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Come sentono i bambini: 5 modi per stimolare le loro emozioni

Di Alessia Calzolari
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29 Giugno 2017 | Aggiornato il 21 Marzo 2018
La maestra Donatella Celli spiega ad insegnanti, educatori, ma anche mamme e papà come aiutare i bimbi ad entrare in relazione con le loro emozioni ed esprimerle
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Gli adulti sono chiamati ad accompagnare i bambini ad essere ciò che sono nel profondo. Detta così sembra quasi facile, ma se già è difficile per gli adulti esprimere o decifrare le proprie emozioni, figurarsi per i bambini che a volte non riescono nemmeno a comprenderle, o che non hanno gli strumenti giusti per descrivere ciò che provano.

 

Il libro “Il sentire dei bambini” di Donatella Celli (Tecniche nuove) è rivolto ad educatori e insegnati proprio per aiutarli nel catalizzare in maniera positiva, costruttiva ed educativa ciò che i più piccoli sentono. Attraverso indicazioni metodologiche chiare e semplici, l’autrice fornisce delle linee guida per affrontare situazioni complesse e per favorire l’apprendimento, costruendo un rapporto armonico tra scolari, insegnanti e genitori. Il testo è molto utile anche per le mamme e i papà: quante volte non si è certi se il modo in cui si interagisce con i piccoli sia realmente il più proficuo ed educativo?

 

 

Il ruolo di ogni adulto che ha a che fare con un bimbo

«Chiunque si trovi alle prese con un bambino è un insegnante» sostiene l’autrice, poliedrica insegnate elementare da oltre 25 anni laureata in filosofia e pedagogista (è anche Counselor Sistemico e il suo curriculum vanta anche un diploma in “MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi”, un master sul disagio preadolescenziale e formazione anche in ambito di costellazioni familiari e somatic experiencing, temi su cui tiene anche percorsi formativi).

E gli insegnamenti che un adulto fornisce dovrebbero servire per favorire la gestione delle emozioni e consentire di interagire con le diversità, instaurare relazioni rispettose e apprezzare il bello che ci circonda. Sicuramente non è un compito facile, ma dona un’immensa ricchezza a chi accompagna un bimbo alla scoperta delle sue potenzialità.

 

Cosa dovrebbero imparare i bimbi

Secondo l’autrice la “nozione” più importante da trasmettere, che sia a scuola o a casa, è portare i bambini «a riconoscere ciò che hanno dentro di loro, la loro unicità, il loro valore, i loro talenti, a riconoscere e rispettare i propri bisogni, ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte». Comunicare ciò che si sente, i propri disagi e i conflitti è uno strumento per dare valore alla diversità nel rapporto con l’altro, ma anche all’accettazione e al rispetto di noi stessi. Conoscersi aiuta a conoscere l’altro in un clima di fiducia, rispetto e collaborazione.

 

 

Come stimolare i bimbi a esprimersi

Nella pratica, spesso i bimbi che hanno più difficoltà a esprimere le proprie emozioni sono quelli che vengono etichettati come vivaci oppure "difficili". Donatella Celli, attraverso una serie di testimonianze reali, spiega come poter arrivare alle emozioni dei bimbi. Questi esempi possono essere molto utili sia nelle classi che a casa, per costruire un rapporto adulto-bambino che aiuti il bimbo a crescere al meglio. Ecco qualche spunto che ogni mamma o papà può replicare facilmente anche a casa:

 

1. A ognuno il suo linguaggio

Alcune persone sono portate per la scrittura, altre dipingono, altre ancora trasferiscono in musica le loro emozioni: anche per i bambini è così. Il consiglio che dà la maestra è di far scegliere al bambino il linguaggio con cui comunicare. «A volte quelli tradizionali sono rifiutati a priori perché da una parte vissuti come imposti dall’adulto e dall’altra sentiti superiori alle loro capacità». Quello che si può fare, eventualmente, è provare col tempo a fargli tradurre ciò che prova da un disegno (se, ad esempio, è questo il suo modo di esprimersi preferito) a un testo scritto.

 

2. Le conquiste vanno festeggiate

Definite dei piccoli traguardi e istituite dei riti con cui festeggiarne il raggiungimento: il primo compito finito senza alzarsi dalla scrivania, la litigata risolta senza picchiarsi, il vestirsi da soli senza capricci la mattina…
«Attraverso la celebrazione e il festeggiamento viene dato valore, forza, consolidamento a ogni nuova comprensione. Il raggiungimento di ogni obiettivo porta il bambino ad avere sempre più fiducia e stima di sé».

 

3. E le aspettative innalzate

Dopo aver festeggiato una nuova conquista, può essere utile porre al piccolo un nuovo obiettivo, più difficile da raggiungere quanto basta per stimolarlo a fare nuove conquiste e acquisire nuove consapevolezze, ma non tale da spaventarlo. Il messaggio da inviare, di fronte alle obiezioni, è: «Anche se a te sembra di non farcela io so che ce la puoi fare».

 

4. Mai dimenticare le proprie emozioni

Bisogna dare valore anche al proprio stato d’animo, dire al proprio bimbo quando ci si sente particolarmente stanchi, arrabbiati, ma anche felici. «Questo aiuta i bambini a “normalizzare” le loro sensazioni ed emozioni, a sentirsi compresi e accettati qualunque sia il loro stato d’animo».

 

5, A ognuno il suo ruolo

Ci sono alcune regole e dei comportamenti su cui non si transige, anche se provocano delle reazioni negative da parte del bimbo, l’adulto deve svolgere il ruolo del grande. «Autorevolezza e determinazione, da non confondere con autoritarismo e intransigenza, sono pietre miliari del nostro cammino».