Nel fine settimana

Al ristorante con i bambini

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21 Novembre 2008
Anche per loro può essere una bella esperienza ma bisogna tener presente che i piccoli sono più interessati al gioco che al cibo. Leggi i consigli.
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  • Non sono dei gourmet. "E' difficile che un bambino piccolo sia in grado di apprezzare l’alta cucina - ci dice Mauro Uliassi dal suo ristorante stellato di Senigallia - A questa età il gusto non è ancora sviluppato, i bambini riconoscono solo il salato e il dolce, infatti vanno pazzi per le patatine fritte e la pasta in bianco. Leggi l'articolo L'alimentazione del bambino

Quindi - raccomanda lo chef - il genitore deve valutare bene in che tipo di locale portare il bambino, tenere presente che non è la qualità del cibo a tenerlo incollato a tavola e che, a parte McDonald’s e Ikea, studiati per famiglie e per piacere anche ai bambini, nei ristoranti spesso l’ambiente è più formale e schiamazzi e scorrazzamenti tra i tavoli non sono ben visti da camerieri e clienti".

  • Avvertite il ristorante. "Quando si prenota è meglio dire che ci sono anche bambini così il ristoratore può preparare un tavolo adeguato, e, se necessario, anche i seggioloni - suggerisce Andrea, gestore del Dixieland di Milano, locale che alla domenica a pranzo mette a disposizione una baby room con animazione.

  • Chiedete se hanno giochi. Molti ristoranti hanno a disposizione pennarelli e fogli di carta per far disegnare i bambini. Ma se il ristorante ne è sprovvisto portateli da casa. Non sarete malvisti, anzi sarà un buon suggerimento.

  • Trasmettete l’atmosfera. Commentate con vostro figlio il locale, l’arredamento, spiegate il menu. Fategli sentire che si trova in un posto speciale per una serata speciale e che non può comportarsi come a casa.

  • Incuriositelo. Spiegategli i vostri piatti e fateglieli assaggiare. Anche se non è un gastronomo si abituerà all’idea che esistono tante ricette e in futuro saprà apprezzare anche i sapori diversi.

  • Altre idee per intrattenerlo: fategli indovinare chi sarà il prossimo cliente a entrare. Indosserà un cappello? Sarà un uomo? Una coppia? Oppure osservate i vicini del tavolo e inventate una storia: sono una famiglia o un gruppo di amici? Forse l’uomo a capotavola è il marito della donna a destra e stanno festeggiando un compleanno…

  • A stare a tavola si impara a casa. Mangiate tutti assieme almeno una volta al giorno seduti a una tavola ben apparecchiata, senza fretta e con la tv spenta.

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