Bambini e gatti

Bambini e gatti: le malattie che possono essere trasmesse

Di Zelia Pastore
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13 Settembre 2019
Tutto quello che c’è da sapere per far giocare pargoli e mici in sicurezza e senza falsi allarmismi, spiegato da un veterinario
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I  gatti sono teneri compagni di giochi per i bambini: delicati, morbidi e indipendenti al punto giusto. Ma il contatto diretto con questi animali può comportare dei piccoli rischi, se non vengono adottate le giuste precauzioni. Ecco allora che precauzioni mettere in campo per difendersi dalle malattie trasmissibili dai felini di casa.

 

 

I gatti portano malattie ai bambini? Dipende dai gatti “casalinghi” e da quelli “avventurieri”

 

La possibilità di contrarre patologie varia molto in base alle abitudini del proprio gatto. “Se l’animale vive in casa sarà molto meno esposto agli agenti patogeni. Al contrario, se resta fuori tutto il giorno potrà più probabilmente portare qualche infezione al suo rientro”, spiega il dottor Roberto Guadagnini, veterinario della clinica Zoolife di Mezzolombardo, in provincia di Trento. Anche se la maggior parte dei disturbi che interessano i felini non sono trasmissibili all’uomo, ci sono alcune situazioni da tenere  sotto controllo.

 

 

Malattie del gatto all'uomo: quali sono i rischi per i bambini

  • parassiti intestinali
  • micosi

In generale la convivenza fra gatti e bambini è piuttosto serena e non presenta rischi particolari, secondo il dottor Guadagnini. “Le malattie trasmissibili all’uomo, dette zoonosi, sono rare e facilmente controllabili. Le più comuni sono date dai parassiti intestinali che proliferano sia nell’apparato digerente dei felini che in quello umano”.

 

I funghi eventualmente presenti sul corpo dell’animale possono invece trasmettere le micosi, che si manifestano nell'uomo con chiazze rosacee sulle parti esposte.

 

Toxoplasmosi, un pericolo per le donne incinte

 

Una fra le patologie trasmissibili all’uomo da parte dei gatti è la toxoplasmosi. Nei soggetti sani provoca di solito una sindrome influenzale: “Spesso la si contrae senza accorgersene. Si resta a letto con febbre e debolezza pensando si tratti di un malanno di stagione”, afferma il veterinario. Un attenzione in più va osservata per le donne in gravidanza, visto che questa infezione può passare al bambino attraverso la placenta. Come spiega anche l’Istituto Superiore di Sanità, non esiste al momento un vaccino contro questa patologia. Tuttavia il pericolo di contagio può essere scongiurato facendo molta attenzione all’igiene del proprio gatto.

 

Se si sospetta che il micio abbia la toxoplasmosi, occorre portarlo dal veterinario e fargli fare un esame delle feci, per sapere con certezza se la malattia c'è oppure no. Tuttavia, il rischio di contrarla per la donna in dolce attesa è molto basso: "per contrarre la toxoplasmosi dovrebbe avere il sistema immunitario deficitario e mangiare le feci del gatto rimaste per qualche giorno nella cassetta. Dunque, è evidente come sia molto difficile che ciò accada", come ha spiegato la dottoressa Sabrina Giussani, medico veterinario esperto in comportamento animale. 

 

 

Come pulire la lettiera del gatto: mai senza i guanti

 

Come sottolinea anche Roberto Guadagnini, bisogna evitare gli allarmismi. “Le zoonosi trasmesse dai gatti vengono veicolate quasi tutte dalle loro feci. Per eliminare i rischi basta pulire sempre la lettiera con i guanti e vigilare affinché i bambini non entrino mai in contatto con le deiezioni dell’animale”.

 

Le classiche norme igieniche vanno rispettate alla lettera, anche se i gatti rispetto ai cani cercano meno il contatto fisico con i bambini. “Lavate sempre le mani dei vostri figli e assicuratevi che stiano lontani dalle feci del gatto”.

 

Zecche e pulci: un fastidio da non sottovalutare
Particolare attenzione bisogna fare pure agli “ectoparassiti”, quei piccoli organismi che si vivono attaccati al corpo del gatto.
Se le pulci possono dare punture fastidiose e trasmettere parassiti intestinali, le zecche sono “vettori” di patologie potenzialmente molto pericolose come borrelia, rickettsia, ehrlichia o babesiosi. “Anche a causa del cambiamento climatico le zecche sono oggi più diffuse in Italia, perché riescono a sopravvivere a inverni sempre meno freddi”, dice il dottor Guadagnini. Questi parassiti, una volta colonizzato il pelo del gatto, riescono poi a “saltare” agevolmente sull’uomo. “Sono tanti i prodotti in commercio che proteggono dall’attacco di pulci e zecche: dagli spray ai collarini, dagli shampoo anti-parassitari alle pillole, è importante difendere il nostro animale domestico anche per tutelare la salute del bambino che gli vive accanto”.