Fumo

Brasile: crollo di morti infantili dopo il divieto di fumo in pubblico

Di Niccolò De Rosa
fumo
18 Giugno 2019
Una ricerca presentata dall'OMS mostra come la messa al bando del fumo nei luoghi pubblici abbia ridotto considerevolmente le morti infantili e neonatali.
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In Brasile la legge anti-fumo sembra aver già dato alcuni, importanti risultati.

 

Lo sottolinea una ricerca realizzata congiuntamente dall'Imperial College London, dal Brazilian National Cancer Institute (INCA) e dall'olandese Erasmus Medical Centre e presentata il 31 maggio scorso in occasione del No Tobacco Day dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nei dati raccolti dallo studio infatti si è stimato come nell'evoluzione demografica svoltasi tra il 2000 e il 2016 le normative di restrizioni per il fumo in pubblico siano riuscite ad evitare circa 15.000 morti tra bambini di età inferiore ad un anno.

 

Il contesto

 

La ricerca si è svolta all'interno di un panorama legislativo piuttosto variegato. Il Brasile è una Repubblica federale composta da 26 Stati dotati di una certa d'autonomia e non tutti si sono adeguati allo stesso tempo e in egual misura alla volontà di bandire il fumo dai luoghi pubblici.

 

Proprio per questo però lo studio presentato dall'OMS è il primo del suo genere nell'analizzare l'impatto dei diversi tipi di misure anti-fumo in una società medio-borghese.

 

 

La svolta smoking-free in Brasile

 

I danni del fumo - soprattutto quando di parla di minori - sono ormai acclarati e riconosciuti largamente dalla comunità scientifica. In gravidanza, ad esempio, la sigaretta può compromettere lo sviluppo del feto, accrescere il rischio di nascite premature o sottopeso, mentre nei bambini il fumo passivo li espone ad asma, complicazioni respiratori  e perfino a tragici decessi.

 

Proprio per queste ragioni nel 2014 le autorità brasiliane hanno spinto sull'acceleratore nella lotta al fumo, vietandolo in tutti gli edifici pubblici, bar e ristoranti compresi.

 

Stando all'analisi delle informazioni estrapolate dai ricercatori, questa scelta ha comportato il calo del 5,2% della mortalità infantile e del 3,4% di casi riguardanti i decessi neonatali.

 

 

Non solo, grazie alle diverse leggi presenti nei vari Stati - prima del 2014 ben 17 Stati federali avevano introdotto solo bandi parziali, che per esempio permettevano il fumo in certe arre appositamente predisposte - gli studiosi hanno potuto appurare come il divieto assoluto e incondizionato si sia dimostrato effettivamente la soluzione più valida per la tutela della salute dei cittadini più giovani. Le leggi più permissive infatti sono state associate ad una riduzione di mortalità infantile pari al 3,3%, ma senza miglioramenti significativi nella mortalità neonatale.

 

A ciò va aggiunto che dai rilevamenti è emerso anche che il calo delle morti premature è stato più rilevante nelle aree più povere e con minore tasso d'istruzione, segno che una buona politica anti-fumo può davvero livellare le iniquità di un Paese ancora molto segnato dal divario socio-economico.

 

«Dall'esempio del Brasile su può osservare quanta differenza si possa fare nel proteggere la salute dei bambini bandendo completamente il fumo dai luoghi pubblici - ha affermato con una certa soddisfazione Thomas Hone, autore principale della ricerca -. È terribile che così tanti bebè e bambini siano danneggiati dal fumo passivo quando una misura relativamente semplice potrebbe aiutare a prevenire tutto questo».