GELOSIA TRA FRATELLI

Come gestire la gelosia tra fratelli: i consigli della pedagogista

Di Zelia Pastore
gelosiadelprimogenito
03 Ottobre 2017
Non fare un dramma sulle regressioni, garantire a ogni figlio uno spazio mentale, riconoscere l'unicità di ciascun bambino: ecco i consigli della pedagogista per sopravvivere alla gelosia tra fratelli
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Capricci, spintoni ma anche litigi che finiscono in una baruffa: il bambino che è venuto prima in una famiglia sovente mal sopporta il secondo o il terzo arrivato, e lo fa capire a modo suo, con scatti di gelosia. Ma come devono intervenire i genitori per riportare l’armonia in famiglia e far sentire tutti i figli ugualmente amati? Lo abbiamo chiesto alla pedagogista Daniela Frizzele.

 

 

GELOSIA TRA FRATELLI SINTOMI

Come si esprime la gelosia tra fratelli? Con che comportamenti viene messa in atto? «La gelosia si può esprimere in diversi modi: nella competizione sulla bravura in qualche gioco, nel rimarcare il fatto di possedere un oggetto (“Io ho questa cosa e tu no”), nei litigi che sfociano in spintoni e tirate di capelli o in umiliazioni verbali, ma anche in continui confronti (“Mamma, hai dato di più a lui e meno a me”)».

 

Un’altra espressione tipica della gelosia tra fratelli è la regressione: «nasce il fratellino e la sorellina maggiore ricomincia a diventare più dipendente dai genitori. Improvvisamente non è più capace di mangiare o dormire da sola. Le continue richieste sottintendono la vera necessità: “Occupati di me come fai con il fratellino più piccolo”».
 

 

Esiste anche la gelosia dei più piccoli nei confronti dei più grandi: «l’ultimo arrivato infatti potrebbe chiedere di essere accudito di più e le vuole sempre vinte. Il fratellino piccolo, una volta cresciuto, vuole mantenere lo spazio di accudimento e le grandi attenzioni da parte della mamma che aveva all’inizio della sua vita».

 

In che situazioni potrebbero verificarsi episodi di gelosia con più frequenza? «La gelosia per come poi si manifesta concretamente in ogni situazione familiare dipende da più fattori: la vicinanza d’età può essere uno di questi. Ad esempio, se si hanno figli di otto anni e un anno, avranno mondi molto diversi: ciascuno dei due si può affermare senza entrare in conflitto. Chi è più lontano per età non si confronta sullo stesso piano, chi è più vicino di età è più competitivo. Anche maschi e femmine sono due mondi diversi: per interessi, amicizie, scelta delle attività nel tempo libero, modo di utilizzare lo spazio. Potrebbe essere più facile in questo caso evitare gelosie».

 

Carattere e personalità sono variabili da tenere in considerazione «Un bambino dai tratti impulsivi manifesta apertamente i propri vissuti mentre chi ha un temperamento introverso potrebbe trattenere le emozioni senza lasciar intendere nulla, come anche la dinamica familiare e lo stile educativo dei genitori, che con i loro comportamenti possono appianare o accentuare le gelosie».

 

 

COME PREVENIRE LA GELOSIA TRA FRATELLI

Cosa possono fare i genitori per "prevenirla"? «Anzitutto dobbiamo vedere la gelosia in ottica evolutiva: è un vissuto che fa parte dell’esperienza dell’essere fratelli. Bisogna osservare i bambini comprenderli e accompagnarli».

 

1 - Comprendere e accompagnare

«La gelosia fa parte della relazione fraterna: è un sentimento normale e inconsapevole. Cosa c’è in gioco? L’affermazione di sé e la conquista del proprio ruolo nella dinamica familiare».
 

2 - Guardare il lato positivo

«Io parto dal presupposto che la relazione fraterna è una palestra di vita e una grande opportunità di sviluppo psicologico e sociale, e imparare a gestire la gelosia è una competenza che sarà utilissima ai bambini in futuro. Si tratta di un sentimento che sorge spontaneo e inconsapevole: non serve circondarlo di grandi astrazioni, perché il bambino non comprende con il ragionamento ma attraverso le esperienze che vive. Per aiutare i piccoli a gestirla quindi bisogna adottare uno stile educativo che permetta certe esperienze e contenga momenti difficili».
 

