MILLENIALS E GENERAZIONE ZETA

Millenials, Z, X e Alpha: generazioni di genitori e figli a confronto

Di Zelia Pastore
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29 Ottobre 2019
Tra i nati negli anni ’60 ai figli del 2000 passano grandi differenze, dai gusti e dai miti al modello educativo che ne ha segnato la formazione: sigle e classificazioni che spesso ci sfuggono e che non tengono conto della complessità di ogni individuo, ma che possono aiutare a conoscere meglio alcuni aspetti sia di noi genitori che dei nostri bambini
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Millenials, X o Z: di che generazione facciamo parte noi? E i nostri figli sono Z o alpha? Facciamo un breve distinguo: con i termini Generazione Y, Millennial o Next Generation si indica la generazione che ha seguito la Generazione X (i nati tra il 1960 e il 1980, i “baby boomers”, che indica invece le persone nate tra il 1945 e il 1959). Coloro che ne fanno parte – detti Millennials o Echo Boomers – sono nati negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo. Al di là di lettere identificative e caratteristiche di massima, proviamo a capire che cosa è utile sapere e capire di queste generazioni grazie alle indicazioni di Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano Bicocca,  presidente della Fondazione Minotauro e autore di diversi libri tra cui "Abbiamo bisogno di genitori autorevoli" (Mondadori).

 

 

1960-1980: Generazione X

 

Per avere un punto di riferimento, ricordiamo che sono anche chiamati “figli della Guerra fredda”. La denominazione “X” è stata inventata dallo scrittore Douglas Coupland (autore di “Generation X: Tales for an Accelerated Culture” . Hanno vissuto eventi storici epocali come la caduta del muro di Berlino, vengono dopo i Boomers (di cui fanno parte Bill Clinton, Donald Trump e George W.Bush) e restano “schiacciati” tra il sogno americano e l’incubo delle Torri gemelle. Tra i loro miti ci sono il sushi e i Manga. “Questa generazione è la più vicina dal punto di vista temporale a un modello educativo ormai superato, che vede il lavoro come un sacrificio, le relazioni come un percorso da costruire anche con fatica per il raggiungimento di un obiettivo comune, ma ne prende già le distanze”.

 

 

1980-1995: Generazione Y o Millennials

 

Ideale proseguimento della Generazione X, parallela alla Boomerang Generation di cui rappresentano la parte più cinica e disincantata, i nati nella Generazione Y sono cresciuti con miti pop come Paris Hilton e Robbie Williams. È una generazione caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali. “I trentenni di oggi – aggiunge il professore Lancini – sono i primi ad essere entrati in un mondo del lavoro completamente diverso, privo di un’etica sacrificale, ma capace di riservare sorprese dal punto di vista della creatività e della flessibilità; inoltre, hanno un modo diverso di amare, non più dominato dal modello di un amore romantico, in cui prevale la coppia, ma costruito invece attorno al sé, in alcuni casi con tratti narcisistici”.

 

 

1995-2010: che cos’è la generazione Zeta

 

La Generazione Z o Centennials (conosciuta anche come iGen o Post-Millennials) identifica le persone nate dopo i Millennials. Un elemento importante di questo gruppo è il suo diffuso utilizzo di Internet sin dalla nascita, che si traduce anche in una fruizione della cultura “online”, attraverso piattaforme come Youtube, Netflix e Spotify. Da uno studio condotto da McKinsey emergono quattro tratti distintivi degli “Zeta” che possono essere riassunti con “ricerca dell’autenticità” (i millennial sono la “me generation”, gli Z la “true generation”). Gli Zeta eviterebbero le etichette e predilgerebbero l’espressione autentica del proprio pensiero, si mobiliterebbero per le cause in cui credono veramente, sarebbero convinti che il dialogo possa risolvere i conflitti e migliorare il mondo e prenderebbero decisioni in modo analitico e pragmatico. Sul piano educativo, la Generazione Z è stata esposta a una quantità di tecnologia impensabile per i predecessori, ed è più propensa a condividere informazioni personali online. “L’aspetto positivo visibile in questi ragazzi deriva dall’essere cresciuti con un modello educativo più espressivo, con genitori più presenti e affettuosi: un dato che li rende più competenti e fiduciosi nelle relazioni interpersonali”.

 

 

 

Dopo il 2010 - generazione Alfa

 

I “piccoli alpha” sono la prima generazione che percepisce la tecnologia non solo come un mezzo ma proprio come un aspetto integrante dell’esistenza. Cresciuti con il tablet e il cellulare accanto, sono figli di genitori che investono molto tempo, risorse e affetto nella loro educazione: “Quest’ultimo aspetto rappresenta un indubbio vantaggio, ma bisogna tener presente anche la possibile altra faccia della medaglia, che potrebbe presentarsi in adolescenza. Bambini che hanno sempre visto i social network far parte della loro vita, potrebbero sviluppare un esasperato bisogno di “like” e di approvazione”, conclude Matteo Lancini.