Educazione

Mio figlio è una piccola 'peste'!

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08 Luglio 2008
Ci sono bambini che non stanno mai fermi e ne combinano di tutti i colori. Come si vive con una tale forza della natura? I consigli ai genitori
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Una forza della natura

Si chiama Tommaso e nello spazio bambini del mobilificio non si getta da seduto nella vasca di palline colorate, come gli altri bambini, ma con la testa in avanti e mentre si tuffa travolge almeno altri tre piccini. Questo diavoletto di due anni ha un aspetto dolcissimo, è sempre molto affettuoso, ma cerca i pericoli con il lumino.

Andare in gelateria con Tommaso per i suoi genitori significa: uno butta giù in fretta il caffè e dà rapidamente il cambio all’altro, che sta già correndo dietro a Tommaso. “Dobbiamo stare sempre sul chi va là”, dice Claudia. I bambini come suo figlio sono di solito più soggetti al rischio di incidenti, amano stare a contatto con la gente e non hanno paura di niente. In piscina si gettano nella vasca e al parco giochi giù dal castello. Inoltre portano sempre a termine quello che si sono messi in testa di fare.

Claudia e suo marito non vogliono sempre frenare e sgridare Tommaso, le parole che usano più spesso con lui sono “No” e “Non così!”.

Non ci invita più nessuno!

“Una volta in cui avevamo fatto visita a una famiglia di amici”, ricorda Claudia, “mio figlio non ha trovato di meglio da fare che arrampicarsi sulla fioriera del loro curatissimo giardino. Il nostro amico non l’ha trovato affatto divertente e ha tirato giù personalmente Tommaso. Cosa che mio figlio naturalmente non ha gradito”.

Il problema: gli estranei spesso colgono solo i lati snervanti, non quelli affascinanti, di queste piccole pesti. La conseguenza è che i genitori non riescono più a coltivare certe amicizie e non possono più frequentare determinati ristoranti. E naturalmente come madre o padre ci si chiede sempre: perché? Perché proprio a noi?

Almeno in parte può sollevare il fatto che molta di questa voglia di fare e sperimentare ha un’origine genetica. Questo temperamento innato quindi, viene spesso ereditato da uno dei genitori (o da entrambi).

Quattro consigli ai genitori

Ma come si può far sì che un concentrato di energia non metta costantemente a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri? Come si può aiutarlo a convivere meglio con il suo temperamento?

Consiglio numero 1: aumentare l’attenzione. Durante i primi anni i genitori devono avere mille occhi ed eliminare o rendere inoffensive le fonti di pericolo: fissare gli scaffali, bloccare prese e finestre, far sparire i coltelli appuntiti, ecc.

Consiglio numero 2: essere chiari. I bambini scatenati hanno bisogno di estrema chiarezza. Sarebbe meglio quindi:

  • dire al bambino cosa deve fare – e non quello che non deve fare;

  • porre poche domande;

  • fornire indicazioni per azioni specifiche (invece di “Metti in ordine!” meglio: "Le costruzioni vanno nella scatola rossa”. “Le automobiline sullo scaffale”.);

  • se il bambino tende a strillare, abbassare il proprio tono di voce;

  • ripetere le esortazioni;

  • parlare guardando il bambino negli occhi, toccandogli leggermente le spalle o il braccio, stabilendo cioè una vicinanza fisica.

Consiglio numero tre: “rallentare” la vita di tutti i giorni. La condizione ideale sarebbe un numero adeguato di momenti di pausa e non troppe attività. Creare possibilità di riposo, ridurre la televisione al minimo o eliminarla del tutto e la sera anticipare il momento della nanna, poiché il sonno è importante. Un’attività motoria eccessiva spesso è solo un sintomo di mancanza di sonno.

Consiglio numero 4: modificare la propria prospettiva. Non vedere soltanto lo stress e le limitazioni! I genitori di Tommaso, ad esempio, nei momenti di tranquillità trovano sempre la conferma di quanto sia adorabile il loro bambino. Ne sono consapevoli: se ha di nuovo rotto qualcosa, lo ha fatto per via della sua straripante gioia di vivere. Tommaso non è distruttivo, semplicemente necessita di un raggio di azione più ampio di quello degli altri bambini.

(articolo tratto da eltern.de)

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