Autismo

Autismo, iniziare una terapia a sei mesi d'età può ridurre i sintomi

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10 Settembre 2014
Un intervento precoce potrebbe bloccare sul nascere l'autismo. E' il risultato di uno studio pilota del Davis Mind Institute dell'università della California. Ai primi segnali, come mancanza di contatto visivo, disinteresse alla socialità e alla comunicazione, bisogna subito iniziare una terapia basata sull'interazione genitori-figli.
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Una terapia precoce, a partire dai 6 mesi, potrebbe impedire lo sviluppo dell'autismo. A sostenerlo sono gli esperiti del Davis Mind Institutedell'università della California.

 

Il trattamento, chiamato Infant Start, è stato sperimentato su 7 piccoli pazienti, tra i 6 e i 15 mesi, che presentavano tratti autistici quali la diminuzione del contatto visivo, un ridotto interesse sociale, movimenti ripetitivi anomali, mancanza di comunicazione.

 

Il trattamento consiste in 12 sessioni di un'ora l'una dove si lavora sull'interazione genitori-figli. In pratica il metodo è basato sull'importanza del ruolo genitoriale. 

A "curare" i piccoli sono proprio mamma e papà a cui gli esperti insegnano tecniche e trucchi terapeutici, da applicare nella vita quotidiana, per far aumentare nel piccolo l'attenzione, la comunicazione, lo sviluppo precoce delle lingue, il gioco e la socialità. 

 

Ad esempio se un bambino autistico è attirato da un animale di pezza, il genitore deve entrare nel campo visivo del bambino e giocare anche lui con l'animale, per esempio nascondendolo sotto la maglia, così da attirare su di sé l'attenzione.

 

Dopo queste sessioni i bambini vengono tenuti sotto controllo con visite bisettimanali per altre 6 settimane e ricontrollati a 24 e 36 mesi. 

 

Il risultato, pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders è stato sorprendente.  I bambini che a 9 mesi presentavano significativi sintomi di autismo, tra i 18 e i 36 mesi, hanno invece manifestato punteggi di autismo inferiori rispetto ai coetanei che non erano stati sottoposti a trattamento.

 

"All'età di 3 anni, 6 su 7 hanno migliorato tantissimo le loro performance.

E a 5 di questi 6 bambini non è più stato diagnosticato l'autismo, mentre il sesto bambino presentava sintomi leggeri" dice Sally Rogers, psichiatra e autrice dello studio.

"I risultati mostrano quello che sosteniamo da tempo, cioè che è l'intervento precoce a fare la differenza. Il cervello di un neonato è in crescita ad una velocità che non ha eguali nel resto della vita" afferma la Rogers.

 

Quali possono essere i segnali precoci dell'autismo?

 

"Se un neonato a 3 mesi non cerca un contatto visivo con mamma e papà, se a 6 non fa le facce, se a 10-11 mesi non vocalizza, se non ha interesse sociale, se manifesta anomali schemi ripetitivi di movimento... è il caso di sottoporre il piccolo a uno screening"  dice 

Gerard Costa, direttore del Center for Autism and Early Childhood Mental Health alla Montclair State University.

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D'altra parte, molti bambini che sviluppano tratti autistici non mostrano sintomi così precocemente, anzi in molti casi l'autismo si manifesta tra il primo e il secondo compleanno.
 "Ma i genitori che non hanno fatto il trattamento nel  primo anno di vita del piccolo non hanno perso il treno. In questa ricerca sono stati messi a punto degli strumenti per professionisti e per genitori che possono funzionare anche nei bambini che mostrano i segni dell'autismo più tardi" assicura la Rogers. 

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