Nostrofiglio

CONSIGLI ED ERRORI DA NON FARE

Che cosa fare se il bimbo non vuole andare a scuola

Di Alice Dutto
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12 Settembre 2018
I consigli dello psicoterapeuta Alberto Pellai, co-autore del libro “Non voglio andare a scuola”, per aiutare mamme e papà ad affrontare il delicato momento dell’inserimento dei bimbi alla scuola materna e primaria

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Settembre, tempo di inserimenti e di ritorni a scuola. Un momento difficile per i bambini, ma anche per i genitori, «soprattutto se i figli fanno resistenza e lamentano malesseri immaginari, oppure fanno i capricci, strillano e piangono» sottolinea Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, e co-autore insieme alla psicopedagogista Barbara Tamborini di “Non voglio andare a scuola!”, manuale per gestire l’ansia d’abbandono dei piccoli di 3 e 6 anni.
 

 

La crisi è normale
«Quando si comincia un nuovo percorso, si entra in un ambiente nuovo si lascia tutto ciò che si conosce fuori dalla porta e questo ha un impatto molto forte su tutti noi, bambini compresi - sottolinea l’esperto -. Ecco perché dobbiamo aiutare e sostenere i piccoli mantenendo sempre un atteggiamento tranquillo e sereno. Dobbiamo comprendere che si tratta di una fase di passaggio e che ciò che oggi è un cambiamento, diventerà presto la normalità».

 

COME AIUTARE I BAMBINI


1. Non demoralizzatevi
Un buon modo per affrontare e superare la paura di andare a scuola è quella di comunicare quante cose positive vivrà il bambino lì dentro: incontrerà nuovi compagni, imparerà nuovi giochi, esplorerà un mondo più grande pieno di cose belle. «Non dimenticate mai che la scuola dell’infanzia è un’occasione di crescita per vostro figlio e cercate di trasmettere anche a lui questa convinzione, senza demoralizzarvi se prova a ribellarsi o si dispera».

 

2. Inventate dei rituali speciali
«Prima di ogni distacco proponete a vostro figlio immagini, giochi e riti che lo aiutino a rafforzare la propria sicurezza e a sentire la vostra vicinanza».

Si tratta soprattutto di rituali da fare a casa: «quando arrivate a scuola, invece, il bimbo deve sentire come una spinta a entrare in classe. Mamma e papà sono tranquilli e sorridenti e consegnano il loro bimbo all’insegnante, senza rallentare il processo moltiplicando i baci e gli abbracci di saluto» commenta l’esperto.

 

Il sacchetto dell’affetto

Prima di andare a scuola, regalate a vostro figlio un sacchetto: ogni giorno metteteci dentro un piccolo oggetto dal significato particolare che il bimbo potrà portare a scuola e tenere nel suo armadietto.

Consegnateglielo la sera, magari accompagnato da una coccola speciale. In questo modo il piccolo potrà sentire meglio la vostra presenza anche quando siete lontani. Per lui sarà un po’ come portare un pezzo di mamma e papà a scuola.


3. Rinforzate la loro autonomia
«L’obiettivo prioritario della scuola dell’infanzia è aiutare i bambini a sentirsi sempre più capaci di fare le cose da soli. In questo processo, il ruolo dei genitori e dei nonni è molto importante: devono riuscire a sintonizzarsi con il bisogno implicito di autonomia dei bambini, evitando di ridimensionarlo o, peggio ancora, di ignorarlo».

Evitate quindi di portare il bimbo in braccio fino all’aula e lasciate che provi a vestirsi e svestirsi da solo. La sera, quando il bimbo torna a casa, mostrate interesse e apprezzamento per i suoi lavori e ascoltate i suoi racconti con attenzione.

 

COSE DA NON FARE
 

  • Credere che il bambino non sarà in grado di manifestare i propri bisogni e che non riuscirà a chiedere quello che vuole.
  • Evitare al momento del distacco sguardi preoccupati, o raccomandazioni ansiose come “comportati bene”; meglio dire che siamo contenti perché starà bene a scuola, si divertirà e imparerà tante cose bellissime.
  • Fare paragoni con gli altri bambini, sottolineando così le sue difficoltà.
  • Preoccuparsi in modo esagerato di quello che il bambino mangia o non mangia a scuola.
  • Spaventarsi se piangono: è normale che lo facciano. Gli adulti devono invece tranquillizzarli, se si spaventano disorientano i bambini.
  • Criticare le insegnanti o mettere in discussione le loro scelte educative.
  • Mostrarsi delusi se i bambini vivono la separazione dai genitori senza troppa tristezza.
  • Non ponete l’accento sui voti o sulle loro performance, ma aiutateli a comprendere che si impara anche dagli errori e la scuola è fatta proprio per questo scopo. Se spingiamo sulla prestazione, è facile che il bimbo abbia una costante ansia performativa: e questo renderà sempre più complicata la separazione e l'ingresso a scuola.
  • Ascoltare distrattamente i racconti dei bambini e, allo stesso tempo, riempirli di domande quando escono da scuola. Siate tranquilli e sorridenti e stringetegli la mano, poi lasciate che siano loro a raccontare ciò che hanno vissuto.