Salute estiva

Colpo di calore e colpo di sole: cosa sono, come intervenire, come prevenirli

Di Valentina Murelli
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05 Giugno 2018 | Aggiornato il 27 Giugno 2019
Se l’ambiente esterno è molto caldo, l’organismo può far fatica a mantenere in equilibrio la sua temperatura, con conseguenze anche potenzialmente gravi. Ne parliamo con Stefano Masi, responsabile del Pronto soccorso dell’Ospedale Meyer di Firenze
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Indice

 

Che cos’è il colpo di calore


“E’ uno stato di malessere generale, provocato dal fatto che l’organismo non riesce a mantenere in equilibrio la propria temperatura a fronte di un innalzamento eccessivo di quella esterna”. Parola del pediatra Stefano Masi, responsabile del Pronto soccorso dell’Ospedale Meyer di Firenze. Al quale abbiamo chiesto di aiutarci a fare chiarezza su questa condizione.

 

 

Quando si verifica


Per capire quali sono le condizioni nelle quali è più probabile il verificarsi di un colpo di calore occorre fare una premessa: “Il nostro organismo è naturalmente dotato di capacità di termoregolazione” spiega Masi. Quindi, in condizioni normali riesce a mantenere in equilibrio la propria temperatura, per esempio con meccanismi come la traspirazione e la sudorazione, che disperdono il calore in eccesso. “In condizioni estreme, però, l’organismo va come in tilt ed ecco che insorgono i problemi”.

 

 

Il principale fattore che determina il rischio di colpo di calore è ovviamente la temperatura: più fa caldo e peggio è. Ma attenzione, non è l’unico. In gioco possono entrare anche il tasso di umidità (che “potenzia” l’effetto della temperatura) e l’assenza di aerazione e ventilazione.

 

L’ambiente tipico nel quale è estremamente facile andare incontro a colpo di calore, con conseguenze che possono essere terribili, è l’interno di una macchina chiusa. “Qui le temperature possono salire molto rapidamente, e raggiungere anche i 50 o 60 °C” sottolinea Masi. Tuttavia, il colpo di calore è possibile anche in altri ambienti chiusi oppure in ambienti aperti particolarmente affollati: pensiamo per esempio alle lunghe attese per un concerto rock. “In ogni caso, va detto che si tratta di eventi piuttosto rari” precisa il pediatra.

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Colpo di calore, i sintomi e come prevenirlo | shutterstock

 

Colpo di calore, i sintomi

 

  • nausea e vomito
  • ipertermia
  • difficoltà respiratorie
  • crampi muscolari
  • confusione mentale
  • stanchezza e debolezza
  • perdita di coscienza

“Quello che si verifica è uno stato di malessere generale, con vari sintomi tra i quali nausea e vomito, ipertermia (aumento della temperatura corporea, da non confondere con la febbre), difficoltà respiratorie (per esempio respirazione molto frequente), crampi muscolari, confusione mentale, stanchezza e debolezza, perdita di coscienza” spiega Masi.

 

 

 

Che differenza c’è tra colpo di calore e colpo di sole

 

  • colpo di calore: non è necessaria l'esposizione diretta ai raggi del sole
  • colpo di sole o insolazione: è successivo all'esposizione diretta al sole. Si aggiungono quindi eritema e ustioni.

La differenza sta nel fatto che nel colpo di calore non è necessaria l’esposizione diretta ai raggi del sole: può tranquillamente verificarsi anche all’ombra, con cielo coperto, o al chiuso.

 

Il colpo di sole - o insolazione – invece, è un colpo di sole successivo all’esposizione diretta ai raggi del sole, per cui ai sintomi classici del colpo di sole si possono sommare l’eritema o le ustioni dovuti ai raggi solari.

 

Chi è più a rischio


Se in condizioni estreme tutti abbiamo difficoltà di termoregolazione, va detto che sono comunque più a rischio i bambini più piccoli, in particolare sotto i due anni, che hanno ancora meno capacità di regolare la propria temperatura, anche perché a seguito delle ridotte dimensioni corporee hanno meno riserve idriche a cui attingere per traspirazione e sudorazione.

 

 

 

Quanto sono diffusi colpi di sole e colpi di calore


“Per fortuna i colpi di calore non sono molto frequenti, mentre le insolazioni sono un po’ più diffuse” afferma Masi. “In effetti, le mamme sono abbastanza brave a evitare le situazioni pericolose, ma qualche rischio in più può esserci con i bambini molto piccoli, con i quali magari si ha ancora poca dimestichezza, e al mare, se si lascia il bambino giocare al sole un po’ troppo a lungo nelle ore centrali della giornata”.

 

 

Colpo di calore, i rimedi


Il primo trattamento è molto semplice: occorre cercare di abbassare la temperatura, con queste strategie:

 

  • spostare il bambino in un ambiente più fresco;
  • togliergli i vestiti;
  • bagnarlo con acqua fresca (va bene anche avvolgerlo in un telo umido);
  • dargli da bere, a piccoli sorsi, acqua o soluzione salina reidratante, per reintegrare i sali minerali persi con la sudrazione;
  • dargli un antipiretico – paracetamolo o ibuprofene

Febbre e ipertermia, che differenza c’è


La febbre è un aumento di temperatura dovuto all’attivazione del termostato interno dell’organismo. E’ un meccanismo che rappresenta una difesa dell’organismo stesso, perché in presenza di un’infezione ostacola la moltiplicazione degli agenti infettivi. Per questo non va sempre e necessariamente combattuta.

L’ipertermia è invece un aumento di temperatura legato alle condizioni ambientali esterne e al fatto che l’organismo non riesce più a far fronte al troppo caldo esterno. Va abbassata il prima possibile, ricorrendo a mezzi fisici (pezzuole bagnate) e a farmaci come paracetamolo e ibuprofone.

 

 

Nelle situazioni più superficiali bastano questi accorgimenti – in genere il bimbo si riprende in 15-30 minuti - e un controllo successivo dal pediatra. Nelle situazioni che appaiono come più serie occorre anche allertare il 112 o 118, in modo che arrivino soccorsi specializzati, in grado di valutare eventuali danni d’organo e intervenire di conseguenza.

 

Se c’è stata insolazione possono esserci ustioni di primo o secondo grado. “Condizioni che possono essere trattate in modo che la pelle torni normale, certo, ma va detto che non si tratta di una passeggiata: i tempi sono piuttosto lunghi e servono numerose medicazioni. E l’estate è sicuramente rovinata” precisa l’esperto.

 

 

Come prevenire


“La prima cosa da fare è ovviamente prevenire il problema, cercando di non mettere il bambino nelle condizioni di dover fronteggiare condizioni ambientali estreme” consiglia Masi. “Quindi, evitare di portare fuori il bambino nelle ore più calde della giornata e, specialmente se è piccolo, controllare spesso le sue condizioni, anche quando dorme nella carrozzina”.

 

 

Ovviamente, i bambini, di qualunque età, non vanno mai lasciati da soli in auto, neanche per pochissimi minuti.

 

E quando si va al sole ricordarsi sempre la protezione: bisogna ricordarsi di mettere e rimettere spesso la crema solare, anche a costo di diventare noiosi.

 

Altri accorgimenti utili:

  • aumentare la ventilazione dell’ambiente, anche con un ventilatore;
  • vesti il bambino con indumenti leggeri, preferibilmente di lino o cotone e di colore chiaro;
  • bagnagli spesso la testa;
  • fagli bere molta acqua;
  • punta su un’alimentazione ricca di frutta e verdura


Altre fonti per questo articolo: pagina informativa dell’Ospedale Meyer di Firenze; pagina informativa dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù