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10 modi PRATICI per educare i bambini all'autonomia

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23 Agosto 2016 | Aggiornato il 18 Ottobre 2017
Mangiare da solo lo aiuta a sviluppare la manualità e la stima di sé. Apparecchiare la tavola e rastrellare le foglie in giardino sono esercizi utilissimi di prescrittura. Saltare la corda e far rimbalzare la palla contro il muro allenano l'intelligenza musicale. Diverse attività quotidiane possono allenare i bambini ad acquisire autonomia e a sviluppare diverse intelligenze. I consigli sono di Jacqueline Bickel, coautrice del libro "Come educare i figli presto e bene"

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"Educare significa fornire precocemente al bambino il massimo di autonomia," dice Jaquelin Bickel, esperta di linguaggio e apprendimento infantile e coautrice insieme a Graziella Baracchini Muratorio del libro 'Come educare i figli presto e bene' (Books & Company).

"Insegnare a un bambino a fare da solo e a svolgere piccoli compiti domestici non solo significa renderlo più sicuro di sé e aumentare la sua autostima, ma anche contribuisce a sviluppare le sue intelligenze e a porre le basi per dei buoni risultati scolastici e del suo futuro lavorativo.

"Attività pratiche come riordinare, spazzare, stendere i panni, mangiare da solo... sono infatti più correlate di quanto si pensi ai compiti richiesti dalla scuola", spiega Bickel.

 

1) Mentre il bambino fa qualcosa da solo, voi "fate la telecronaca", così imparerà a parlare bene

Per sviluppare l'intelligenza linguistica non basta parlare molto al bambino (che comunque serve), ma ancora più utile è un genitore che commenta a parole quello che il bambino sta facendo, in questo modo si ha l'opportunità di legare ai pensieri del bambino, ancora astratti, il lessico (le parole) e la sintassi (come si costruisce una frase) della lingua italiana.

Ad esempio si deve lasciar che un piccolo apra da solo il rubinetto dell'acqua e mentre lo fa il genitore gli dice (scandendo bene le parole, in modo che sia chiaro il rapporto tra l'azione e il nome dell'oggetto) “alzi la leva del rubinetto...esce l'acqua calda... ora lavi le mani con un po' di sapone...”. E va ripetuta tutte le volte che il bambino si deve lavare le mani, così potrà memorizzare bene la sequenza delle parole.

2) Abituatelo a mangiare da solo il prima possibile

La prima autonomia che va insegnata a un bambino è quella di mangiare da solo. Si parte durante lo svezzamento mettendogli piccoli pezzi di cibo nel piattino, in modo che se li porti da solo alla bocca, (mentre compie queste azioni non dimenticatevi la "telecronaca" per aiutarlo nello sviluppo linguistico).

Appena più grandicello si passa all'uso del cucchiaino e della forchetta, fino al coltello per tagliare i cibi più morbidi come patate, banane e per spalmare marmellate o formaggini. In parallelo bisogna insegnargli a portare il bicchiere alla bocca e a pulirsi da solo con il tovagliolo. E' anche utile coinvolgere i piccoli nella preparazione di torte e biscotti.

Tutte queste attività sviluppano la manualità e l'imparare a maneggiare le posate, come gli adulti, fa crescere l'immagine di sé e l'autostima.

Leggi anche: COME EDUCARE I BAMBINI ALL'AUTONOMIA

3) Fategli apparecchiare la tavola e imparerà a contare

Il momento della cena è anche ottimo per insegnare attività pratiche che saranno utili per quando andrà a scuola. Ad esempio chiedergli di mettere in tavola un piatto per la mamma, uno per il papà, uno per il fratellino, sviluppa la capacitò di contare: 'siamo in quattro, servono quattro piatti'.

Svuotare la lavapiatti e riporre le posate nei cassetti forchette con forchette, cucchiai con cucchiai... rappresenta una prima attività di classificazione.

Inoltre saper apparecchiare richiede di saper allineare i piatti sul bordo del tavolo, con accanto coltello e forchetta, in questo modo il bambino si esercita in un'attività di prescrittura: è come tracciare su un foglio tondi (piatti), bastoni (posate) e puntini (bicchieri).

4) Abituatelo a mettere in ordine i giochi e sarà facilitato nello studio

I genitori devono insegnare fin da subito a fargli rimettere a posto i giochi e in generale a tenere in ordine e ad aver cura delle sue cose. "L'abitudine all'ordine pratico" dice l'esperta "sarà utile quando il bimbo andrà a scuola, infatti è il prerequisito dell'ordine logico, cioè la capacità di mettere ordine fra le conoscenze."

Se si vorrà facilitare la capacità di studiare con ordine logico, sarà quindi indispensabile abituare precocemente all'ordine pratico.

