Reputazione

Reputazione e status social: i bimbi iniziano a curarsene già all'asilo!

Di Niccolò De Rosa
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22 Marzo 2018
Un recente studio ha dimostrato come i bambini inizino a preoccuparsi della loro immagine sociale molto prima di quanto si pensasse in precedenza.
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I bambini cominciano a dare importanza al modo in cui essi appaiono agli occhi degli altri già intorno ai 5 anni d'età, modificando a seconda delle situazioni il proprio comportamento in base ad una ben consapevole convenienza sociale.

L'interessante scoperta è stata rivelata in uno studio condotto dagli psicologi Ike Silver e Alex Shaw, i quali hanno pubblicato i risultati della ricerca anche sull'autorevole Trends in Cognitive Sciences.

 

Lo studio

Fino a poco tempo era idea comune che i bambini iniziassero ad interessarsi alla gestione e alla valutazione della reputazione personale intorno ai 9 anni, ma l'argomento non era mai stato oggetti di approfondimenti rigorosi. Almeno fino ad oggi

 

Gli studiosi Silver e Shaw infatti hanno provato a scavare ancora più a fondo, concentrando il focus su soggetti ben più giovani, ed i risultati sono stati stupefacenti.

 

Dai test effettuati, è apparso evidente come bambini di 5 anni (dunque in piena età da asilo) abbiano già ben radicato nella loro mente non solo i principi base delle relazioni interpersonali, ma sappiano discernere con lucidità, norme, segnali e atteggiamenti legati ad una "buona reputazione".

I bambini, in poche parole, sanno come apparire migliori e vogliono venir considerati positivamente dai loro modelli di riferimento!

 

Tali modelli possono essere sia adulti che altri bambini dal ruolo chiave" all'interno del gruppo sociale del soggetto (es: il bambino più simpatico della classe).

In un esperimento ad esempio, bambini di 5 anni si mostravano più generosi con gli altri quando sapevano di essere osservati, mentre in un altro test i piccoli partecipanti (6 anni) tendevano a comportarsi meglio con chi, potenzialmente, avrebbe potuto ricambiare un favore rispetto ai bambini con cui sapevano già che non avrebbero più avuto a che fare al termine della prova.

Non solo. In ulteriori simulazioni è stato osservato anche come i giovanissmi soggetti fossero portati a giudicare negativamente comportamenti prevaricativi legati alla reputazione come lo scherno ingiustificato o l'auto-attribuzione di meriti che invece dovrebbero spettare a qualcun altro.

 

Simili situazioni dunque evidenziano in modo inequivocabile la volontà dei più piccoli di modificare il proprio comportamento per poter dare una buona immagine di loro stessi, oltre che la presenza di un pensiero critico già piuttosto maturo.

 

«Come società noi siamo fortemente concentrati sulla nostra figura e sul modo in cui ci presentiamo e i nostri bambini sono esposti fin da piccolissimi all'idea di immagine e status sociale - spiega, Ike Silver, studente per il dottorato alla Wharton School of Business at the University of Pennsylvania e co-autore della ricerca - i bimbi sono molto sensibili su come si comporta ciò che li circonda, inclusi gli adulti che tengono in grande conto la loro reputazione».