EDUCAZIONE

10 regole per sopravvivere ai figli "tiranni" e "molesti"

Di Alice Dutto
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16 Luglio 2018
Bimbi capricciosi e dispotici, che non vogliono dormire o mangiare. Per evitare situazioni di questo genere ecco il vademecum dello specialista in situazioni “difficili”, Nigel Latta
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“Bambini che non dormono, non mangiano, gridano senza motivo, vogliono solo gelati e patatine, vi sfrattano dal vostro letto, rispondono male o addirittura insultano... Quasi tutte le famiglie ne hanno almeno uno in casa. E quasi tutti i genitori si ritrovano spesso a non sapere più cosa fare di fronte a una situazione disperata. Nella maggior parte dei casi, però, quello che sembra un problema insormontabile può essere risolto nella maniera più facile possibile”.

 

Questo promette Nigel Latta, psicologo, terapista, specialista di bambini difficili, nel suo nuovo libro “Hai finito di tirarci scemi. Strategie per non essere preda dei figli tiranni dalla nascita all'adolescenza” (Salani Editore).

 

PERCHÉ I BAMBINI CI FANNO DISPERARE


Se la maestra convoca i genitori per chiedergli, più o meno velatamente, se può punire il loro figlio che si comporta male, vuol dire che qualcosa è andato storto dal punto di vista educativo: “Abbiamo dav​vero perso la trebisonda” scrive Nigel Latta nel suo nuovo libro.

 

“Tutto è divenuto spaventosamente complicato. Molti dei piaceri più semplici sono stati guastati dal fatto che noi genitori siamo troppo ansiosi, timorosi e incerti. Abbiamo una tremenda paura di sbagliare a ogni passo e di fare dei nostri figli dei poveri nevrotici”.
 

 

Una cosa, però, è certa: tutti sbagliano, “Fa parte del mestiere stesso di genitore”. Ecco perché Latta ha voluto scrivere un manuale per genitori navigati o alle prime armi, che “insegna al lettore a superare i primi dieci anni di vita dei suoi figli senza impazzire”.

 

LE REGOLE PER L'EDUCAZIONE DEI FIGLI

Se ogni situazione è a sé, esistono però dei principi generali che possono essere seguiti in ogni famiglia. “I genitori – spiega Latta – hanno bisogno di regole non solo per i figli, ma anche per loro stessi. Se non si seguono alcuni principi fondamentali, è molto probabile che a un certo punto del cammino ci si smarrisca”.

 

Ecco dunque il vademecum che ha stilato l'esperto; regole che nel suo libro vengono poi approfondite con esempi e casi concreti.

1. Ricordarsi le tre erre


Relazione, relazione, relazione. Per l'autore la chiave di tutto è la relazione che si instaura con il figlio. “Il tipo di relazione instaurata con i propri figli determinerà sia come si comporteranno in futuro, sia che tipo di persone saranno. Il compito più importante che avete, in quanto genitori, è stabilire una relazione forte con i vostri figli. Se vi concentrerete solo su questo, con tutta probabilità vi andrà bene il 98,6% delle volte”.

2. L'amore è facile, la simpatia difficile


Se la maggior parte dei bambini ritiene di essere amata dai genitori, ben pochi credono di essergli simpatici, perché spesso i genitori arrivano a essere stremati dai loro comportamenti. Ma i piccoli hanno bisogno di sentire la simpatia dei genitori, un sentimento spontaneo che è legato a gioco e al piacere di stare insieme.

3. I bambini sono piraña


Nel senso che catalizzano l'attenzione e ne sono voraci: faranno di tutto per ottenerne un po', anche le cose più autodistruttive. Quindi “nutriteli adeguatamente e resteranno nel fiume cui appartengono”.
Ad esempio, quando vi parlano: concedetegli tutta la vostra attenzione guardandogli negli occhi e concentrandosi su quello che dicono; mostratevi interessati; siate vivaci e fategli molte domande; lodateli.

 

4. Lodare le cose buone, ignorare le cattive


Bisogna stare però attenti a che tipo di attenzioni si danno al bambino. “Bisogna ricordarsi sempre di concedere attenzione ai comportamenti buoni e non concederne alcuna ai cattivi”. Questo perché “se si alimenta qualcosa crescerà; se non la si alimenta, sparirà”.

5. I bambini hanno bisogno di barriere


“Create regole, stabilite limiti e attenetevi a essi più che potete. È nella natura dei bambini correre avanti finché non urtano qualcosa. Ad alcuni basta sapere che la barriera esiste, ad altri occorre sbatterci contro molte volte, ma tutti ne hanno bisogno”. Un mondo senza regole, infatti, è pericoloso e terrificante per un bambino che non conosce ancora i limiti. Compito del genitore è fargli capire fin dove può arrivare. “Le barriere garantiscono protezione e sicurezza, aiutano a capire qual è il proprio posto”.

6. Essere più coerenti che si può


È importante cercare di avere dei principi chiari, una linea educativa, e poi cercare di mantenerla il più possibile. “Ma non pretendete troppo da voi il giorno in cui scenderete un po' sotto il livello di coerenza ideale”.
 


7. Non farsi trattare come stracci


“Non sempre si può impedire ai bambini di dire brutte cose ai genitori. È nella loro natura farlo ogni tanto, ma i genitori non devono prendersi gli insulti senza reagire. Se lo fanno, finiranno irrimediabilmente nei guai”. Questo non vuol dire diventare crudeli con i propri figli: il loro dissenso va ascoltato, ma senza mai sconfinare nella mancanza di rispetto.

8. Bisogna assolutamente avere un piano


Per uscire da una situazione difficile e garantire la serenità familiare, ogni tanto sedetevi a riflettere su cosa volete fare, prima di farlo. “Se siete in difficoltà, ritagliatevi il tempo per chiedervi dove sia esattamente il problema, quali siano le opzioni e come potete trovare la soluzione”.

9. Ogni comportamento è una forma di comunicazione


Partiamo da un presupposto: “Il comportamento è solo una forma non verbale di comunicazione”. E i bambini, in genere, lo utilizzano molto di più delle parole. Quindi tendono a dire quello che sentono facendo delle cose. “Per il bambino, il cattivo comportamento non è solo cattivo comportamento, ma anche un modo di conversare. Di solito significa che una delle precedenti otto regole è stata in qualche modo trascurata”.

10. Sopportare il caos


“Quando si hanno figli, si chiamano le forze del caos nella propria vita. Non si può programmare la follia dell'allevamento dei figli più di quanto si possa programmare un tornado”. Non bisogna combattere questa situazione, ma accettarla cercando di mantenere la calma e seguire la corrente finché la tempesta non finisce. “Non ha senso combatterla, perché non si sfugge alla follia di simili momenti”.