educazione

Come gestire un bambino oppositivo

Di Sara Sirtori
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10 agosto 2019
Che cos'è un bambino oppositivo e come fare a gestirlo? Abbiamo chiesto ad Alli Beltrame, counsellor e autrice del libro "Invece di dire... Prova a dire" come affrontare, con amore e pazienza, i momenti critici, in cui il bambino assume un comportamento in cui si contrappone ai genitori.
 

Qual è l'approccio migliore per affrontare un bambino oppositivo?

 

Alli Beltrame, mamma e counsellor professionista e Laura Mazzarelli, insegnante e pedagogista nel parlano nel loro libro “Invece di dire... Prova a dire”.

 

E' un manuale di istruzioni utile a tutti i genitori per affrontare i capricci, un vademecum per relazionarsi con i propri figli attraverso una comunicazione volta a superare i comportamenti difficili.

 

 

 

Abbiamo intervistato Alli Beltrame, che ci dà alcuni consigli su come gestire un bambino oppositivo.

 

 

Quando e perché un bambino è oppositivo?

 

"Il tema dei bambini oppositivi è molto caldo. Oggi i bambini sono inseriti in ritmi molto veloci, faticosi da sostenere e questo crea loro uno stato di ansia, insostenibile per un bambino."

 

Spesso gli adulti hanno la pretesa che il bambino comprenda le sue esigenze, quando in realtà è il contrario: "I bambini non hanno esperienza ed hanno bisogno di essere accolti e ascoltati. Siamo noi adulti che dobbiamo cercare di comprendere i loro disagi e bisogni. Affrontare un bambino oppositivo significa fermarsi e cercare di offrirgli ascolto, amore, e aiutarlo a esprimere quello che sta cercando di dire attraverso comportamenti inaccettabili."

 

 

Come gestire un bambino oppositivo?

 

"Gestire un bambino oppositivo è difficile perché scatena nel genitore un senso di inadeguatezza. Non dobbiamo prendere i comportamenti del bambino sul personale, ma dobbiamo ridimensionare le nostre aspettative, guardare il presente capire cosa il proprio figlio stia cercando di dirci con questo comportamento. Ciò che per noi è considerato stupido per lui può essere importante. E’ fondamentale focalizzarci su di lui e ascoltare il suo bisogno."

 

 

Come non perdere la pazienza?

 

"Spesso l’adulto che perde la pazienza ha una sorta di timer che quando viene superato un limite esplode. Il lavoro che dobbiamo fare è dentro di noi, dobbiamo mettere in pausa i nostri bisogni e le nostre esigenza. Il consiglio è quello di fare un respiro profondo, riossigenare il cervello e trovare delle strategie creative per affrontare un momento critico.

 

I momenti critici si superano riattivando l’amore e riscoprendo la relazione con i propri figli."

 

 

Perché è importante il rinforzo positivo?

 

"Partiamo dal presupposto che nella nostra cultura evidenziamo sempre quello che non va fatto e gli errori, come se questo stimoli l’altro a fare meglio."

 

Prosegue Alli: "Dovremmo invece riuscire a segnalare le cose che non vanno bene, ma spiegando come andrebbero fatte. E’ fondamentale dire al bambino che sta facendo una cosa bene, che ci piace quello che sta facendo, raccontando le nostre emozioni, questo nutre la positività della relazione con i nostri bambini.

 

 

Guarda il video con le pillole di Alli Beltrame: