Salute bimbo

Acetone nei bimbi: che cos'è e come comportarsi

Di Valentina Murelli
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31 marzo 2016 | Aggiornato il 10 giugno 2017
L'acetone o chetosi è un disturbo del metabolismo che si verifica quando l'organismo non ha più zuccheri da bruciare per produrre energia e inizia a bruciare grassi. Si creano così particolari sostanze (i corpi chetonici) che conferiscono all'alito un odore caratteristico di frutta matura. Spesso questo è l'unico sintomo, ma può esserci anche vomito, talvolta molto intenso, fino a provocare disidratazione e malessere generale, con mal di testa, spossatezza, dolori addominali. 

Non sempre il vomito è sintomo di gastroenterite. A volte, a provocarlo è l'acetone o chetosi, un disturbo del metabolismo che si verifica quando l'organismo non ha più zuccheri da bruciare per produrre energia e inizia a bruciare grassi. (Leggi anche: la gastroenterite nei bambini)

 

Si creano così particolari sostanze (i corpi chetonici) che conferiscono all'alito un odore caratteristico di frutta matura. Spesso questo è l'unico sintomo, ma può esserci anche vomito, talvolta molto intenso, fino a provocare disidratazione e malessere generale, con mal di testa, spossatezza, dolori addominali. In alcuni, rari, casi si può verificare perdita di coscienza.

 

 

Perché si verifica e la diagnosi

 

L'acetone si sviluppa a seguito di situazioni che comportano grande dispendio di energia: per esempio in caso di febbre (che dunque è causa e non conseguenza), di sforzi intensi e prolungati, di una dieta troppo ricca di grassi. Inoltre può essere manifestazione di diabete o malattie del metabolismo.

 

La diagnosi è semplice: se già l'odore dell'alito offre un indizio, per la conferma basta un esame delle urine da eseguire a casa, con strisce reattive che si trovano in farmacia.

 

La terapia per l'acetone?

 

Come terapia basta somministrare soluzioni reidratanti orali o succhi di frutta (in piccole dosi e meglio se freddi in caso di vomito) per contrastare la disidratazione e ripristinare gli zuccheri. Attenzione alla dieta: no agli alimenti ricchi di grassi (latte, formaggi, burro, carni grasse, fritti, cioccolato, insaccati) e sì ai carboidrati complessi, come pane e pasta.

 

Se la perdita di liquidi è molto intensa occorre recarsi al pronto soccorso.

 

Fonti: Pagina informativa dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù e consulenza di Alfredo Guarino.