La tosse

Guida alla tosse nei bambini: i vari tipi di tosse, le cause, i rimedi naturali, i farmaci

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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20 Febbraio 2019 | Aggiornato il 03 Ottobre 2019
La tosse più frequente nei bambini è quella acuta che insorge a seguito di un raffreddore o di un'infezione delle alte vie aeree. Altri tipi di tosse sono quella abbaiante (laringite), la pertosse, la tosse da inalazione di corpo estraneo e quella cronica causata da malattie sottostanti. Dalle cause alla cura, tutto quello che i genitori dovrebbero sapere sulla tosse
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In questo articolo scopriremo:

 

Sentire un bambino che tossisce di continuo e che magari la notte non riesce a riposare per gli attacchi di tosse, è sempre fonte di grande apprensione per i genitori. D’istinto vorrebbero trovare la soluzione miracolosa, che in pochi attimi faccia passare il disturbo ai loro piccoli e, se non riescono ad individuarla, ecco che si mettono in allarme.

 

Nella maggior parte dei casi, però, la tosse è un fastidio passeggero, che si accompagna a una delle numerose infezioni delle prime vie aeree che possono colpire soprattutto i più piccoli (che non hanno ancora sviluppato un ‘bagaglio’ sufficiente di anticorpi), soprattutto durante la stagione invernale. Ricorrere subito ai farmaci per eliminarla può essere controproducente o addirittura dannoso.

 

Per capire meglio che cos’è la tosse, quanti tipi ne esistono e come affrontarla in modo ‘intelligente’ ci siamo rivolti ad Adima Lamborghini, pediatra di libera scelta a Silvi (Teramo) e membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri e a Renato Cutrera, responsabile dell'Unità di broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

 

Che cos'è la tosse


La prima cosa da dire è che la tosse, di per sé, non è una malattia, ma un riflesso: un meccanismo fisiologico di difesa dell'organismo, che serve ad allontanare dalle vie respiratorie materiali irritanti come microbi, inquinanti ambientali (fumo, smog, profumi) o, più raramente, la presenza di un corpo estraneo.

 

 

“In pratica – spiega Cutrera – il materiale irritante presente nelle vie aeree viene avvolto dalle secrezioni mucose emesse dai tessuti di rivestimento delle vie aeree ed espulso violentemente tramite i colpi di tosse”. Si pensi che un colpo di tosse determina un flusso aereo che può raggiungere in fase di espulsione velocità di 800-1000 chilometri l’ora!

 

“In questo senso la tosse è qualcosa di positivo, per quanto fastidioso, non necessariamente da eliminare. Quello che bisogna fare è invece valutare le cause e cercare di eliminare quelle” afferma Lamborghini.

 

 

 

Acuta o cronica, secca o grassa ecc: tutti i tipi di tosse dei bambini


La tosse può avere caratteristiche e cause diverse. C'è per esempio una tosse molto tipica, simile al verso di una foca, causata da laringite acuta (tosse abbaiante), oppure la tosse convulsiva e ostinata tipica della pertosse.

 

 

“Può esserci una tosse acuta, che dura pochi giorni o al massimo poche settimane e in genere fa seguito a un raffreddore o a un'infezione delle alte vie respiratorie, o una tosse cronica, che si protrae per più di due mesi e può essere causata da malattie come asma bronchiale, rinosinusite, talvolta reflusso gastroesofageo, o anche malattie più gravi ma rare come la fibrosi cistica o i deficit immunitari” spiega Cutrera.

 

Attenzione: spesso quello che viene percepita come una tosse cronica, di lunga durata, è in realtà il susseguirsi di più episodi di tosse acuta, abbastanza tipico nei bambini di età prescolare, che ogni anno possono andare incontro a numerosi episodi di infezione delle vie aeree.

 

 

Tosse acuta da scolo retronasale: la più frequente tra i bambini


La tosse più comune in età pediatrica è quella acuta che fa seguito a un raffreddore o in generale a un'infezione respiratoria delle alte vie aeree, spesso di tipo virale, e che nei primi due-tre giorni può essere associata a febbre, di solito non elevata.

 

 

“La causa principale di questa tosse è lo scolo retronasale, cioè il fatto che il muco che si forma nelle cavità nasali scende all'indietro, verso il rinofaringe e la gola, provocando irritazione delle alte vie aeree” afferma Lamborghini.

 

A volte questa tosse compare come secca, per poi evolvere in forma più grassa nei giorni successivi, a mano a mano che aumenta la produzione di muco da parte delle ghiandole mucipare presenti lungo le vie aeree. Altre volte invece si presenta con caratteristiche variabili durante la giornata: in alcuni momenti più secca e stizzosa, in altri più grassa e ricca di catarro.

