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La paghetta, uno strumento utile per responsabilizzare i nostri figli

Di Eliana Albano
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26 ottobre 2017
Paghetta sì o no? A che età è opportuno iniziare? Settimanale o mensile? Ecco come insegnare ai bambini e ai ragazzi a gestirla: i consigli della psicologa
 

Il tema della paghetta continua ad essere un argomento dibattuto in molte famiglie: sono numerosi i genitori che si interrogano sull’opportunità di dare qualche soldino ai proprio figli, sull’età in cui sia sensato iniziare ad elargirla e sui metodi più adatti per insegnare loro come gestirla con intelligenza. Per cercare di dare risposta a questi quesiti abbiamo interpellato Valentina Clerici psicoterapeuta e consulente presso l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano.

 

 

Paghetta ai figli

 

E’ giusto che i figli ricevano la paghetta dai genitori? «Ritengo di sì. Quella della paghetta è un’abitudine assolutamente positiva. Innanzitutto perché aiuta i bambini a responsabilizzarsi attraverso una forma di autonomia più adulta, e poi perché in questo modo si inizia ad insegnare loro il valore di ciò che si desidera acquistare».

 

 

A che età iniziare

 


Quando si può incominciare a dare la paghetta? «Direi che l’ingresso alla scuola secondaria possa rappresentare un ottimo momento. Quindi intorno agli 11 anni. Ci tengo a precisare che si tratta di un’indicazione di massima. E’ importante considerare non solo l’età anagrafica del bambino, ma anche la sua età emotiva».

 

 

 

 

Paghetta settimanale o mensile

 

Con che cadenza e soprattutto con quale cifra è consigliabile iniziare? «Innanzitutto bisogna tener conto di un aspetto fondamentale: la disponibilità economica della famiglia. Una cifra che però ritengo possa rappresentare un buon punto di partenza, adatto in maniera trasversale a nuclei familiari con differenti possibilità, si aggira intorno ai 5/8 euro per i bambini delle scuole secondarie».

 

 

Paghetta settimanale 14 anni e 16 anni

 

«Per i ragazzi più grandi si può stare sui 15/20 euro. L’importante è che sia proporzionata alla loro capacità di gestione. Per la stessa ragione consiglierei una cadenza settimanale per i primi ed una mensile per i secondi».

 

 

Come gestire la paghetta

 

Come fare per insegnare ai ragazzi a gestirla correttamente? «Per prima cosa attraverso l’esempio attivo. Non si può pretendere che i nostri figli siano oculati e responsabili se non lo siamo noi per primi. E poi, come in tutte le cose, è giusto dare loro fiducia, la possibilità di sperimentare e anche di sbagliare. E’ opportuno intervenire solo se strettamente necessario».

 

 

 

 

Insegnare ai ragazzi cosa comprende la paghetta e come non sprecarla

 

La paghetta dovrebbe comprendere tutti gli acquisti "extra" dei figli, dalle figurine e i giornalini all'uscita al cinema con gli amici più grandi. E se ci rendiamo conto che hanno una gestione non oculata? «Ad esempio, se ci rendiamo conto che una paghetta mensile viene esaurita completamente in pochi giorni, allora potrebbe essere opportuno frazionarla. Tornare quindi ad una cadenza settimanale anche se il ragazzo avrebbe l’età per gestirla mensilmente», suggerisce la psicoterapeuta. «La paghetta comunque non dovrebbe mai essere uno strumento di punizione, ma piuttosto un'occasione per insegnare l’autonomia», conclude Clerici.