DEMENZA SENILE

Come spiegare l'Alzheimer ai bambini: la guida per mamme e papà

Di Alice Dutto
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2 maggio 2019
Nel libro “Nonna dimentica” pubblicato da Erickson, l'esperta Eloisa Stella ha stilato una serie di utili consigli per affrontare la situazione con i propri figli. Ecco come comportarsi in questi casi

La nonna con cui i vostri figli giocavano non ricorda più chi sono, si dimentica le cose e dove le ha messe e i bambini, inevitabilmente, cominciano a farvi delle domande.

 


Come spiegare l'Alzheimer ai bambini? Lo spiega bene il libro “Nonna dimentica” di Paul Russell e Nicky Johnston (edizioni Erickson) che, oltre a una storia dedicata ai più piccoli, contiene anche una guida per i genitori a cura di Eloisa Stella, cofondatrice e vice-presidente dell'associazione Novilunio onlus e consulente della Commissionie europea per la valutazione di progetti che promuovano l'invecchiamento attivo e le tecnologie per le persone anziane e con disabilità.

 

 

 

 

Perché spiegare la demenza ai bambini

 


Spesso i genitori sono combattuti se dire la verità ai bambini o raccontare una bugia bianca. Ma gli esperti sono concordi: anche i più piccoli che vivono la vicinanza con una persona cara malata hanno bisogno di spiegazioni e rassicurazioni. I genitori non dovrebbero avere timore, perché spesso questi bambini sono molto resilienti, cioè riescono a mettere in campo risorse inaspettate per affrontare la situazione.

Spiegare loro l'Alzheimer è importante, perché comunque percepiscono che qualcosa non va o c'è tensione in famiglia e possono sentirsi esclusi o traditi dal silenzio degli adulti. «Hanno bisogno di sentirsi compresi» sottolinea l'esperta nel libro, perché quando si trovano in queste situazioni potrebbero sviluppare diversi sentimenti come tristezza, dolore, senso di perdita, paura e preoccupazione, imbarazzo o frustrazione e così via.

«Tutti questi vissuti sono assolutamente normali ma, come abbiamo accennato sopra, non tutti i bambini reagiscono nello stesso modo. Alcuni vivono la malattia dei loro nonni con molta naturalezza, altri potrebbero apparire molto tristi o afflitti. Altri ancora, invece, potrebbero sembrare disinteressati alla situazione oppure frustrati o impazienti». È quindi molto importante fare chiarezza.

 

Come spiegare l'Alzheimer ai bambini piccoli


Più sono piccoli più, sorprendentemente, potrebbe essere facile affrontare la questione.

I bambini piccoli infatti «tendono a non avere preconcetti su come una persona dovrebbe comportarsi. Ciononostante rimanete in allerta in caso di eventuali situazioni che potrebbero metterli a disagio o esporli a qualche rischio se il nonno o la nonna non fosse più in grado di giudicare la sicurezza di una situazione. In questi casi, è raccomandabile non lasciarli soli».
 

 

Come spiegare la demenza ai bambini

 

Una volta compreso il perché è bene spiegare la situazione ai bambini, ecco qualche consiglio su come farlo al meglio:

 

 

1. Mettetevi nei loro panni

 


Chiedetegli come si sentono e ascoltate con attenzione quello che dicono. «Provate a immaginare la situazione dal loro punto di vista. Questo vi aiuterà a capire esattamente le loro preoccupazioni o incomprensioni».

 

 

2. Siate sinceri

 

linguaggio diverso

 

non cercate di “indorare la pillola”

 

 

3. Fate degli esempi pratici

 

 

 

 

4. Datevi tempo per comprendere

 


«Siate il più possibile accoglienti e disponibili al dialogo, in modo che si sentano liberi di condividere apertamente i loro vissuti e possano chiedervi tutto ciò che ritengono opportuno per capire la situazione».

 

 

6. Rassicurateli

 

rassicurarli

 

Le giuste risposte alle loro domande


Alla fine del libro c'è una sezione che spiega praticamente come rispondere alle loro domande nel giusto modo: da che cos'è la demenza a perché le nonna si arrabbia con me, l'esperta Eloisa Stella ha elaborato delle risposte che possono essere utili per mamme e papà.

Un esempio: «La nonna si dimenticherà di me? Man mano che la malattia avanza, la nonna potrebbe dimenticarsi di tante cose, ma si ricorderà sempre di quanto vi volete bene».