 

La tosse acuta è tipica sia delle prime ore della nanna - quando il cambio di posizione da verticale (eretta) a orizzontale (sdraiata) porta il muco dalle fosse nasali alla gola – sia delle prime ore del mattino o del risveglio, perché le vie respiratorie cercano di espellere il muco che si è accumulato in gola durante la notte: per questo si tratta di una tosse tipicamente grassa, ricca di catarro.

 

“Durante la giornata, invece, il muco tende a diventare più fluido e trasparente, gocciolando all'indietro verso la gola con un effetto irritante che dà origine a una tosse più secca e stizzosa. Non a caso spesso i bambini riferiscono di avere anche mal di gola, nonostante la gola di per sé non sia interessata da infezioni” precisa la pediatra.

 

Un altro elemento che favorisce la tosse in presenza di raffreddore e congestione delle vie nasali è il fatto che si tende a respirare con la bocca, facendo entrare aria fredda, polvere, germi, che stimolano il riflesso della tosse.

 

 

“La tosse acuta è molto frequente nei primi anni di vita, specie nei bambini che vanno al nido o alla scuola materna, vero ‘ricettacolo’ di virus e germi” afferma Cutrera, precisando che si stima che i bambini contraggano in media 6-8 infezioni virali a carico delle vie respiratorie superiori ogni anno, generalmente accompagnate da tosse.

 

Ecco perché, pur essendo forme acute, a volte questi episodi di tosse possono sembrare croniche: “I genitori vedono che il bambino ha sempre la tosse e si preoccupano, pensando che ci sia qualcosa che non va. In realtà spesso si tratta solo di un susseguirsi di 'crisi' acute, dovute al fatto che si passa da un raffreddore all'altro”.

 

 

Tosse acuta e vomito: che rapporto c'è

 

La tosse acuta raggiunge l’acme nell’arco di due-tre giorni dal suo esordio, causa magari due-tre notti insonni per i risvegli continui, talvolta accompagnati anche da vomito per lo sforzo causato dal continuo tossire. Il disturbo si risolve in genere nel giro di alcuni giorni (ma anche un paio di settimane), quando anche il raffreddore tende a regredire spontaneamente.

 

 

Tosse notturna, perché viene


“Le cause scatenanti sono principalmente due” spiega Lamborghini. La prima, come abbiamo già visto, è lo scolo retronasale, cioè la discesa del muco verso il rinofaringe e la gola, e il suo accumulo durante le ore notturne.

 

 

“La seconda causa è una tipica vasodilatazione che si verifica quando ci mettiamo coricati, per via di un maggiore afflusso di sangue al polmone. Questo provoca una maggiore stimolazione dei recettori della tosse, magari già irritati, e porta a una certa persistenza di tosse secca, notturna. Questo fenomeno è particolarmente evidente nella pertosse, caratterizzata da un maggiore danno sulla superficie di bronchi e trachea”.

 

Tosse da reflusso


Quando il bambino mostra una tosse ricorrente si pensa spesso a una tosse causata da reflusso gastroesofageo. “In realtà si tratta di un evento piuttosto raro” spiega la pediatra Adima Lamborghini. “In ogni caso, la prima cosa da fare se c'è questo sospetto è vedere come vanno le cose applicando alcune misure igieniche, come evitare certi alimenti nelle ore serali, non andare a letto subito dopo mangiato, fare pasti piccoli e frequenti. Se effettivamente c'è un legame con il reflusso, già così la tosse potrebbe migliorare. I casi da trattare farmacologicamente per il reflusso sono invece molto rari”.

 

 

I rimedi naturali per la tosse: quali funzionano davvero


Come abbiamo detto, la tosse è un  meccanismo naturale di difesa dell’organismo e quindi non va bloccata. Ci sono però alcuni modi per provare ad alleviare il fastidio che può provocare. Vediamoli.

  • pulire bene il nasino
  • fare lavaggi nasali
  • idratarsi
  • latte caldo e miele (se il bambino ha più di un anno)
  • rimedi naturali (echinacea, bava di lumaca e omeopatia non hanno valenza scientifica)
  • nanna con la testa un po' sollevata
  • bagno di vapore
  • aerosol con fisiologica (e non con cortisonici, tranne casi specifici)
  • temperatura adeguata in casa (non troppo alta)
  • umidificare l'ambiente
  • niente fumo

 

Pulizia del naso: come imparare a soffiarlo bene
Uno dei motivi per i quali la tosse è tanto frequente nei bambini, oltre al fatto che sono particolarmente soggetti a infezioni delle alte vie aeree, è il fatto che non sanno soffiarsi bene il naso, per cui non riescono ad allontanare il muco in eccesso in questo modo. “Quindi la prima cosa da fare, anche a scopo preventivo, è insegnare ai bambini a soffiarsi bene il naso” suggerisce Lamborghini.

