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12 segnali per capire se tuo figlio potrebbe soffrire di allergie

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21 Marzo 2014 | Aggiornato il 19 Marzo 2018
Alcuni segnali di allergia si possono cogliere sin dai primissimi mesi di vita, altri si manifestano pià avanti: ecco i 12 segnali che fanno capire se il bambino potrebbe soffrire - anche in futuro - di allergie. E le indicazioni sugli esami da fare, le cure e i centri specializzati

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I 12 segnali sono stati individuati con la consulenza del prof Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ecco quali sono.

1. La crosta lattea

La crosta lattea è una forma di dermatite seborroica che interessa il cuoio capelluto nei primi mesi di vita. A volte non è legata ad alcuna causa specifica, ma in molti casi è un primo segnale che precede la comparsa di dermatite atopica.

2. La dermatite atopica

La dermatite atopica è una forma di eczema che si manifesta con prurito e per questo spinge il bambino a grattarsi, dando origine a una cute arrossata, ispessita e ruvida al tatto. La dermatite atopica può manifestarsi dal secondo mese di vita e sparire da sé nel giro di pochi mesi o perdurare anche fino all’adolescenza. Spesso il bambino con dermatite atopica tende a svegliarsi più volte durante il sonno proprio perché ha prurito.

 

3. Il prurito al naso

Si manifesta già nel lattante e la mamma se ne accorge perché, quando il piccolo sta in braccio, si sfrega di continuo il nasino sulla sua spalla o sul suo petto.

4. Gli starnuti e l'arrossamento degli occhi

Dopo l’anno di età, il bambino comincia a manifestare sintomi più evidenti in specifiche occasioni: ad esempio comincia a starnutire appena entra in una stanza dove c’è un gatto o fa una passeggiata al parco, oppure gli si arrossano gli occhi se entra in una biblioteca o altro ambiente dove c’è molta polvere, o respira male quando piove e si liberano le spore della muffa.

5. Le secrezioni nasali

È un segnale tipico di una reazione allergica: il bambino è spesso moccioso e ha spesso bisogno di soffiarsi il naso. Le secrezioni sono in genere bianche e liquide, ma non di rado possono diventare dense e purulente perché il ristagno di catarro può provocare infezioni.

 

6. Le occhiaie

La congestione nasale provocata dall’allergia fa gonfiare le ghiandole poste dietro al naso, determinando un aumento di pressione all’interno dei vasi venosi, che quindi non riescono a drenane efficacemente la zona intorno agli occhi; questo rallentamento della microcircolazione dà origine appunto alle occhiaie.

7. Le rughette sulle palpebre inferiori

Nelle palpebre inferiori si nota una pieghetta, detta “plica di Dennie-Morgan”, determinata dal prurito e dal grattamento della zona perioculare, che si secca e si segna più facilmente.

8. Il saluto allergico

Con questa definizione si intende il gesto tipico del bambino allergico di grattarsi il naso con la manina dal basso verso l’alto; proprio in seguito al saluto allergico, è facile che si formi una piega trasversale sopra il lobulo nasale.

9. Il respiro a bocca aperta

Dal momento che la mucosa è congestionata, il bambino ha spesso il naso chiuso e tende a respirare con la bocca aperta, sia durante il giorno che di notte.

10. L’alito cattivo

È dovuto sia alla respirazione a bocca aperta sia al ristagno delle secrezioni nasali, che provocano colonizzazioni batteriche responsabili di alitosi.

 

11. L’asma

Una delle manifestazioni dell’allergia, che può verificarsi in età prescolare è l’asma. In tal caso si nota un fischio durante il respiro, che può associarsi a tosse soprattutto in seguito a uno sforzo, come l’attività sportiva, una risata intensa, una lotta con il fratellino.

12. Il mal di testa

Il mal di testa può essere determinato da allergia se le secrezioni causate dall’allergia ristagnano e si infettano, provocando una sinusite.

In tal caso il mal di testa è frontale, pulsante e soprattutto si accentua con i cambi di posizione, ad esempio quando il bambino si piega in avanti.

Che cosa fare se si sospetta che il bimbo soffra di allergie

Se il bambino manifesta anche uno solo dei segnali di allergia, è opportuno rivolgersi al pediatra, che può prescrivere i seguenti esami:

- Il Prick test, che prevede l’applicazione sulla cute di alcuni estratti allergenici, che, in caso di allergia, provocano la comparsa di pomfi. L’esame si può eseguire direttamente dal pediatra, se ha a disposizione il kit per eseguire il test ambulatoriale, altrimenti ci si dovrà recare in ospedale o dall’allergologo.
È l’esame più semplice ed economico da eseguire e viene in genere prescritto come prima scelta.

- Il Rast test, che attraverso un esame del sangue, esegue il dosaggio degli anticorpi IgE specifici che si attivano nelle reazioni allergiche. Al Rast test si ricorre se i risultati del Prick test sono dubbi, se sono negativi ma il bambino continua ad avvertire sintomi di allergia, oppure se ha una dermatite atopica diffusa che rende impossibile l’esecuzione del test cutaneo.

- Il test di provocazione nasale. Nei bambini più grandi, si fa preferibilmente il Test di provocazione nasale, che prevede l’inalazione di piccole quantità di allergene direttamente dal naso: in tal modo si riesce a valutare in modo più preciso quali reazioni ha un determinato allergene sull’organo maggiormente coinvolto dalla reazione allergica, cioè il naso.

In base all’esito dei test, il pediatra valuterà l’approccio terapeutico più adeguato.