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Come insegnare l'empatia ai bambini nativi digitali

empatia

27 Febbraio 2018
L'empatia, il rispetto verso gli altri, la gentilezza, sono abilità fondamentali per vivere bene in società; ma sono anche ingredienti fondamentali di successo e felicità individuale. Eppure il fenomeno selfie e l'abuso della comunicazione attraverso smartphone sta fomentando tra i giovani un atteggiamento narcisistico con conseguente perdita di empatia. La psicologa americana Michele Borba nel suo libro "Unselfie" spiega quanto invece sia importante insegnare ai  bambini l'empatia in un mondo dominato dal digitale. 

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L’empatia è la capacità di comprendere gli altri, di sintonizzarsi sui sentimenti altrui, di capire gesti e parole delle persone che ci circondano. 

Non solo è un requisito fondamentale per vivere bene in società, ma aiuta anche a sviluppare relazioni personali e professionali fondamentali per il successo.

 

L'attuale generazione di adolescenti e preadolescenti è però sempre meno empatica verso gli altri. 

I ragazzi passano molto del loro tempo a farsi selfie e a pubblicarli sui social. Sono immagini elaborate, edulcorate, che  mostrano una realtà bella e positiva, certamente non corrispondente alla realtà. 

Questa autocontemplazione di sé, unita al fatto che si preferisca messaggiare piuttosto che parlare faccia a faccia, sta facendo sì che ci sia un aumento crescente di narcisismo tra i giovani con conseguente perdita di empatia. 

In questo modo si rischia che i giovani perdano il senso di comunità e di rispetto verso gli altri.

 

La psicologa americana Michele Borba ha scritto nel suo libro "Unselfie" quanto sia importante insegnare ai bambini l'empatia.


"Sviluppare l'empatia è un fattore predittivo fondamentale per aiutare i bambini ad avere successo nel nostro mondo globale, guidato dalla tecnologia digitale". 

 

La ricerca che riporta nel libro mostra un aumento del 58% di pensieri, aspirazioni e azioni egocentriche tra i ragazzi dei college americani e una diminuzione del 40% del comportamento empatico.

 

"La 'sindrome del selfie' non riguarda esclusivamente foto e social network", spiega Borba. "Si riferisce a un cambiamento nella nostra cultura generale verso l'iperindividualismo, un cambiamento notato per la prima volta intorno al 2000. Siamo diventati più competitivi e auto-focalizzati con l'ascesa della realtà televisiva; anche i testi musicali che una volta cantavano "due cuori battono come uno", ora dicono "il mio cuore...". 

 

Ma qual è l'antidoto all'era dell'io? E' insegnare l'empatia: la capacità di mettersi nei panni di un altro e immaginare come si sente quella persona.

Nel suo libro Borba riporta nove strategie per sviluppare l'empatia e combattere il narcisismo.

 

1. Sviluppate l'alfabetizzazione emotiva: 
 In un'epoca di sms, i bambini non imparano a riconoscere i segnali del viso e l'intonazione della voce delle persone. Per comprendere i propri sentimenti e quelli altrui, Borba consiglia "di ritrovarsi in famiglia ogni giorno sempre alla stessa ora, ideale è il momento dei pasti, per parlare e condividere gli eventi della giornata, senza cellulari. Solo ascoltando dal vivo si possono cogliere i sentimenti delle persone: dall'espressione del viso, dal tono di voce... in questo modo si entra in empatia. 

 

 

2. Spiegate ai figli che in famiglia si coltiva la gentilezza
Dite ai vostri figli che in famiglia ci si aspetta che ognuno sia gentile, premuroso, socialmente responsabile verso gli altri. "I genitori devono anche mettere in pratica ciò che predicano".

 

La gentilezza è un valore importantissimo da insegnare, non solo le persone gentili sono le più felici, ma uno studio del National Institute on Aging di Baltimora ha rilevato quanto faccia bene alla salute; e un'altra ricerca della North Carolina State University ha dimostrato che la gentilezza dà ottimi risultati professionali quando si deve lavorare in team. 

 

 

3. Insegnategli a mettersi nei panni degli altri
"Abituate i vostri figli a chiedersi: "Come mi sentirei se fossi quell'altra persona?" Chiedeteglielo anche di un personaggio di un cartone che magari è triste o arrabbiato.

 

4. Leggetegli buoni libri
La narrativa di buon livello è utilissima per imparare l'empatia. Leggetegli libri come la "Tela di Carlotta"; oppure ricchi di dilemmi morali, come il romanzo "Wonder". 

 

 

5. L'importanza della respirazione
I bambini devono imparare a gestire le proprie emozioni attraverso l'autocontrollo. "Quando si accumula lo stress  a volte andiamo in modalità sopravvivenza e disattiviamo l'empatia", dice Borba.

"La respirazione profonda è un modo per raggiungere uno stato più consapevole. Dico ai bambini di fare respiri lenti e profondi dalla loro pancia. Potete insegnare questa tecnica anche ai più piccoli."

 

 

6. Allenate la gentilezza
 Se ci si comporta sempre bene, la gentilezza diventa un'abitudine.

"Conosco una famiglia che chiede ai bambini di fare ogni giorno due cose gentili e poi riferirle a cena.

Si tratta di cose semplici, come sorridere a un altro bambino o aprire la porta a un insegnante. Questo allenamento sviluppa una mentalità premurosa.

Un'altra idea potrebbe essere quella di creare delle carte con alcune azioni gentili, metterele in un cestino e farle pescare ai bambini ogni giorno".


7. Insegnare a risolvere i conflitti
"Chi fa sport di squadra sa che per vincere i giocatori devono essere  collaborativi e problem solvers quando sorgono dei conflitti". 

Tuttavia, la società di oggi può essere molto competitiva e tutti vogliono avere ragione.

"Incoraggiate i bambini più piccoli a risolvere le liti ricorrendo a giochi come la morra cinese (carta, forbici, sasso). Ai più grandi si può suggerire di: fermarsi, ascoltare i sentimenti dell'altro, raccontare a turno il problema senza interruzioni, restringere le scelte verso una soluzione che vada bene a entrambi, decidere e stringersi la mano".


8. Correre il rischio 
 "I bambini che imparano il coraggio morale, hanno più probabilità di diventare futuri leader" spiega Borba, che ha studiato le opere e le biografie di 30 vincitori del premio Nobel. "Sono bambini che non sopportano il bullismo o di vedere un altro bambino sconvolto".

Ma a volte non è facile prendere posizione contro le prepotenze.

 

 "I Navy Seals (Forze speciali della Marina degli Stati Uniti) imparano

quattro tecniche per superare le situazioni difficili" spiega la psicologa.

"Provate a trasmetterle ai vostri figli.

 

La prima è avere un dialogo interiore positivo e ripetersi: "Sto calmo e ho il controllo".

La seconda è spezzettare il problema in piccoli passi: "posso superare i prossimi 5 minuti..." Quando quei 5 minuti sono passati, ripeterlo di nuovo fino alla risoluzione del problema.

La terza è la respirazione profonda che allontana la paura.

La quarta è fare una prova mentale e visualizzare il successo".

 


9. Crescete un bambino che fa la differenza

"I genitori devono anche incoraggiate i bambini a inseguire le proprie passioni e sogni", dice Borba. "Per esempio potete usare i giornali, non per le cnotizie negative; ma trovate storie edificanti e leggetele ai bambini prima di andare a letto: riempiteli con la meraviglia del mondo".