Comportamento

Il bambino ha paura degli estranei: come comportarsi

Di Nostrofiglio Redazione
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8 luglio 2008 | Aggiornato il 13 marzo 2015
Il bambino improvvisamente è diventato timido? Quando in casa entra qualcuno che lui non conosce, inizia a piangere disperato? Non fatevi prendere dall'ansia, il bambino sta solo imparando i concetti di ‘conosciuto’ e ‘sconosciuto’. Ecco le strategie da mettere in atto in attesa che questa fase passi

Una settimana fa il tuo bambino ha guardato con occhi strani la donna al banco della carne ed è come cambiato? Ora si ritira fortemente se vede il pediatra, dei camerieri e altre persone che conosce poco?

 

Il bimbo non sta diventando riservato e particolare: sta solo imparando i concetti di ‘conosciuto’ e ‘sconosciuto’. Questa “timidezza” nei confronti degli estranei fa la sua comparsa di frequente attorno all’ottavo mese, spesso verso sera. Il bambino guarda da un'altra parte, si fissa su qualcosa e sprofonda la testolina sulla spalla della mamma. Il linguaggio del corpo non offre via di scampo: "Non tentare neanche di venirmi troppo vicino!"

 

Solo le persone fidate più prossime possono tranquillizzare il bimbo impaurito.

 

Tra gli effetti collaterali del sentimento di estraneità appartengono i nonni offesi. Sì, perché le nonne si considerano conosciute, anche se si fanno vedere solo ogni due settimane. Prendiamo la nonna di Luca, che un giorno, di nuovo sulla porta, si è trovata davanti la faccia impietrita del nipote: quando per salutarlo voleva accarezzargli la guancia, lui ha perso il controllo, il labbro inferiore proteso in avanti, poi un grido lamentoso.

 

Perché arriva la paura dell'estraneo?

 

Le cause non sono chiare al 100%. Gli scienziati però concordano nel dire che la sensazione di estraneità è un punto importante in una crescita sana, e che quindi non è la conseguenza di una mancanza di cura o di un errore nell’educazione.

 

I ricercatori paragonano il panico dell’estraneità con un errore di sistema nel cervello: nei primi nove mesi di vita il bambino ha sviluppato una forma molto particolare di comprensione: un linguaggio sensoriale fatto di gesti, suoni, mimica, odori e contatti.

 

Questo linguaggio però funziona solo in un team affiatato. Uno sconosciuto si può sforzare quanto vuole per imitare i gesti della mamma o le parole del papà; il suo odore, la sua voce, il suo aspetto: tutto è diverso dal modello abituale. Ed è proprio questo che i bimbi di otto mesi riescono lentamente a riconoscere. Il cervello comunica: ‘c’è qualcosa che non corrisponde’, ma non hanno la minima idea di come devono reagire a questa nuova esperienza.

 

Come reagiscono i bambini che hanno paura dell'estraneo

Non tutti i bambini reagiscono con la stessa intensità per la paura dell'estraneo.

 

Alcuni diventano un po’ più riservati del solito, altri invece piangono già solo se il nonno dice “Ciao”.È soprattutto una questione di temperamento.

 

Alcuni reagirebbero comunque con impeto, altri in principio sono un po' più freddi. Anche le esperienze sono importanti: i bambini che sono abituati a visite frequenti si abituano più velocemente a visi sconosciuti.

 

Comunque il sentimento di estraneità non si può evitare esponendo il piccolo a quanti più contatti sociali possibile: degli studi hanno dimostrato che la paura degli otto mesi riguarda anche le famiglie numerose o i kibbutzim israeliani.

 

Anche il singolo bambino non reagisce sempre allo stesso modo, ma a seconda di quanto il viso, la situazione o l’ambiente si discostano dallo schema abituale.

 

Tranquilli: la paura degli estranei di solito smette quando il bambino impara ad esprimersi diversamente, attraverso la parola ma anche con il linguaggio non verbale.

 

Che cosa possono fare mamma, papà e ... gli estranei

Consola il piccolo coniglietto pauroso! Se l’attacco di paura degli estranei diventa veramente qualcosa come un’avaria del computer (vedi sopra), l’unica cosa che aiuta è riavviare la macchina in braccio alla mamma.

 

Consigliamo di dare solo un’informazione ai visitatori e alle vittime:

 

1) Luca non ce l’ha con voi.

 

2) State un po’ distanti per favore. Innocui tentativi di avvicinamento (“Dai, su, vieni qui, non mordo mica!”) non fanno che amplificare la paura.

 

Sarebbe quindi una vera tortura dare il bambino in braccio alla zia (per così dire, per temprare il piccolo).

 

Non è per niente necessaria una cura per la paura dell'estraneo. Di solito sparisce da sola. Fino ad allora i bambini devono essere calmati: la migliore medicina consiste in un pizzico di distanza (da persone meno conosciute) e una proporzione enorme di vicinanza (a quelle conosciute).

Attenzione: non si dovrebbe sovradosare la distanza! È logico che debbano venire visite, ma siate accorti. E non buttatevi subito a capofitto sul bambino in un urlo di gioia. Uno sguardo di saluto breve e amichevole è già più che abbastanza.

 

Anche noi in fin dei conti ci riserviamo con il corpo una zona VIP nella quale non tutti hanno accesso.

 

Allora bisogna solo aspettare finché la piccola scimmietta faccia i primi passi di avvicinamento.

 

In fin dei conti la natura ha dotato i bambini anche di curiosità. Quindi di solito non è molto lontano il momento in cui rischiano uno sguardo furtivo o una risata molto accorta verso l'estraneo mentre sono sulla pancia di papà o in braccio alla mamma.

 

Articolo tratto da Eltern, la prima rivista tedesca per mamme e papà

 

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