GIORNATA MONDIALE DELL'AIDS

Come prevenire il contagio da Hiv e l'Aids

Di Alice Dutto
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28 novembre 2018 | Aggiornato il 26 novembre 2019
Fare sesso sicuro, effettuare tatuaggi e piercing in luoghi specializzati e sicuri, e intervenire tempestivamente. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul tema

Gli studenti delle scuole medie credono ancora che l'Aids possa essere trasmesso da insetti e qualcuno confonde ancora gli strumenti di prevenzione con gli anticoncezionali, fino a ritenere che con la “pillola” si possano evitare infezioni trasmesse sessualmente.

 

È quanto emerge da un'indagine condotta a livello nazionale su un campione di 14mila ragazzi delle provincie di Milano, Monza-Brianza, Mantova, Roma e Latina, che è stata condotta dal 2013 a oggi, e che è stata presentata un anno fa a fine novembre in occasione del XXXI Convegno nazionale Anlaids, l'Associazione Nazionale per la Lotta contro l'Aids.

 

 

 

 

L'IGNORANZA SU AIDS E HIV

 


«Tra i dati emersi, per esempio – sottolinea Bruno Marchini, presidente dell'associazione – si è visto che i giovani che provengono da famiglie praticanti la religione hanno maggiori difficoltà ad affrontare tematiche legate alla sessualità e agli strumenti di prevenzione. In particolare, in una gran parte degli intervistati resistono forti sacche di stigmatizzazione e di completa disinformazione».

 

L'81% di chi riferisce di avere avuto rapporti completi afferma di aver usato il preservativo, ma solo il 58% di non associare alcun problema all'uso dello stesso. E i ragazzi si informano o si aspettano di ricevere informazioni sul tema soprattutto dalla scuola (67%) o dalla televisione (63%). La famiglia (37%) e Internet (35%) sono solo al terzo e quarto posto. Ultimi i giornali (22%) e gli amici (15%). I maschi, in particolare, sembrano parlarne meno in famiglia.

 


Alla luce di questo, «È importante preparare i giovani, attraverso la conoscenza delle cose, a gestire responsabilmente se stessi e la propria sessualità e a proteggere se stessi e gli altri. Un percorso che porta a rifiutare spontaneamente lo stigma nei confronti di persone e malattie che è principalmente figlio dell'ignoranza» afferma Massimo Galli, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), consigliere nazionale Anlaids.

 

 

CHE COS'È L'AIDS

 

La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, nota come Aids, è lo stato clinico finale dell'infezione da parte del virus dell'immunodeficienza umana (Hiv, Human Immunodeficiency Virus).

Il virus Hiv è in grado di modificare il proprio patrimonio genetico inserendosi nel Dna della cellula infettata (anche detta “cellula ospite” o “cellula bersaglio”) e da lì comincia a produrre nuove particelle virali.

L'infezione causa un progressivo indebolimento del sistema immunitario (l'immunodepressione), aumentando il rischio di sviluppare tumori e infezioni da parte di virus, batteri, protozoi e funghi.

 

 

 


Dopo essere entrati in contatto con il virus Hiv, una persona può diventare sieropositiva (cioè positiva al test per Hiv): questo vuol dire che l'infezione è in atto e che dunque si può trasmettere il virus ad altre persone.

 

Un individuo può vivere anni in assenza di sintomi, senza accorgersi di essere sieropositivo e senza che se ne accorgano le persone intorno a lui e prendere atto della sua condizione solo al manifestarsi di una malattia: è quindi importante sottoporsi al test ogni volta che si è avuto un comportamento a rischio.

 

 

COME SI TRASMETTE L'HIV

 

L'Hiv non si trasmette tramite gli insetti, ma:

 

  • Attraverso tutti i tipi di rapporto sessuale (vaginali, anali e orali)
  • Attraverso il sangue (ad esempio, scambiando aghi o siringhe per iniettarsi sostanze).
  • Può essere trasmesso anche da una madre infetta al feto durante la gravidanza, al momento del parto e attraverso l'allattamento.

