PREVENIRE I DIFETTI VISIVI DEI BAMBINI

Come prevenire i difetti visivi nei bambini

Di Martina Carnovale
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31 Ottobre 2017
Nella prevenzione dei difetti visivi dei bambini lo stile di vita è molto importante. Parola di Roberto Pinelli, fondatore dell'istituto di ricerca Seri di Lugano che ci spiega come mamme e papà possono accorgersi se il proprio figlio ha problemi di vista e quali sono i comportamenti per prevenirli. 
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Camminando per strada o entrando nell’aula di una scuola è sempre più frequente trovare bambini con gli occhiali. I difetti visivi già in tenera età sono molto diffusi: compito dei genitori è dunque cogliere i segnali dell’insorgenza di questi disturbi e agire di conseguenza. Ci spiega come fare il dottor Roberto Pinelli, fondatore e direttore scientifico dello Switzerland eye research institute Lugano Paradiso (Seri).

 

I difetti visivi tra i 5 e i 6 anni  

 

Non c’è un’età precisa nel corso della quale si manifestano i difetti visivi nei bambini: spesso però questo accade in età scolare, per il semplice fatto che quando iniziano a stare in aula i bambini sforzano di più la vista. Per questo motivo, il dottore consiglia di fare «una visita oculistica di controllo un paio di mesi prima» del suono della prima campanella, oppure «nel primo periodo di frequenza». Tra i difetti più comuni che si manifestano nei bambini c’è l’ambliopia, meglio nota come occhio pigro che «è difficile da riconoscere». Per questa ragione «è meglio fare un controllo intorno ai cinque o sei anni anche se il bambino non dà sintomi».

 

 

Problemi di vista: i sintomi

I problemi alla vista dei bambini si manifestano in genere gradualmente: «il calo della vista improvviso è molto raro nei bambini», spiega Pinelli. Di questo, dunque, non c’è da preoccuparsi perché semmai «i problemi visivi si manifestano durante i primi mesi di scuola». Per accorgersene, mamme e papà devono stare molto attenti ai comportamenti dei loro bambini: «i genitori devono controllare se i figli strizzano gli occhi per vedere da lontano», consiglia il dottor Pinelli, aggiungendo che bisogna controllare «se i figli si lamentano del mal di testa leggendo o guardando i fumetti o i videogiochi». Nell’individuare i sintomi di un eventuale problema visivo, è importante anche l’occhio vigile delle maestre a scuola: la richiesta del bambino di sedersi nel banco davanti, più vicino alla lavagna, piuttosto che in ultima fila può essere un campanello di allarme così come il fatto che il piccolo inclini il capo mentre scrive o disegna:«potrebbe voler dire – chiarisce Pinelli – che il bambino veda meglio da un occhio rispetto all’altro».

 

 

Come prevenire il calo della vista

Il manifestarsi o meno di un difetto visivo dipende moltissimo dallo stile di vita di un bambino, «a meno che la patologia non sia ereditaria».

 

Ci sono quindi delle azioni che si possono mettere in campo per prevenire le patologie. Ecco il decalogo del dottor Pinelli:

  • Praticare uno sport fin dalla prima infanzia. Può essere il nuoto, la palestra o anche uno sport sociale che coinvolga il bambino in un’attività di gruppo
  • Fare spesso delle passeggiate all’aria aperta in modo da essere esposti alla luce naturale del sole.
  • Educare i bambini ad usare una lampada che focalizzi luce direttamente sul foglio sul quale stanno scrivendo e non sul viso
  • Limitare l’uso dei videogiochi perché emettono fotoni artificiali che possono indurre difetti visivi. Pinelli consiglia un tempo massimo di dieci minuti  
  • Permettere di guardare la tv per la durata di un film al pomeriggio o alla sera e a una distanza di almeno 4 o 5 metri dallo schermo
  • Privilegiare le attività creative e soprattutto i giochi all’aria aperta