 

Come? “Un piccolo trucco è quello di chiedere loro di soffiare con il naso fino a muovere una pallina di cotone appesa a un filo posizionata davanti a loro. In questo modo il bambino vede che cosa succede, e ha un segnale – il movimento della pallina – che sta effettivamente soffiando nel modo giusto. Si può iniziare con entrambe le narici aperte, e poi chiedere di soffiare chiudendone una alla volta”.

 

Se c'è del muco all'interno delle cavità nasali, in questo modo esce. “Inoltre il fatto di soffiare il naso, aumentando la pressione all'interno della cavità nasale, ha anche il vantaggio di stappare le orecchie e favorire la corretta motilità delle tube di Eustachio, riducendo il rischio di otiti dovute a malfunzionamento delle tube” conclude Lamborghini.

 

Lavaggi nasali
Un metodo tipicamente consigliato per attenuare il fastidio della tosse è il lavaggio nasale con fialette o spray di soluzione fisiologica o ipertonica. Si può fare un tentativo, ma Lamborghini sottolinea che non ci sono prove che questa strategia serva davvero a qualcosa. “Tra l'altro si tratta di una pulizia molto superficiale, che non va in profondità nelle cavità retronasali, e dunque non aiuta la rimozione del muco che si sta accumulando nelle zone più profonde. Da questo punto di vista, meglio provare con docce o irrigazioni nasali, che riescono a pulire in profondità”.

 

Tanta idratazione
Molto importante far bere molto il bambino per evitare l'addensamento delle secrezioni, che può favorire la comparsa di sovrainfezioni batteriche. A volte il bambino non vuole bere, perché ha paura di vomitare, ma bisogna trovare il modo di convincerlo: l'idratazione quando si ha tosse e raffreddore è molto importante.

 

Latte caldo con il miele
Ormai è ampiamente dimostrato: il miele contiene sostanze in grado di disattivare temporaneamente la reattività dei recettori della tosse, attenuandola senza tuttavia sopprimerla. Per questo è ampiamente consigliato, anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, purché il bambino abbia almeno un anno d'età. Non a caso, il miele è ormai componente principale di tanti prodotti per la tosse “naturali” per i bambini: ma va benissimo l'originale, cioè un cucchiaino di miele ogni tanto. Può essere d'aiuto anche per calmare le “crisi” più intense, che possono portare a vomito.

 

L'accoppiata con il latte caldo è vincente perché ai benefici del miele si sommano quelli dell'effetto termico del latte caldo, che rende la tosse meno secca. In questo senso vanno bene anche altre bevande calde, come tisane che possono risultare gradite al bambino.

 

Rimedi naturali come echinacea, bava di lumaca, omeopatia
Non c'è alcuna prova scientifica che servano davvero.

 

Nanna con la testa sollevata
Far dormire il bambino con la testa un po’ più sollevata rispetto al solito, magari inserendo sotto al materasso un cuscino aggiuntivo.

 

Bagno di vapore
“Può avere una parziale efficacia nelle forme più lievi delle tossi laringee, abbaianti, mentre in quelle la cui origine è il naso, non è granché efficace. Anzi: potrebbe peggiorare le cose perché il caldo umido intenso può aumentare la congestione nasale” afferma Lamborghini.

 

Aerosol con soluzione fisiologica
Serve davvero? In realtà una risposta definitiva a questa domanda non c'è. In teoria potrebbe avere una certa utilità, ma nella pratica non ci siano dati scientifici solidi su quali siano effettivamente gli effetti di questa pratica. Se il bambino la tollera si può comunque fare un tentativo e osservare la situazione, per vedere se il trattamento dà qualche giovamento oppure no.

 

Da evitare assolutamente l'aerosol con cortisonici, a meno di casi molto specifici (per esempio per laringite acuta). Leggi anche: Troppe prescrizioni di aerosol, un fenomeno tutto italiano. Ecco quando serve DAVVERO

 

Umidificare l'ambiente
Serve se l'ambiente è secco, altrimenti non serve o, se l'umidità diventa eccessiva, può diventare controproducente.

 

Temperatura adeguata in casa
“La temperatura non dovrebbe essere troppo elevata, meglio non superare i 18-19 gradi di giorno e i 17 durante la notte” consiglia Adima Lamborghini, suggerendo anche di evitare il più possibile gli sbalzi di temperatura.

 

Niente fumo!
Fondamentale non far mai soggiornare il bambino in luoghi in cui si fuma. E occhio anche al fumo di terza mano, quello che si attacca ai vestiti e ai capelli e che potrà essere inalato dal bambino se per esempio lo si prende in braccio dopo aver fumato in terrazzo o in giardino. Il fumo è sempre irritante per le vie aeree (oltre ad essere estremamente nocivo per la salute).

