Nativi digitali

Generazione touch-screen

Baby-with-iPad
05 Luglio 2012
Giochini, puzzle e disegni da fare con le dita, fiabe interattive e cartoni animati su youtube: i bambini piccoli sono abilissimi nell’uso dell’Ipad,dell’ Iphone e dei tablet. Ma quali effetti hanno sullo sviluppo psicologico del bambino. In attesa di studi scientifici rigorosi, le prime risposte dagli Usa
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Giochini, puzzle e disegni da fare con le dita, fiabe interattive e cartoni animati su youtube: i bambini piccoli in genere non riescono ancora ad usare il mouse o consolle di videogiochi ma sono abilissimi nell’uso dell’Ipad,dell’ Iphone e dei tablet con schermo da toccare (touch-screen).

Noi genitori li guardiamo con stupore e anche ammirazione (“certo che ci sanno fare questi nativi digitali!”), ma sorgono anche i primi dubbi. Gli/le farà male? Bisogna usare le stesse precauzioni della tv o dei videogame?

Dagli Usa, dove ben il 39% dei bambini di due-quattro anni e il 52% tra i cinque e gli otto anni dispongono di un apparecchio touch-screen (secondo un’indagine di Common Sense, un’organizzazione non profit americana), arrivano le prime risposte degli esperti ai dubbi dei genitori. A trattare l’argomento è un articolo del Wall Street Journal.

Migliora l'apprendimento del linguaggio ...

L’articolo del Wall Street Journal sottolinea che i bambini di due-cinque anni che oggi usano l’Ipad (o altri apparecchi touch-screen) devono essere considerate delle “cavie”. La tecnologia touch-screen ha iniziato a diffondersi sul mercato da un paio d’anni mentre si sa che per studi scientifici rigorosi è necessario un periodo di osservazione di tre-cinque anni.

C’è ancora “poca ricerca sull’impatto della tecnologia come quella dell’Ipad” – osserva infatti Dimitri Christakis, direttore del centro per la salute del bambino dell’Ospedale pediatrico di Seattle.

Molti feedback “sull’uso dell’Ipad e altri apparecchi touch arriveranno dagli stessi genitori che ora hanno bambini piccoli,” sottolinea Glenda Revelle, professore associato di scienze dello sviluppo umano e famiglia all’università dell’Arkansas.

Intanto però un professore di psicologia dell’Università del Massachussets, Daniel Anderson, noto per gli studi condotti ormai da 30 anni sugli effetti della tv sui bambini (soprattutto piccoli) ha messo in luce che l’Ipad è molto diverso dalla tv: il bimbo che usa l’Ipad guarda (e tocca) dove si svolge l’azione mentre con la tv distoglie lo sguardo diverse volte (150 in un’ora) e non sa bene dove guardare.

Altri ricercatori hanno evidenziato che questa particolarità dell’Ipad lo renderà molto utile ai fini dell’apprendimento. Ipotesi confermata da uno studio del Joan Ganz Cooney Center, un’associazione che si occupa di apprendimento dei bambini nell’era digitale, il quale ha concluso che i bambini dai quattro ai sette anni hanno molto migliorato il loro vocabolario (+27%), usando una app educativa chiamata “Martha speaks”. Un altro studio condotto su bambini di tre anni è arrivato a analoghe conclusioni, evidenziando un miglioramento del linguaggio del 17%.

... però sorgono dubbi sull'attenzione

In alcune famiglie adulti e bambini condividono l’apparecchio touch-screen di casa (ai bimbi piccoli sono destinate soprattutto le tante app educative); altri genitori invece usano il tablet o altro soltanto come ultima spiaggia per intrattenere il pargolo sull’aereo o in auto.

Tutti però hanno gli stessi dubbi. Il primo: non è che il tablet renderà i bambini più sedentari e meno socievoli? E di conseguenza: che cosa succede nel cervello del bambino mentre usa il tablet?

Dimitri Christakis, direttore del centro per la salute del bambino dell’Ospedale pediatrico di Seattle, sottolinea che più televisione i bambini guardano durante i primi anni di vita, più saranno esposti a problemi di attenzione dopo.

Christakis non ha studiato gli effetti del tablet sui bambini piccoli ma sospetta che potrebbe esserci un effetto simile – o forse ancora più significativo. “Uno dei punti di forza dell’Ipad – il fatto che sia interattivo – potrebbe essere una debolezza”.

A piccole dosi come la tv?

“Diedi un Ipad a mio figlio di due anni e mezzo per la prima volta su un volo aereo – scrive il giornalista Ben Worthen del Wall Street Journal -. Aveva pianto per quattro ore di fila. Smise di piangere subito, capì istantaneamente come usarlo e per le cinque ore successive fece giochi per bambini, usò una app per disegnare e guardò su youtube gli episodi del suo cartone preferito. L’Ipad non era nostro …

Circa un anno più tardi mia moglie e io acquistammo un Ipad, scaricammo diversi giochi per sviluppare il linguaggio, puzzle educativi e lasciammo che nostro figlio lo usasse regolarmente. In effetti notammo che il suo vocabolario si arricchì molto ma anche che il bambino entrava in una specie di stato di trance. Non rispondeva quando lo chiamavamo per nome”.

“E’ concentrato – spiega Sandra Calvert, professore all’Università di Georgetown. - E’ psicologicamente la stessa situazione che si crea quando il bambino è profondamente immerso in qualcosa che lo interessa molto come, per esempio, le costruzioni. Gli psicologi chiamano questo stato “Flusso”. E’ uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un'attività”.

C’è una piccola differenza però, spiega l’esperta: il bambino decide quando la costruzione è finita. Una app invece stabilisce quando un esercizio è stato completato correttamente. I ricercatori dicono che non è chiaro se questa differenza possa avere un impatto sul bambino.

Via via che i giorni passavano, scrive ancora il giornalista, ogni volta che “chiedevamo al bambino di smetterla di giocare con l’Ipad era un problema”. Capricci, pianti …

Come mai? “Si verifica un rilascio di dopamina,” sostiene Michael Rich, direttore del centro sulla salute infantile dell’Ospedale pediatrico di Boston. La dopamina è un neurotrasmettitore associato al piacere.

Molte app per bambini sono progettate in modo tale da stimolare il rilascio di dopamina – così spingono i bambini a continuare a giocare – offrendo premi o figure eccitanti a sorpresa.

“E così mia moglie ed io decidemmo di non lasciare più usare l’Ipad a nostro figlio, scrive il giornalista del Wall Street Journal -. Ora lo chiede raramente. Ha quattro anni e i suoi amichetti non parlano di eccitanti giochi sull’Ipad, quindi non si sente tagliato fuori”.

La domanda finale del giornalista ma anche di tanti altri genitori che si sono trovati nella stessa situazione? “Abbiamo fatto bene a toglierlo del tutto?”

Gli esperti intervistati, conclude il giornalista, “mi hanno dato risposte diverse. La metà ha detto che se il loro figlio avesse avuto simili reazioni (pianti per non smettere di giocare, capricci, richieste continue) avrebbero fatto lo stesso. L’altra metà ha sostenuto che abbiamo avuto una reazione esagerata”.

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