Educazione

Lettone, nì, ma il papà non deve rinunciare al suo posto. La parola agli esperti.

Di Antonella Galli
Paola-Scalari
16 Maggio 2013
Lettone si o no? La parola a Paola Scalari, psicoterapeuta dell’età evolutiva a Venezia.
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Lettone si o no? La parola a Paola Scalari, psicoterapeuta dell’età evolutiva a Venezia, 57 anni. Fra i suoi libri dedicati alle tematiche dell’educazione ricordiamo in particolare Adesso basta. Ascoltami! (Edizioni La Meridiana)

Prima di rispondere a questa domanda, credo convenga fare una breve riflessione sul tema. A mio avviso, infatti, spesso sono proprio i genitori a desiderare di avere i bimbi accanto a sé durante il sonno. Quasi che, in questo modo, volessero “compensare” la loro assenza durante la giornata, il poco tempo che riescono a dedicare ai figli. Riposare insieme la notte, allora, diventa una sorta di “rifornimento suppletivo” di vicinanza, affetto, trasmissione di calore.

E così, seppur inconsapevolmente, i bambini finiscono per essere “guidati” nel lettone dal desiderio di mamma e papà.

Per quanto mi riguarda, io non sono né del tutto contraria né del tutto favorevole alla possibilità del lettone. Mi piace pensare che, ogni tanto, eccezionalmente, in momenti particolari, un bimbo possa anche dormire accanto ai suoi genitori.

Ciò che considero decisamente negativo, invece, è il “far uscire” dal lettone uno dei genitori - che in genere è il papà - per far spazio al bimbo. Rinunciare al proprio posto nel letto coniugale sarebbe un grande errore per l’equilibrio della coppia.

Una volta conquistato il lettone, però, poi i bambini devono anche accettare di lasciarlo…

Certo, starci li attrae tantissimo, così come amano fare tante altre cose che appartengono al mondo dei desideri e del piacere più che a quello della realtà e del dovere.

E se gli adulti sono “complici” di questo piacere, poi, perché farne a meno?

Seppur felici di avere accanto a sé il loro bimbo tenero, dolce e fiducioso, però, i genitori devono anche essere consapevoli della necessità di insegnargli a dormire da solo.

Con convinzione, serenità e disponibilità devono fargli capire che è perfettamente in grado di riposare anche senza di loro. Fargli comprendere che lasciare il lettone non equivale a un rifiuto da parte di mamma e papà ma, piuttosto, è un segno di fiducia, è il primo passo, nel cammino della crescita, verso la conquista dell’autonomia e dell’indipendenza.

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