 

 

Come si cura la tosse: le controindicazioni ai farmaci


Ai medicinali si può ricorrere solo se la tosse rimane molto intensa nonostante si siano adottati i rimedi suggeriti e  solo dopo aver consultato il pediatra.

 

 

Specialmente in età pediatrica, i farmaci non devono essere mai somministrati di propria iniziativa, neanche quando si tratta di farmaci da banco, acquistabili senza bisogno di ricetta medica! Molto spesso, infatti, per certi medicinali mancano studi che provino la sicurezza e l’efficacia sui bambini, e  non basta ridurre il dosaggio per essere sicuri della loro innocuità. Insomma, quando si parla di bambini, la cautela è sempre obbligatoria. Vediamo le indicazioni di Renato Cutrera per varie categorie di farmaci:

 

  • decongestionanti nasali: è vero che riducono l’edema e le secrezioni nelle cavità nasali aiutando a respirare meglio, ma dal 2007 il loro utilizzo è stato vietato ai bambini di età inferiore ai 12 anni, poiché hanno un effetto vasocostrittore che può dare reazioni avverse anche gravi;
  • mucolitici o fludificanti del muco: ha senso usarli solo se la tosse sottintende una patologia cronica come la fibrosi cistica. Nella stragrande maggioranza delle manifestazioni acute, invece, i mucolitici si sono rivelati inutili, se non addirittura potenzialmente dannosi;
  • sedativi “centrali” della tosse (agiscono a livello di sistema nervoso per calmare lo stimolo della tosse): possono dare effetti collaterali importanti, per cui vanno somministrati solo in caso di effettiva e assoluta necessità, sotto stretto controllo medico (negli Usa il loro utilizzo è vietato per i bambini con meno di sei anni);
  • sedativi locali delle prime vie aree, come sciroppi contenente miele o altre sostanze a effetti emolliente. Sempre sotto controllo medico;
  • cortisonici: solo per casi estremamente specifici (comelaringite acuta) e mai per la tosse acuta da accumulo di muco nasale;
  • antibiotici, spesso somministrati con troppa leggerezza: sono indicati solo se è in corso una sovrainfezione batterica, altrimenti sono assolutamente inutili (e dannosi per i rischi legati al fenomeno di resistenza)

 

 

Quando andare dal pediatra


Posto che una tosse acuta, che compare insieme o subito dopo un raffreddore, è un fenomeno frequente e normale, che sicuramente infastidisce il bambino (e i suoi genitori) ma non deve destare particolare preoccupazione, il medico va consultato quanto prima quando la tosse:

 

 

  • si accompagna ad affanno respiratorio o a una frequenza respiratoria elevata (potrebbe trattarsi di bronchite asmatica);
  • si accompagna a febbre elevata da due o tre giorni (o la febbre di ripresenta dopo un paio di giorni di remissione), cosa che può far sospettare un sovrainfezione batterica;
  • è persistente o ostinata e interferisce con le normali attività quotidiane del bambino, compreso alimentarsi;
  • dura da alcune settimane;
  • si accompagna a un elevato malessere del bambino;
  • si manifesta in modo sistematico al termine di un esercizio fisico (anche una corsa al parco giochi): potrebbe trattarsi di un sintomo di asma.

Inoltre, è bene sentire il pediatra quando non sono chiari i motivi dell'insorgenza della tosse o si sospetta che il bambino possa avere inalato un corpo estraneo.

 

Tosse da inalazione di corpo estraneo


Può succedere che la tosse compaia all'improvviso, senza una causa apparente. Potrebbe dipendere dall'inalazione di un corpo estraneo: cibo, un pezzettino di un gioco o altro ancora. In questi casi il bambino va incoraggiato a rimanere calmo e a tossire, perché i colpi di tossi potrebbero da soli determinare la fuoriuscita del corpo estraneo, allertando comunque il sistema di emergenza, con una telefonata al 112 o 118.

Solo se il bambino smette di tossire, piangere e parlare, e dunque l'ostruzione delle vie aeree è diventata completa, occorre intervenire con le apposite manovre di disostruzione.

“A volte però l'evento di inalazione del corpo estraneo non è così evidente. Magari i genitori non se ne sono accorti e inizialmente la tosse è poco evidente. Quello che succede in questi casi è che può determinarsi una polmonite a distanza di tempo, dovuta proprio alla presenza nei polmoni del corpo estraneo, che viene ricoperto di muco e a lungo andare si infetta” spiega Lamborghini. In questi casi occorre intervenire con un intervento (estremamente delicato) di broncoscopia per la rimozione del corpo estraneo.