GESTIRE LE EMOZIONI

Come insegnare le emozioni attraverso i colori

Di Alice Dutto
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19 febbraio 2019
Educare i bambini alle emozioni è un insegnamento potente. Saper riconoscere e gestire i propri sentimenti permette infatti loro di diventare adulti empatici, in grado di creare delle buone relazioni con gli altri

«Imparare a conoscere le proprie emozioni, a comprenderle, separarle e identificarle permette di conoscere meglio se stessi e di costruire un ponte con i desideri e bisogni più profondi di ogni individuo. L’educazione alle emozioni e ai sentimenti può essere un valido antidoto a tutte quelle emozioni agite in maniera distruttiva e violenta: chi è capace di riconoscere e comprende ciò che prova, lo può gestire con più facilità» spiega Francesca Vavassori, psicologa che ha ideato il percorso “Vedo tutto rosa” per insegnare le emozioni ai bambini attraverso i colori.

 

 

 

 

Come usare i colori per insegnare le emozioni

 

«I colori sono strumenti ideali per insegnare ai bambini, anche più piccoli, a riconoscere ed esprimere con più consapevolezza le emozioni che provano» spiega la psicologa.

 

Per farlo, si può utilizzare un approccio ludico: «In “Vedo tutto rosa” accoglievo i bambini in uno spazio strutturato: ogni materiale scelto veniva posizionato in maniera pensata e significativa, seguendo alcuni principi teorici di base delle arti terapie. Lavoravo con un massimo di otto bambini per dare loro la giusta attenzione. Al piccolo gruppo presentavo un'emozione partendo da quelle definite di base, come la rabbia, la paura, la gioia, la tristezza, il disgusto, e chiedevo loro di associare un colore e/o una forma a questa emozione» racconta Vavassori.

 

 

 


In genere, i lavori erano coerenti fra loro: «Spesso i colori scelti per rappresentare le emozioni erano simili, quasi a voler ricordare che in ognuno di noi, anche nei bambini, è presente un inconscio collettivo. I piccoli associavano alla rabbia il rosso o il nero, alla gioia il giallo, alla tristezza il blu, e così via. Non a caso, i colori hanno avuto nella storia e tutt’ora hanno una valenza simbolica ed emozionale che li contraddistingue».

«Dopo la scelta e la rappresentazione delle emozioni facevo raccontare ai bambini, solo se volenterosi di voler condivide in gruppo, com'era nato il loro disegno, se l’emozione provata ricordava qualche episodio in particolare e dove la sentivano nel corpo. Essere ascoltati dagli altri e poter condividere le proprie storie, senza giudizio, era un momento fondamentale del percorso, perché permetteva loro di rielaborare e prendere coscienza del proprio vissuto accolti e contenuti dal gruppo. Inoltre, i bambini imparavano che le emozioni hanno una risonanza corporea e che questo segnale può essere davvero utile per comprendere i propri vissuti e gestirli».

 

 

Anche a casa

 

Un percorso che si può ripetere anche a casa con mamma e papà: «Basta lasciare spazio ai bambini di esprimere, attraverso il disegno, il loro mondo interiore in uno luogo apposito, protetto e sicuro».

 


A loro si può chiedere di disegnare un'emozione con una forma e un colore particolare e poi discuterne insieme. «L'importante è non trarre conclusioni affrettate e non interpretare ciò che accade senza una guida – raccomanda la dottoressa –. Se i bambini fanno disegni dai toni e dai contenuti cupi e/o dubbi, non ci si deve spaventare subito a meno che, insieme ad altri segnali di disagio manifestati, gli stessi non scelgano di esprimere un malessere proprio attraverso il disegno. In questo caso, meglio non dire nulla al bambino, per evitare possibili interpretazioni che possono agitarlo, ma “integrare gli sguardi” e raccogliere altre informazioni dalle maestre, dall’allenatore e altre persone che conoscono il bambino, e se necessario rivolgersi a un esperto».

 

 

I barattoli delle emozioni

 


Un altro strumento utile per insegnare ai bambini le emozioni attraverso i colori è il libro “I colori delle emozioni” di Anna Llenas. Il volume, disponibile anche in versione pop up, racconta la storia del mostro dei colori che ha mescolato le emozioni: è quindi necessario disfare il groviglio per rimettere a posto allegria, tristezza, rabbia, paura e calma.

Alla fine, può essere utile realizzare insieme al piccolo i “barattoli delle emozioni”, come suggerito dal racconto, invitando il bambino a riconoscerle e a familiarizzare con esse. Si prendono dei vasetti di vetro (ma vanno bene anche quelli dello yogurt) e si dipingono con la tempera scegliendo un colore per ogni emozione (calma, tristezza, rabbia, allegria, paura e amore). Ogni volta che un membro della famiglia prova una di quelle emozioni può prendere il barattolo corrispondente. Se l'emozione provata è negativa – ad esempio tristezza, rabbia o paura – si poi prendere il barattolo opposto (calma, allegria o amore) in modo da recuperare la serenità.

 

In quest'ottica, altri strumenti utili possono essere: il barattolo della calma e il cestino della rabbia.

 

 

I libri per insegnare le emozioni

 


I genitori che vogliono insegnare le emozioni ai loro figli possono usare anche altri libri: «Uno che uso spesso con i bambini dai due anni in su è “Emozioni” di Van Hout: non ha testo e per questo è molto efficace per aprire un dialogo tra bambini e genitori sui sentimenti. Per parlare di integrazione, invece, è perfetto “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, mentre focalizzato sulla rabbia è “Che rabbia” di Mireille d'Allancé».