3 - Preservare l’unicità di ciascun bambino

«Se la mamma è incinta o sta allattando, la sorellina o il fratellino più grandi possono essere aiutati a ripercorrere la propria storia. Anche loro sono stati nella pancia e sono stati allattati o hanno preso il biberon: bisogna raccontarglielo, in modo che anche i figli grandi possano ripercorrere la loro storia. Questa esclusività che vede nel fratellino o nella sorellina è stata anche sua, è utile quindi raccontare degli aneddoti, dei particolari propri di quel bambino, mostrare foto o video che lo ritraggono da neonato».
 

4 - Dare a ognuno ciò di cui ha bisogno

«Ognuno ha la sua personalità: non è vero che i genitori devono garantire le stesse cose ai figli. Se compro dei pasticcini, non è detto che io debba darne due a uno e due all’altro: ognuno vuole essere visto per la persona unica e preziosa che è, in base ai propri gusti personali e inclinazione di carattere. Ad esempio, a un bambino potrebbe piacere invitare gli amichetti a casa, all’altro vedere i film nel lettone. Il criterio diventa dunque dare a ciascun figlio ciò di cui ha bisogno, ciò che lo fa sentire amato».
 

5 - Alleggerire le regressioni

«Se il grande dà un pizzicotto al piccolo, non farne una tragedia ma inquadrare il gesto, anche riconoscendo al grande il fastidio provato: “Capisco che il fratellino pianga sempre e sia un po’ fastidioso da sentire, però questo non va bene, perché gli fai male”. Non gli va assolutamente detto “ora che gli hai dato il pizzicotto vai in punizione”. Il messaggio da dare è: “io ti capisco e non ti giudico cattivo e dispettoso”».
 

6 - Verbalizzare

«La verbalizzazione del vissuto del bambino lo aiuta a leggere l’esperienza emotiva che sta vivendo: “Certo che la sorellina piccola porta via tanto tempo alla mamma”. Se il figlio grande di tutta risposta si ciuccia il dito non farne un dramma, passerà. Preoccupiamoci invece di accompagnarlo in questa nuova esperienza, facendogli capire che ora lo spazio si deve spartire tra due o più. Il papà quindi potrebbe portare il grande fuori a fare un giretto, i nonni invece provvederanno a una merenda con il gelato: per il grande ci sono nuove esperienze possibili».
 

7 - Dividere gli spazi

«Quando i bambini sono più grandi, diventa essenziale dividere gli spazi (“Questo è il tuo questo il suo”) e stabilire delle regole chiare: ci sono giochi di uno, dell’altro, ci sono delle cose di tutti».
 

8 - Regole chiare

«Non serve sgridare o mettere in punizione, non serve mettere il bambino all’angolo e umiliarlo, ma allenarlo alle regole. Un buon stratagemma per sedare le liti da gelosia è mandarlo in camera a riflettere, per poi tornare a chiedere scusa. Il genitore è come sempre modello educativo che aiuta a verbalizzare, a riflettere e a trovare la soluzione. Io non sono per un “lasciar fare” pensando che poi i bambini se la caveranno da soli in modo spontaneo. I piccoli devono essere accompagnati dentro le relazioni».
 

9 - Non dare etichette

«Mai fare confronti e differenze: “Tu sei cattivo, tuo fratello è generoso, lui è bravo a scuola e tu no”, sono frasi da bandire».
 

10 -Non spaventarsi

«La gelosia è normale: non ci si deve scoraggiare, non bisogna essere rigidi e autoritari perché questo atteggiamento non porta a nulla».
 

11 - Garantire uno spazio mentale per ognuno

«Per ogni bimbo presente in casa ci dovrebbe essere uno spazio dedicato, ad esempio: “Tuo fratello invita un amico e quindi vorrebbero giocare da soli. Io e te facciamo una torta o qualcosa che ti piace”. Ogni figlio ha una differenza e va valorizzata: chi è sensibile viene elogiato per questo, chi organizza i giochi e intrattenimenti va riconosciuto per questa sua abilità. Chi ha manualità e spirito di concretezza può offrire validi aiuti in famiglia».