Nostrofiglio

Psico bambini

Come educare i bambini all'autonomia

autonomia-bambino

06 Maggio 2013 | Aggiornato il 13 Settembre 2016
E' fondamentale stimolare l'indipendenza del bambino fin da quando è molto piccolo. Ne raccoglierà i frutti quando andrà a scuola e quando dovrà affrontare gli ostacoli della vita. I consigli ai genitori del metodo Feuerstein, secondo Nicoletta Lastella, presidente del Centro per lo Sviluppo delle Abilità Cognitive

Facebook Twitter Google Plus More

di Nicoletta Lastella

Un bambino autonomo non è solo frutto della generica buona educazione fornita dai suoi genitori, ma di strategie educative costruite nel tempo, sin da quando è piccolo.

I genitori spesso pensano che il bambino ha bisogno di tutto e per questo intervengono continuamente sostituendosi a lui in ogni situazione che potrebbe far fare esperienza di capacità di autonomia.

Sin da quando è piccolo un bambino ha bisogno di cure ma anche di modelli di persone che se la sanno cavare in ogni situazione e che pretendano che il loro figlio sia protagonista delle sue azioni e "sia del gruppo", ovvero capace di cavarsela come gli altri membri della famiglia. Leggi anche: un bambino sereno e amato. Dunque più intelligente

Come rendere il bambino autonomo

Abituarlo pian piano a reggere il suo biberon, pretendere che regga il cucchiaio per mangiare da solo il prima possibile, togliere il passeggino quando ormai cammina evitando di portarlo ancora alla scuola materna senza usare le sue gambe, addirittura decidere di togliere gradualmente il pannolino come facevano i nostri genitori già prima dell'anno per eliminarlo con tanta pazienza (ma determinazione). Sono solo alcune azioni che, come sapienti genitori, possiamo intraprendere per evitare di sostituirci ai nostri figli. Il messaggio che si deve dare sin da piccoli deve essere chiaro: mi fido di te, puoi farcela, sfida il mondo diventando grande!

I genitori invece spesso sono comodi nel sostituirsi al proprio figlio perché non c'è tempo, si corre sempre! Ma il tempo è tiranno anche per i nostri figli i quali, per sviluppare abilità di pensiero efficaci ed autonome, hanno bisogno da subito di sentirsi in grado di occuparsi della propria persona, senza supporti inutili. In questo modo si svilupperanno in futuro abilità di sopravvivenza e di problem-solving, capacità di trovare le più diverse alternative per gestire e non subire le situazioni.

Le azioni mirate sull'autonomia del bambino dentro la casa (che una volta i nostri genitori e nonni intraprendevano senza tanta filosofia perché non c'erano tanti aiuti come oggi) sono il primo gradino per generare menti attive ed autonome a scuola.

Chi sa cavarsela da sempre non ha motivo di chiedere costantemente aiuto nel fare i compiti.

Autonomia? Una marcia in più per chi ha problemi di apprendimento

E anche chi ha problemi di apprendimento ha una marcia in più con dietro genitori che hanno investito tutto nell'autonomia del proprio figlio da sempre.

Io con questi obiettivi in tasca ho persistito con mio figlio Davide di 20 anni con sindrome di Down che non hai mai fatto un programma differenziato a scuola. E' stato aiutato anche dalla Pedagogia della Mediazione di Reuven Feuerstein appresa in Israele e che mi ha dato spunti utilissimi per generare autonomia di pensiero anche in un figlio che, a causa del suo cromosoma in più, appariva lontano anni luce dal vivere una vita autonoma.

Gli altri miei tre figli hanno messo ulteriormente noi genitori in una ricerca continua di opportunità quotidiane perché tutti fossero autonomi e collaboranti dentro una famiglia nella quale si doveva investire il triplo perché uno dei membri colmasse le sue notevoli fragilità nel raggiungere un'autonomia di vita.

Oggi Davide mi sfida, tornando a casa all'una di notte dopo aver passato la serata con gli amici di Garbagnate Milanese, luogo dove abitiamo. Se lo chiamo al cellulare a volte appositamente non mi risponde, mi dice che è una questione di principio: "Mamma, non mi devi stare addosso!!! Non ti rispondo perché non mi devi controllare, so io quando torno e cosa devo fare".

 

L'autrice dell'articolo

Nicoletta Lastella, Presidente Centro per lo Sviluppo delle Abilità Cognitive Cooperativa Sociale, Centro Autorizzato Formazione Metodo Feuerstein (www.sviluppocognitivo.it)

 

Ti potrebbe interessare:

 

 

Vuoi confrontarti con altre mamme? Entra nel forum

Potrebbero interessarti altri articoli delle sezioni Bambino 1-3 anni, Bambino 3-6 anni eBambino 7-13