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COME GESTIRE LA RABBIA

Cestino della rabbia: che cos'è e come si usa

Di Alice Dutto
bambinoarrabbiato

06 Dicembre 2018
La rabbia è un sentimento che, pur essendo molto comune, spaventa i bambini. Ecco un modo efficace per insegnargli a gestirla fin da quando sono molto piccoli

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«Nessuno nasce emotivamente competente: ci vuole tempo per diventarlo. Genitori e insegnanti hanno questo importante compito: educare i bambini alle emozioni» sottolinea Pamela Fragale, pedagogista esperta di prima infanzia, dello studio Consulenza Genitori.


Perché è importante insegnare ai bambini come gestire le emozioni

Il bambino vive delle emozioni che non sa esprimere, né gestire. «Non sa nemmeno dare loro un nome. È quindi fondamentale procedere a un'alfabetizzazione emotiva». Si tratta di un percorso che può avvenire per step e che deve iniziare subito, fin dai suoi primi giorni di vita.
 

Il primo passaggio è quello di rimandare al bambino i sentimenti che prova descrivendoglieli. «Si può fare fin da subito: non è vero infatti che i neonati hanno solo bisogni fisici; ne hanno anche di emotivi, che però non sanno comunicare se non con il pianto. È fondamentale spiegargli che cosa stanno provando in modo da dare un contenitore e una forma alle loro emozioni. Ad esempio, se piangono perché non vedono la mamma gli si può dire: “Amore, stai piangendo. Sei triste, perché ti manca la mamma”».

Il secondo passaggio, quando crescono, è quello di renderli abili nella gestione delle emozioni attraverso giochi, strumenti o rituali come il barattolo della calma o il cestino della rabbia.
 

Come insegnare a gestire la rabbia
«Una delle emozioni che i piccoli vivono molto spesso è la rabbia, perché la loro vita è ricca di frustrazioni, spesso ad esempio non riescono a fare (o gli è vietato fare) le cose che vorrebbero».

Si tratta poi di un sentimento che spaventa i più piccoli, «perché fa paura agli adulti. Invece, la rabbia può essere sana: fa capire che qualcosa ci mette a disagio e ci permette di attivare dei comportamenti per evitare questa condizione o per imparare a sopportarla».

 

Se, però, la rabbia non è consapevole e ben incanalata, può fare dei danni: «Come un mostro rosso che esce dalla bocca o dalla pancia e distrugge tutto quello che incontra».

 

Per insegnare a gestire questo sentimento importante, ci sono due passaggi fondamentali:

  1. Riconoscere la rabbia facendola vedere al bambino e facendogli capire che abbiamo compreso il suo stato.
  2. Fargli tiare fuori la rabbia, contenendola. «Un buon modo è quello di costruire un contenitore, ad esempio un cestino, dove i bambini possono esprimere la loro frustrazione e rabbia».

Come funziona il cestino della rabbia

 

«È importante che il contenitore, che si può utilizzare fin da quando i bambini hanno circa 2 anni, venga realizzato dall'adulto insieme al bambino, magari con dei materiali di riciclo. Fate in modo che il bambino senta suo questo oggetto, lasciandolo libero di personalizzarlo» prosegue l'esperta.

Poi, fategli scegliere in che modo esprimere le sue emozioni: «il piccolo può, ad esempio, urlarci dentro, oppure strappare dei fogli da mettere lì, o ancora buttarci dentro degli oggetti».

Una volta messa la rabbia dentro al cestino lo si chiude e lo si ripone al suo posto. Passato un po' di tempo lo si riapre e lo si fa osservare al bimbo. Infine, insieme, si fa volare via la rabbia, dissipandola.

 

«In questo modo si materializza un processo interno, rendendolo reale e visibile, e quindi più comprensibile, per il bambino che allo stesso tempo è rassicurato dal fatto che la sua rabbia è stata gestita e non ha distrutto tutto. Scopo ultimo di questo rituale è quello di interiorizzare il meccanismo e diventare competenti nella gestione di quest'emozione percepita come negativa».