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5) Per prepararlo alla scrittura abbandonate le matite e dategli una scopa o un rastrello

Per imparare a scrivere bene è molto importante esercitare il bambino all'uso di tutto il braccio. Quindi è meglio evitare, almeno fino ai tre anni, di far impugnare pennarelli e matite, che esercitano solo le punte della dita, ma dargli in mano strumenti più grossolani come scopa o rastrello che coinvolgono tutta la muscolatura del braccio.

Spolverare, spazzare una stanza, rastrellare le foglie in giardino... sono attività che esercitano il piccolo positivamente in compiti di prescrittura pratica e aiutano a prevenire, una volta a scuola, problemi di grafia illeggibile o disgrafia.

 

6) Saltare la corda, far rimbalzare la palla contro un muro... sono giochi che sviluppano l'intelligenza musicale

L'intelligenza musicale trova le sue radici più profonde in tutte le attività ritmiche. I tipici giochi che si facevano una volta in cortile sono scanditi da ritmi che sviluppano l'intelligenza musicale: Il gioco della campane, in cui si passa saltando con un piede da una casella all'altra, il gioco di far rimbalzare contro un muro, il salto della corda, spesso associato a canzoncine e filastrocche, l'abitudine alle conte.

Sollecitare i bambini a fare questi giochi "di una volta" e svilupperete la sua intelligenza musicale. Leggi anche La musica per bambini, un piacere senza obblighi

 

7) Imparare a leggere e scrivere: fate dei libretto con le etichette dei suoi alimenti preferiti

La relazione fra orale e scritto può essere precocemente messa in evidenza a partire dalle iscrizioni che i bambini vedono sulle confezioni dei loro alimenti preferiti: i succhi, il latte, i biscotti. Un esercizio utile è quello di staccare le etichette più conosciute dal piccolo e attaccarle sui cartoncini e farne dei libretti da sfogliare insieme.

Inoltre per avviare una buona relazione con la lingua scritta è importante che i genitori si dedichino a leggere libri. Potrebbe interessarti 15 libri esca per invogliare i bambini alla lettura

"In genere" dice l'esperta "è opportuno proporre sempre lo stesso libro in modo che il bambino abbia l'opportunità di far proprio il linguaggio elaborato. E ogni tanto collegare l'orale con lo scritto: seguendo col dito il rigo e le parole che vengono lette, indicando i nomi dei personaggi principali, chiedendo al bambino di indicare le parole che inizia a riconoscere o anche solo qualche lettera.

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8) Abituatelo a fare i compiti da solo

Se si fanno sempre compiti col proprio figlio invece di aiutarlo si corre il rischio di impigrirlo, inoltre il bambino finisce di convincersi di essere incapace di lavorare da solo, diminuisce così la sua autostima.

La responsabilità di eseguire da solo i compiti fa parte dell'autonomia logica, cioè l'autonomia nell'apprendimento scolastico. Certo i genitori non si devono disinteressare dei compiti, possono mettersi a disposizione del piccolo ma solo per aiuti occasionali.

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9) Le attività extrascolastiche vanno perseguite con impegno costante

"Coltivare la perseveranza in attività pratiche è un prerequisito all'impegno costante verso futuri compiti intellettuali" spiega l'esperta. "Ad esempio si osservano bambini che scelgono a fini ludici attività extrascolastiche, sportive o musicali, e le abbandonano alla prima frustrazione o alla richiesta di una più intensa partecipazione.

E i genitori in nome della libertà di scelta del piccolo accondiscendono a queste rinunce, contribuendo ad accrescere l'insicurezza e la mancanza di fiducia del figlio." I genitori devono lavorare per favorire e indirizzare i propri figli nel mantenere gli impegni presi in compiti pratici extrascolastici.

10) Aiutatelo a verbalizzare i sentimenti e imparerà l'autocontrollo

Un'altra educazione importante è quella all'intelligenza emotiva e va fatta dai 6 anni e non prima. Significa che il genitore deve educare il bambino ad esprimere a parole le proprie emozioni: gioia, entusiasmo, ma soprattutto paura, collera e tristezza. Soprattutto verbalizzando le emozioni negative il bambino saprà contenere i comportamenti violenti e impulsivi.

Per insegnare a dare un nome alle emozioni negative il genitore deve cogliere il momento giusto: vicino all'esplosione di rabbia, ma non in contemporanea.

Quindi bisogna aspettare che il piccolo si sia calmato, e subito affrontare il dialogo con parole come: "Ti sei proprio arrabbiato..." Ti senti triste..." e lanciargli il messaggio che è normale provare quei sentimenti e che anche a voi capita. Gli esempi forniti dai genitori sono molto utili per abituarlo all'autocontrollo.

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