 

 

COME SI CURA L'AIDS

 


Purtroppo non si guarisce dall'Aids, ma con i farmaci antivirali disponibili oggi, che vanno presi tutta la vita da una persona malata, «è possibile cronicizzare l’infezione, ovvero fare in modo che, pur restando nell’organismo, non risulti tuttavia letale. Il virus dell’Hiv quindi non viene eradicato, ma gli viene impedito di replicarsi e diffondersi fino a compromettere a tal punto la funzionalità del sistema immunitario da portare a morte l’organismo con infezioni e lo sviluppo di tumori» spiega il dottor Marco Pivato, MPharm della Società Italiana di Farmacologia - Area Comunicazione.

 

Perché non esiste ancora un vaccino contro l'Hiv?



«Non siamo ancora riusciti a realizzare un vaccino efficace al 100 per cento perché, fino a poco tempo fa, non riuscivamo a individuare l’antigene dell’Hiv che induce gli anticorpi neutralizzanti, gli anticorpi in grado di evocare una risposta davvero efficace. Abbiamo scoperto soltanto da poco tempo che il virus, in realtà, porta con sé queste strutture in una zona molto nascosta della sua superficie: una specie di “sacchetta” ben “mimetizzata”. Adesso che abbiamo individuato finalmente l’antigene giusto il problema è chimico-farmaceutico: dobbiamo ancora riuscire a riprodurre in laboratorio queste strutture “antigeniche” che andranno a costituire finalmente il vaccino vero e proprio».
 

 

COME FUNZIONA IL TEST DELL'HIV

 


Dopo un comportamento a rischio, come un rapporto sessuale non protetto, e passato un periodo finestra di 20-40 giorni (anche se un risultato sicuro al 100% si ottiene dopo 3 mesi, tempo massimo in cui l'infezione può attivarsi), è bene sottoporsi a un test dell'Hiv.

Il test verifica la presenza nel sangue degli anticorpi anti-Hiv: se sono presenti, vuol dire che l'infezione è in atto. S
i è sieropositivi all’Hiv se il risultato del test è positivo, altrimenti si è sieronegativi. Esistono diversi tipi di test:

 

  • Prelievo del sangue. Per scoprire se si è sieropositivi si effettua un semplice prelievo del sangue (qui i centri in tutta Europa dove lo potete fare). Il risultato si ha dopo poco tempo.
  • Test rapidi. Esistono anche test rapidi su saliva o su una goccia di sangue prelevata dal sito: il risultato è disponibile dopo 15 minuti.
  • Autotest. Infine, c'è anche l'autotest che si compra in farmacia e si fa su una goccia di sangue ottenuta da un dito.

 

 

COME PREVENIRE L'INFEZIONE DA VIRUS HIV

 

Per aiutare i giovani (e non solo) e aumentare la loro consapevolezza riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili è a disposizione, gratuitamente e online, il volume “Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle” che contiene le risposte di alcuni ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità alle domande degli studenti delle scuole secondarie.
Queste le regole principali della prevenzione:

 

 

1. Informatevi correttamente

 


Si possono trovare molte informazioni sull'Aids, ma è sempre bene selezionare quelle autorevoli. Qui abbiamo raccolto un po' di link utili:

 

 

 

2. Seguite le regole del sesso sicuro

 

Usate correttamente il preservativo, riducete il numero dei partner sessuali e rimanete sempre lucidi nelle vostre scelte quando volete avere un rapporto sessuale.

 

Come usare il preservativo


È importante ricordare che l'unico strumento per prevenire un'infezione da virus dell'Hiv è quella di utilizzare il preservativo, maschile o femminile. La pillola, la spirale e il diaframma sono metodi contraccettivi, utili ad evitare gravidanze indesiderate, ma non prevengono l'infezione da virus Hiv o da malattie sessualmente trasmissibili.

L'uso corretto del preservativo protegge dal rischio di infezione in ogni tipo di rapporto sessuale ed è l'unica reale barriera per difendersi dall'Hiv. Per usarlo correttamente:

1. Utilizzate solo preservativi con il marchio “CE” che sta a indicare che hanno buoni requisiti di sicurezza e di efficacia
2. Verificate sempre la data di scadenza
3. Leggete le istruzioni
4. Indossatelo dall'inizio alla fine del rapporto (vaginale, anale, orogenitale): anche un solo rapporto sessuale non protetto potrebbe essere causa di contagio
5. Usatelo una sola volta
6. Srotolatelo sul pene in erezione fino alla sua base, facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie o anelli, tenendo premuta la punta che funziona da serbatoio per raccogliere il liquido seminale, evitando che si formi una bolla d'aria
7. Conservatelo con cura, lontano da fonti di calore e senza ripiegarlo, ad esempio tenendolo in tasca o nel portafogli
8. Non utilizzatelo insieme a lubrificanti oleosi: potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura
9. Non abbiate paura a chiedere di usarlo. Spesso l'uso del preservativo suscita grande imbarazzo nel momento in cui si decide di avere un rapporto sessuale. Ma invece è bene considerarne l'utilizzo come un segno di attenzione per il benessere di entrambi i partner. «Se il tuo partner non lo fa per primo, non essere in imbarazzo e proponi tu di usare il preservativo spiegando che ti fidi di lui/lei, ma che uno di voi due o entrambi potreste avere avuto in passato un altro partner che senza saperlo vi ha trasmesso un’infezione» si legge nel volume dedicato ai ragazzi.

Come usare il preservativo femminile
Un altro strumento per prevenire la trasmissione dell'Hiv è il femidom, conosciuto anche come preservativo femminile. Si tratta di una guaina trasparente, morbida e resistente che si inserisce nella vagina prima del rapporto sessuale. Ha la forma di un tubo con due anelli alle estremità. Uno è chiuso ed è quello che va inserito nell'organo sessuale, l'altro è aperto e rimane verso l'esterno.

A differenza del preservativo maschile può essere usato con lubrificanti acquosi o oleosi. È comunque monouso e non si può utilizzare insieme al preservativo maschile. Si può trovare nelle farmacie comunali oppure ordinare in una qualsiasi farmacia.
 


 

 

3. Aghi sterili e monouso

 


Non scambiatevi siringhe per iniettarvi sostanze ed effettuate tatuaggi o piercing, ma anche sedute di agopuntura, avendo cura di verificare che il centro prescelto per l'operazione sia sicuro e rispetti le norme igieniche.

 

 

4. Intervenite tempestivamente

 


Se avete avuto un comportamento a rischio rivolgetevi immediatamente a un medico di fiducia (ad esempio presso un consultorio o un centro specializzato) e fate un test per Hiv.

Questo perché chi ha una malattia sessualmente trasmissibile ha un rischio più alto, rispetto a chi non ce l’ha, di prendere o di trasmettere l’infezione da Hiv e altre malattie di questo tipo. Se non sapete cosa fare, chiamate il Telefono Verde AIDS-IST 800 861 061 e gli esperti vi indicheranno cosa è opportuno fare nel vostro caso specifico. Prima si ha la diagnosi corretta prima si può iniziare la terapia con i farmaci antivirali.

 

 

 

L'Aids in Italia e nel mondo


Oggi in Italia le persone che convivono con l'Hiv sono circa 125-130mila e sono prevalentemente di sesso maschile. È quanto emerge dai nuovi dati del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità. Sono dati stabili rispetto agli ultimi tre anni.

Ma sono ancora tantissimi quelli che non sanno di essere infetti (il 30/40% delle persone sieropositive) perché non hanno mai fatto il test. Persone che, quindi, continuano a diffondere il virus.

Nel 2017, sono state riportate 3.443 nuove diagnosi di infezione da Hiv che significano 5,7 nuovi casi ogni 100mila residenti. L'incidenza italiana è simile alla media osservata tra i Paesi dell'Unione Europea (5,8 nuovi casi per 100mila) e dal 2015 l'andamento risulta pressoché stabile. Il trend è chiaro: l'incidenza maggiore di infezione da Hiv è nella fascia di età 25-29 anni.

In Europa, nel 2017, le nuove diagnosi di Hiv sono calate di circa il 20%, scendendo sotto le 6 ogni 100mila abitanti secondo i dati del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
 

 

Le campagne di sensibilizzazione

 


In occasione della Giornata mondiale dell'Aids, che si celebra l'1 dicembre, come ogni anno sono state lanciate diverse campagne di sensibilizzazione.